Milan, alla scoperta di Ricardo Rodriguez: "tassista" che ama i piazzati

Serie A
Ricardo Rodriguez, terzino sinistro del Milan (Getty)

Due fratelli calciatori, il 68 in onore della madre, gli inizi allo Zurigo: "A 14 anni già si capiva che carriera avrebbe fatto". E un passato da... "tassista". Dal Wolfsburg ai rossoneri, curiosità e segreti di "Rici" Rodriguez

Leggi il suo nome e lo associ subito al Sud America: "Ah, un argentino". Anche uruguayano. Quei posti lì. Poi scruti la sua carta d'Identità e rimani sorpreso: "Svizzero, prego". Svizzero? Esatto sì, perché Ricardo è nato a Zurigo da padre spagnolo e mamma cilena. Svelato l'arcano. Anche se il tocco di palla è tipico del "futbol". Tecnica, qualità, corsa e killer istinct nei piazzati. Professione? Terzino sinistro. Di spinta, offensivo, d'attacco. Numero? 68. Anche qui, strano. Semplicemente l'anno di nascita della madre, scomparsa prematuramente di recente. Questione di scelte, come quella di rappresentare la Nazionale svizzera. E infine, oggi, di vestire la maglia del Milan a seguito di un lungo corteggiamento: dopo lo squillo in Europa, la prima rete in Serie A contro la Spal, su calcio di rigore (ps: una specialità). Il Milan scopre Rodriguez.

Zurigo calling: "Viveva per il calcio"

A 14 anni già si capiva che strada avrebbe fatto: "Viveva per il calcio. Due anni dopo lo abbiamo portato in prima squadra". Parola di Fredy Bickel, ds dello Zurigo, uno che per"Rici" stravedeva. E guai a parlargli di un... errore: "Con Rodriguez ho sbagliato due volte. Ho fatto tre anni di contratto a Ludovic Magnin, terzino sinistro della nazionale svizzera, pensando che per due anni sarebbe stato titolare. Ricardo però dopo sei mesi era già più forte". L'altro, poi? "Quando il Wolfsburg lo ha chiesto, io gli ho consigliato di restare, pensavo non fosse pronto. Ricardo è andato via e aveva ragione". Trofei, gol e prestigio internazionale: sei anni in Bundes e 22 reti. Zurigo "calling" per Rodriguez, le origini non si dimenticano: "Lì sono cresciuto, lì ho imparato". Applausi al Milan che l'ha studiato, trattato e preso, soffiando all'Inter. Intrigi di mercato.

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Famiglia di calciatori

Roberto, Francisco e Ricardo: una famiglia nel pallone. Il primo è di proprietà dello Zurigo ma ha giocato anche in Italia, 11 presenze e un gol con il Novara in Serie B (classe '90, attaccante). L'altro, infine, gioca col Lucerna ed è il più piccolo del gruppo ('95). Ex Wolfsburg, ha condiviso lo spogliatoio anche col fratello. Storie di famiglie nel pallone, cliché di casa Rodriguez.

"Tassista" dal mancino d'oro

Quand'era al Wolfsburg si fece un buon amico: nel 2013, infatti, i media tedeschi hanno raccontato la bella storia di Joey Meister. Non un calciatore, non un ds: bensì un 12enne che ogni giorno, dopo la scuola, si fermava a vedere gli allenamenti del Wolfsburg. E Rodriguez se ne accorse, tant'è che dopo ogni sessione lo accompagnava alla stazione per farlo andare a casa: "Che fai, sali? Hai un passaggio assicurato!". Andò più o meno così, Joey felicissimo: "Il mio migliore amico è un...tassista" disse in seguito. Cuore d'oro, mancino d'oro. Perché in sei anni di Bundes ha tirato rigori, punizioni e calci d'angolo. Uno specialista. Il Milan se n'è accorto e l'ha strappato ai tedeschi per circa 20 milioni (contratto quadriennale). Classe '92, esperienza internazionale e garanzia di qualità lungo la fascia. "Rici" si prende i rossoneri.

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