Palermo, Diamanti: "Sono stato bistrattato. In B potrei restare"

Serie A

Il centrocampista attacca l'ex presidente Zamparini: "Ha fatto tutto lui: mi ha voluto, ci siamo trovati, poi ci siamo visti poco. Sono stato bistrattato, hanno cercato di togliermi passione, di delegittimarmi: ci sono riusciti". Poi una promessa alla città: "Ho una ferita aperta e un contratto che vorrei rispettare anche in Serie B, lo devo ai tifosi"

Un matrimonio non andato come previsto, quello tra Alessandro Diamanti e il Palermo. Nonostante l’entusiasmo iniziale, il fantasista ex West Ham non ha vissuto una delle sue migliori stagioni: “Ero venuto con un entusiasmo che non avevo da danni, per dimostrare quanto avevo e ho da dare”, ha detto in un’intervista al Corriere dello Sport. “A Palermo mi sono trovato a meraviglia: la genuinità della gente, l’accoglienza dedicata alla famiglia. Devo a questo se, nonostante tutto, non ho mollato”. Ma il rapporto con Zamparini non è stato esaltante: “Non ero e non mi sento il salvatore della patria o un fenomeno. Messo nelle condizioni giuste posso essere ancora una valore aggiunto. Zamparini? Ha fatto tutto lui, mi ha voluto. Ci siamo trovati d’accordo in un minuto, la proposta era importante. Poi ci siamo visti poco. Cosa c’è da chiarire? Io sono sempre stato al mio posto e spero che il mio comportamento sia stato apprezzato. Cammino a testa alta, nessuno mi ha regalato niente. Ma non auguro a nessuno collega di qualsiasi categoria di essere trattato come hanno fatto me. Sono stato bistrattato, hanno cercato di togliermi passione, di delegittimarmi e, sinceramente, ci sono riusciti. In vent’anni di carriera non mi era mai successo. Una cosa sola non mi strapperanno: la professionalità, cioè la voglia di sacrificarmi e migliorarmi. A ad un soffio dai 34 anni, non mi sento al capolinea”.

“Baccaglini? Grande impressione, in B potrei restare"

Con Baccaglini, nuovo presidente, invece sembra andare tutto bene. Diamanti ha avuto subito un buon feeling: “Abbiamo parlato, mi ha fatto una grandissima impressione e ho tante speranze. Ha dato coraggio,  ha tante idee, ho buone sensazioni che riesca a trasformare in realtà le sue ambizioni. Baccaglini ha ragione nel dire che molti giocatori non faranno parte del progetto futuro”. E sul suo, di futuro: “Ho una ferita aperta e un contratto che vorrei rispettare anche in Serie B. Non voglio regalare qualche gioia ai tifosi. Glielo devo. Non chiedo di diventare leader, ma di essere trattato con educazione, sudare come faccio ogni giorno, accettare se è il caso panchine e tribune , mantenere equilibri nello spogliatoio che è la cosa più importante. Disposto a giocarmi tutto in un ambiente che mi considera e con un allenatore che non mi vada contro. Non ho mai saltato un allenamento o mancato di rispetto”. Sulla stagione: “Con Ballardini abbiamo parlato due volte per un minuto: quando sono arrivato e quando mi ha comunicato che andava via “, ha continuato. “De Zerbi è uno con le palle, l’unico che mi ha fatto sentire parte del progetto. Nei momenti di difficoltà non ci siamo mai compattati, anzi ci siamo sciolti. Alibi? Mai cercati, li lascio ad altri. Da quando ci sono io non c’è mai stata una squadra, solo un gruppo di ragazzi, però so che l’anno scorso era lo stesso”.

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