Chievo, Gaudino si presenta: "Voglio giocare con la numero 10"

Serie A

L'ex Bayern Monaco si presenta sulla Gazzetta dello Sport: "La Nazionale? Vorrei tanto che fosse quella italiana. Io sognavo l’Italia. Ho guardato il Mondiale del  2006 con la maglia di Francesco Totti addosso..."

Nonostante il cognome non parla ancora bene l'italiano: "Inizierò subito a prendere lezioni! Voglio impararlo bene". Primo punto, primo step. Poi? La maglia speciale sulle spalle: "Vorrei avere la numero 10, mi piacerebbe". Personalità e determinaziona, Gianluca Gaudino - nuovo regista del Chievo classe '96 - si racconta sulla Gazzetta dello Sport. Lui, il padre, le tante sfide in Germania e infine Pep Guardiola: "E' un mastro di tattica, davvero". 

"Chievo grande sfida"

"Sono entusiasta di essere arrivato al Chievo. Perché? Perché... step by step. Sono passato prima dalla Svizzera. Ho fatto l’esperienza al San Gallo dove sono arrivato a gennaio 2016 e mi è servito tanto. Ho giocato 33 partite in 18 mesi anche se nell’ultima parte ho giocato meno. Lì portavo la maglia numero 80, quello di Ronaldinho, il mio giocatore preferito. Adesso sono qui a Verona, pronto a imparare e a inserirmi al meglio. Ed è un altro passo importante per la mia crescita. Sono contento di aver scelto il Chievo davanti anche ad altre possibilità". Sul ruolo: "Mi piace giocare in mezzo, a centrocampo, da regista - racconta sulla Gazzetta - Palla al piede. Mi piace molto impostare, comandare il gioco della squadra e lanciare i compagni”.

"Guardiola maestro di tattica"

Su Guardiola: “Il mister mi ha insegnato la tattica e la tecnica. Nella tattica è un maestro, il numero uno. E mi ha dato fiducia. Il giocatore del Bayern che più mi è rimasto impresso? Sicuramente Thiago, che è mio amico. Fortissimo”. Poi sulla Serie A: “Gigi Buffon. Da quando ero piccolo è sempre stato lui”. Sul campionato italiano: “Me lo immagino tattico e con tanta tecnica. I nostri stadi e i nostri impianti sono migliori, ma dal punto di vista tecnico la A è superiore alla Bundesliga. Guardavo sempre il campionato italiano”. Da papà Maurizio a Francesco Totti: "Di mio padre ricordo la personalità, quella che aveva lui quando giocava. Sfidò anche il Napoli con lo Stoccarda. E Napoli è la città italiana che ho visto, in vacanza con i miei. Ci sono i parenti”. Sulla scelta della nazionale da rappresentare non ha dubbi: “Vorrei tanto che fosse quella italiana. Io sognavo l’Italia. Ho guardato il Mondiale 2006 con la maglia di Totti addosso. Per ora ho solo il passaporto tedesco. Poi chissà. I parenti campani ci sono".

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