Serie A, una splendida giornata: quanti big match all'ottava

Serie A
Dybala contro Immobile, Dzeko opposto a Mertens, Icardi-André Silva: bomber a confronto nel weekend (Foto Getty)
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Weekend da urlo con il ritorno della Serie A, campionato che riserva gli incroci tra le prime sei della classe. Sabato alle 18.00 apre Juventus-Lazio, in serata il Napoli è chiamato a ribadire la leadership all'Olimpico contro la Roma. E domenica il derby di Milano promette novità per Spalletti e Montella

Due anticipi ad alta quota, poi il derby di Milano. Serate da brividi, notti quasi da Scudetto in Serie A nonostante il calendario riservi solo l’8^ giornata. Quasi archiviata la sosta per le nazionali, il campionato torna a prendersi la scena con big match a non finire: sabato in campo Juventus-Lazio e Roma-Napoli, domenica il posticipo riserva il derby tra Inter e Milan. Incroci tra le prime sei in classifica nonché scontri diretti utili a ritoccare le gerarchie del torneo, d’altronde era dalla stagione 2013/14 che tre squadre non accumulavano almeno 19 punti dopo i primi 7 turni. Persino il Guardian ha acceso i riflettori sul campionato italiano, indiziato a tornare il più avvincente su scala mondiale: 2.88 gol di media a partita, squadre attrezzate e protagonisti consacrati sulla strada del Pallone d’Oro. Ben cinque i candidati al trofeo assegnato da France Football di scena nel weekend attraverso le tre sfide chiave: ulteriori motivi per focalizzarsi sul prossimo turno delle verità.

Juventus-Lazio (sabato ore 18.00, diretta su Sky Super Calcio HD)

Un weekend stellare al via con il replay dell’epilogo di Supercoppa vinto dai biancocelesti, incrocio che prima della finale spinse Allegri a varare il fortunato 4-2-3-1 di base. Juventus reduce dal 2-2 in rimonta sul campo dell’Atalanta, pareggio che vale il ritardo di 2 lunghezze dal Napoli capolista e l’aggancio a quota 19 dell’Inter. Un punto dopo 6 vittorie consecutive, passo falso che quantomeno ha sbloccato Higuain (rimasto a Vinovo) in zona gol al pari di Bernardeschi sebbene l’uomo in più resti Paulo Dybala: 12 reti in stagione per la Joya, recordman per ammonizioni (5) procurate agli avversari ma soprattutto candidato al Pallone d’Oro come l’eterno Gigi Buffon. Prima delle fatiche all’Allianz Stadium tra campionato e Champions contro Lazio e Sporting Lisbona, Allegri annota i numeri dei nazionali (Matuidi e Mandzukic a segno) pur registrando un ottobre rosso in chiave infortunati: problemi alla caviglia rientrati per SuperMario, Barzagli resta invece in dubbio per sabato. Sicuramente fuori i lungodegenti Marchisio, De Sciglio, Howedes e Pjaca appena tornato in gruppo. Chi ritrova il campo è invece Khedira a differenza di Pjanic alle prese con i guai muscolari: l’assenza del bosniaco alimenta la fiducia per il baby Bentancur dalla parabola esaltante, si attende piuttosto il cambio di marcia di Douglas Costa apparso ancora in rodaggio.

Tutto esaurito nell’impianto bianconero per il nuovo capitolo della sfida alla Lazio, uscita vittoriosa al 93’ nella Supercoppa d’agosto. Il primo trofeo da allenatore per Simone Inzaghi, allenatore che vanta il 4° posto e due soli passi falsi in campionato (lo 0-0 all’esordio contro la Spal e il 4-1 incassato dal Napoli all’Olimpico). Non può che essere Ciro Immobile il trascinatore biancoceleste con 9 gol in campionato, bottino che lo vede ai vertici per reti segnate (7) con il piede preferito (destro). In attesa del rientro di Felipe Anderson stimato nel mese di ottobre, l’uomo che non ti aspetti è invece lo spagnolo Luis Alberto (3 centri) ormai fondamentale negli automatismi di Inzaghi. Un gruppo equilibrato e in costante ascesa quello biancoceleste dopo la goleada al Sassuolo, addirittura rincuorato dalle novità in infermeria: c’è fiducia per recuperare appieno Strakosha e Lukaku acciaccati con le Nazionali, ottimismo anche per De Vrij al pari di Bastos e Wallace. Difficile espugnare il bunker juventino, tuttavia occhio al precedente datato 1998: archiviato il 2-1 in Supercoppa grazie a Conceição, i biancocelesti strapparono l’1-0 con Salas a Torino nel dicembre seguente. Casualità o meno, si tratta dell’ultimo colpo della Lazio sul campo della Juventus.

Roma-Napoli (sabato ore 20.45, diretta su Sky Super Calcio HD)

Dopo l’incrocio a Torino i riflettori si spostano all’Olimpico, teatro del big match che torna in notturna seppure vietato ai residenti in Campania. Nonostante il rinvio della partita contro la Sampdoria, la Roma targata Di Francesco vanta 5 punti in più rispetto all’anno scorso con Spalletti: merito del nuovo allenatore apprezzato per filosofia, personalità e dialogo con la squadra. Così ha contribuito ad eguagliare il record di 27 gare consecutive a segno in A, primato stabilito nell’aprile 2006. Persino il bilancio recente in trasferta (10 successi di fila in campionato) ritoccato a San Siro ha ribadito i mezzi del gruppo lontano dall’Olimpico. "Il Napoli ha cambiato poco e conosce lo spartito a memoria", ha spiegato Eusebio tuttavia confortato dal trend di Alisson: il portiere romanista è imbattuto in 5 uscite su 8 in stagione e ben 4 su 6 in Serie A, un’eccellenza rispetto ai suoi colleghi in Italia. Recuperati De Rossi e Perotti a differenza di Schick, monitorati Pellegrini e Strootman entrambi indispensabili per i prossimi impegni. Attenzione soprattutto a Edin Dzeko, 7 centri e numeri ai vertici in A: primo con 6 conclusioni di media a partita, frequenza dominante anche per tentativi nello specchio (3) e conclusioni dentro l’area (28 totali). Dati che ribadiscono il braccio di ferro con Mertens appena incrociato a Sarajevo per 45’: curiosamente nessuno dei due ha trovato la rete, tuttavia nella scorsa stagione entrambi segnarono due gol decisivi a testa. Una coppia in corsa per il prossimo Pallone d’Oro.

