Serie A, le prodezze del campionato cancellano l'ignoranza

Serie A

Massimo Corcione

Lo spettacolo della decima giornata di Serie A si contrappone all'ignoranza di chi vuole contaminare il calcio, evocando il peggio della storia del mondo. La regolarità del Napoli è impressionante, la Juve continua a soffrire in difesa, Inter e Lazio si confermano le novità più belle della nuova stagione

Quando esci da una giornata di campionato così bella, con partite impreziosite da prodezze tecniche straordinarie, capisci ancora meno quello che sta accadendo intorno al calcio. Parlo delle manifestazioni diffuse di ignobile contestazione, dove i protagonisti del gioco non sono il vero bersaglio. Perché mai vogliono contaminare il calcio con il peggio della storia del mondo, evocando il più atroce sterminio mai concepito e motivato con una discriminazione razziale insopportabile e assolutamente incomprensibile?

Aspettando risposte che chi sa quando verranno, rifugiamoci sull’unico palcoscenico possibile per l’avventura più appassionante: la corsa per lo scudetto. Uno spettacolo senza pause, dove alla Juventus tocca ancora inseguire: contro la Spal ha ritrovato i gol di Dybala e di Higuain, ha visto segnare Bernardeschi, ma al Napoli ha tolto solo il primato delle reti fatte, peggiorando però il rendimento della propria difesa. I gol subiti fanno arrabbiare Allegri, come quest’anno gli sta capitando spesso. Lo preoccupa il ritmo infernale degli impegni: neppure con la Spal ha potuto recuperare forze e sabato va a San Siro dove ad attenderlo troverà il Milan rigenerato da una vittoria che restituisce potere contrattuale a Montella e vigore alla squadra.

Il Napoli è più avanti di tre punti, un distacco rimontabile, ma è impressionante la regolarità di marcia che mantiene. La trasferta in casa del Genoa è stata complicata da uno svantaggio iniziale, poi Mertens è tornato a confezionare piccoli capolavori, ed è stato il migliore segno che il ritorno alla splendida normalità è avvenuto: il pareggio con l’Inter non ha lasciato tracce nella mente, le lezioni di sarrismo continuano a funzionare e il pallone quando è tra i piedi dei giocatori di Sarri viaggia sempre a velocità impressionante.

Ma per il Gran Premio che porterà fino allo scudetto non corrono solo in due: il pronostico che limitava a Juventus e Napoli il ruolo di contendenti s’è allargato a Inter e Lazio, le novità più belle dell’anno. Vincono con una puntualità esaltante, è successo anche con Sampdoria e Bologna, due prove tutt’altro che scontate. Spalletti e Inzaghi sono i due artefici magici: hanno allestito due formazioni quasi perfette per meccanismi di gioco e possibilità di turn over. L’Inter ha poi uno splendido leader in campo: Maurito Icardi, argentino come Dybala e Higuain, un trio di campioni che solo l’astro di Messi può oscurare. La Lazio in curva può nascondere un inatteso nemico, se dovessero arrivare delle squalifiche per le imprese di quei portatori di ignoranza criminale. Chiamarli tifosi è l’ipocrisia più inaccettabile che minaccia di macchiare il campionato più bello.

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