Yildiz: "Del Piero leggenda, ma alla Juve voglio costruirmi una storia tutta mia"
juventusKenan Yildiz ha raccontato, al Corriere dello Sport, il suo momento alla Juventus dopo il rinnovo del contratto, le sue aspettative futuro sia in bianconero che in Nazionale: "Sono qui da quattro anni e tutti mi hanno sempre mostrato grande fiducia, quella che era mancata al Bayern. Del Piero è una leggenda mondiale, fa parte della storia della Juve e del calcio., io voglio costruirmi una storia tutta mia"
LA JUVE DI SPALLETTI, QUANTI CAMBI DI POSIZIONE
Una lunga intervista a Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, per raccontarsi e raccontare il suo momento. Kenan Yildiz, protagonista in campo con la Juventus di Luciano Spalletti, vive un periodo positivo dopo aver rinnovato il contratto in bianconero fino al 2030 con un ingaggio che è salito fino a 6 milioni di euro a stagione: "Non ho mai giocato per il denaro, ma per migliorare. Ho sempre pensato che il denaro fosse una conseguenza. Di questa parte del lavoro si occupa la mia famiglia. Io ho detto semplicemente ai miei che alla Juve stavo e sto benissimo. Sono qui da quattro anni e tutti mi hanno sempre mostrato grande fiducia, quella che era mancata al Bayern ad esempio. È stato facile, direi naturale andare via". L'eredità della maglia numero 10 della Juventus è di quelle pesanti e così lo sono anche i paragoni come quello che spesso accostano Yildiz a Del Piero: "Non mi piace questo genere di paragone perché io ho appena cominciato mentre lui è una leggenda mondiale, fa parte della storia della Juve e del calcio... Voglio costruirmi una storia tutta mia, lasciare qualcosa di mio"
Leggi anche
Boga&Yildiz: la coppia del gol che non ti aspetti
"Questa vita la devo ad Allegri, Spalletti un grande allenatore"
Classe 2005, una carriera lunga davanti ma già esperienze importanti con allenatori che sono nella storia del calcio per Yildiz. Anzitutto Allegri ma non solo: "Gli devo tanto, tutta questa vita, per come è cominciata. Provo gratitudine anche per Montella che mi ha portato in nazionale", fino ad arrivare a Spalletti: "È un grande tecnico e un uomo speciale, un uomo di emozioni". Sul tema della posizione in campo, invece, il numero 10 ha espresso una preferenza chiara: "Quella che sento più naturale è partire da sinistra, posso entrare nel campo. Mi piace questa libertà". Come punto di riferimento c'è un altro ex bianconero: "Devo ancora migliorare tanto. Guarda Cristiano Ronaldo a quarant'anni, la cura che mette nel fisico. Non conosce rallentamenti, ha una mentalità fantastica".