Maurizio Sarri insidia il record di 10 vittorie iniziali della Roma ottenuto con Garcia, d’altronde il Napoli domina a punteggio pieno con 7 successi in altrettanti incontri. Se l’allenatore azzurro colloca la Juventus nella pole position verso lo Scudetto, il traguardo più bello vive nei sogni della squadra e della città. Campani vittoriosi da 12 incontri di fila in Serie A comprese le ultime 5 uscite della scorsa stagione, imbattuti da 19 partite e già a segno 25 volte in avvio di campionato da abbonati ai tre punti (primato assoluto). Non è un caso che gli azzurri siano il gruppo più prolifico tra i cinque maggiori campionati europei con 3.57 gol a partita davanti a PSG e Barcellona. Continua a strabiliare il sarrismo tra densità e verticalizzazioni, pressione alta e circolazione del pallone: il possesso è pari al 64,75% in stagione, 139 i tiri effettuati a fronte di 51 subìti. Cresciuta anche la difesa con soli 5 gol al passivo, numeri in calo rispetto alle precedenti annate grazie all’equilibrio del reparto e allo strapotere di Koulibaly. Addirittura raddoppiato il valore della rosa (+238 milioni di euro) dall’avvento di Sarri, artefice in primis dell’esplosione di Mertens da vero nueve: l’attaccante belga ha partecipato a 35 gol nel 2017 (24 reti e 11 assist) più di qualsiasi altro giocatore in A. Candidato al Pallone d’Oro e con il Napoli nel cuore anche in Nazionale come testimoniato dai parastinchi azzurri, Dries viaggia a quota 7 centri a braccetto con Dzeko suo avversario all’Olimpico. Big match nel quale capitan Hamsik vede Maradona sul trono dei bomber di sempre nel club (115 gol contro 114).

Inter-Milan (domenica ore 20.45, diretta su Sky Super Calcio HD)

A chiudere il trittico di incontri al vertice ecco il derby di Milano, sfida che vede Inter e Milan separate da 7 lunghezze in classifica e dai trend agli antipodi: Spalletti imbattuto e 3° in classifica, Montella reduce da due ko seppure confermato dalla società. Nerazzurri solidi e tremendamente efficaci, vedi le ultime vittorie di misura contro Genoa e Benevento: se manca qualcosa in termini di qualità e continuità in organico, la difesa è già una certezza grazie all’asse Handanovic-Skriniar-Miranda. Ben 4 le partite senza gol al passivo, 19 i tiri subìti nello specchio (meglio solo Napoli con 12 e Juventus con 15). Inter che non conquistava 19 punti nelle prime 7 giornate dalla stagione 2002/03, exploit al quale ha contribuito Borja Valero: lo spagnolo è 2° in Serie A per palloni giocati (603) dietro al solo Hamsik pur perdendone solo il 9,8%. Palla in cassaforte, d’altronde l’ex Fiorentina risulta anche il più brillante per passaggi riusciti nella trequarti avversaria (88,2%). Senza dimenticare Candreva decisivo per l’Italia in Albania, i problemi arrivano piuttosto da Brozovic protagonista a Benevento ma vittima di una lesione al soleo sinistro: difficile vederlo nel derby, ecco quindi che Joao Mario si candida per sostituirlo nelle vesti di trequartista. Karamoh l’asso da schierare a gara in corso, davanti l’intoccabile Icardi (6 gol) snobbato dal ct Sampaoli nell’Argentina poiché scalzato da Benedetto.

Fiducia ribadita da Fassone e Mirabelli nei confronti di Montella, certo è che l’ultimo bilancio in Serie A del Milan smentisce la faraonica campagna acquisti stimolando critiche a non finire (Berlusconi compreso). Grande varietà di marcatori (12) in tutte le competizioni, tuttavia la difesa rossonera occupa il 9° posto in Italia con 10 reti incassate: dito puntato su capitan Bonucci, apparso in calo rispetto alla più recente parentesi juventina eppure nominato tra i 30 candidati al Pallone d’Oro. Le note liete? Sicuramente l’impatto tecnico e non solo di Biglia, leader in squadra e 5° in campionato con 11 km percorsi a partita. In ascesa anche la giovane coppia André Silva-Cutrone (16 gol stagionali in due), entrambi decisivi pure in Nazionale ma vincolati dalle condizioni di Kalinic: problema agli adduttori riscontrato con la Roma per il croato, risparmiato dalla Nazionale e monitorato verso il derby. Stracittadina nella quale potrebbero trovare spazio due delusi come Suso e Bonaventura nel 3-5-2 di Montella, allenatore che studia anche le condizioni dell’acciaccato Musacchio. Scelte ancora in forse a dispetto dell’incasso stimato per questo Inter-Milan, derby che scriverà il record in termini di introiti a superare l’ultimo incrocio dello scorso aprile. Una vetrina d’eccezione per l’ultimo dei big match ormai all’orizzonte in Serie A.

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