Inter, Vecchi: "Contestazione giusta. In settimana non al 100%"

Serie A
Stefano Vecchi durante Inter-Sassuolo (getty)

L'allenatore nerazzurro dopo il ko con Sassuolo, il sesto nelle ultime otto di campionato per l'Inter: "Bisognerebbe dare sempre il 100%. In campo non posso dire niente ai ragazzi, ma se ci si allena con una certa intensità le cose poi girano bene”. Sulla contestazione di San Siro: "Ci sta che i tifosi non si identifichino in questa situazione"

Sesta sconfitta nelle ultime otto per l’Inter, che con il Sassuolo perde una nuova occasione per riavvicinare la zona Europa e per uscire da una situazione complicata che ormai dura da più di un mese e mezzo. Ko 2-1 contro la squadra di Di Francesco, in un San Siro rumoroso e in piena contestazione: “Questa è un'annata dove va tutto storto, si è visto anche oggi. C'è un ambiente di grande negatività che si traduce anche in campo”, ha detto nel post partita Stefano Vecchi, analizzando la sua prima gara dopo il ritorno in panchina: “Oggi siamo stati puniti al minimo errore, ma abbiamo creato tanto. La squadra ha giocato e ci ha provato, ma purtroppo su un nostro errore siamo caduti. Potevamo fare subito 1-1 e sull'azione seguente abbiamo subito il raddoppio. Ci serve anche un pizzico di fortuna perché forse c'era un rigore e un fuorigioco sul gol ma non possiamo appellarci a queste cose. Di positivo c’è che la squadra non ha mollato fino alla fine, ha spinto, i ragazzi sono cotti perché han dato tutto”. Sull’obiettivo europeo: “All'Europa League bisogna credere finché ce lo consente la matematica, a Roma con la Lazio dovremo fare una grande partita. Non credo alla paura dei ragazzi dopo la contestazione, hanno giocato, giocano, sanno come vanno queste cose”.

"La contestazione ci sta, questa squadra non può essere da ottavo posto"

L’allenatore ad interim nerazzurro è poi tornato sulle carenze della squadra: “Gli errori dei giocatori sono stati elencati già, quando si molla un attimo in Serie A si va incontro a grosse difficoltà e questa squadra fa errori figli di un modo di allenarsi non al 100%. Ma non è colpa di Pioli perché l'ho visto lavorare e cercare di stimolare, ma nasce dal fatto che bisognerebbe dare sempre il 100%. In campo non posso dire niente ai ragazzi, ma se ci si allena con una certa intensità le cose poi girano bene”. Sulla pesante contestazione di San Siro: “Sapevamo ciò che avrebbero fatto i tifosi, hanno le loro ragioni perché non si identificano in questa situazione: ci sta. E' normale che possa esserci una contestazione di questo tipo perché questa squadra non può essere da settimo-ottavo posto”. Su Gabigol: “Credo sia curioso che venga applaudito prima di entrare, sarebbe meglio premiarlo dopo qualche giocata. Oggi è entrato, ha avuto un impatto positivo, ma lo ha avuto pure Eder: l'organico dell'Inter è altamente competitivo ed è difficile trovare spazio, sembra strano dirlo oggi ma è così. Icardi è quello che più si immedesima in questi colori e che più di tutti soffre per questa situazione: il momento duro è una prova anche per lui, è un ragazzo giovane e gli può servire".

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