Serie A, tornano le 5 sorelle. Ma la Nazionale "spezza" lo spettacolo

Serie A

Massimo Corcione

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Da tempo non si vedeva un campionato così combattuto con cinque squadre in cinque punti. La Juve è tornata a soffiare sul collo del Napoli, Roma e Lazio con una gara da recuperare sono a un passo. L'Inter continua nella serie positiva. La sosta arriva, forse, nel momento meno opportuno di una stagione davvero avvincente

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Sicuramente non è il campionato più bello del mondo, ma la serie A da tempo non era tanto incerta: dal Napoli alla Roma, passando per Juventus, Inter e Lazio, cinque formazioni sono racchiuse in cinque punti. Di Francesco (che ancora deve recuperare la gara con la Samp, come Inzaghi quella con l’Udinese) continua la sua rimonta, mentre Allegri è costretto ad arrabbiarsi perfino per un gol del Benevento a Torino, prima di festeggiare il sorpasso sull’Inter e far sentire il fiato sul collo del Napoli capolista. Emozioni che rendono la corsa per lo scudetto più simile a quel concentrato di scariche di adrenalina che è il mondiale di MotoGP. Ma, quando l’ultima curva è appena passata, arriva la sosta che mai è stata così mal digerita.

Sarri, che non le manda a dire, ha chiaramente dichiarato che i suoi avrebbe preferito tenerli sotto osservazione a Castel Volturno per ripassare schemi e automatismi, perfetti fino all’ultimo turno giocato in Champions League contro il Manchester City di Guardiola; conta i giorni che le Nazionali sottraggono alla preparazione del campionato e – per lui – allo studio del Milan, suo prossimo avversario. Gli altri allenatori sono meno espliciti, ma lo eleggerebbero volentieri a proprio portavoce; guardano con favore alle promesse che il Sistema Calcio anticipa puntualmente davanti alle prime proteste, ma la novità si giudica dai dettagli e l’attesa per conoscerli si annuncia ancora lunga. Due settimane senza partite sembreranno interminabili, e il Club Italia di Ventura non è ancora capace di eccitare l’animo popolare chiamando a raccolta per lo spareggio mondiale con gli svedesi. Neppure ricorrendo all’argomento del ritorno in azzurro di Zaza, goleador riciclato dagli spagnoli e finora frettolosamente scartato dalle convocazioni.

E i giorni torneranno a essere dominati dalle voci che preparano il ritorno del calciomercato. Il Genoa ha appena sostituito Juric con Ballardini; saranno possibili cambi radicali, ma tutti guardano a Napoli, la terra dell’affare promesso; lo stesso Sarri e il suo direttore sportivo Giuntoli sono subissati da proposte … irrinunciabili: sostituire Ghoulam e trovare un rinforzo per rendere più pesante l’attacco sono i due obiettivi minimi e addirittura imprescindibili. Una volta bastavano gli almanacchi e una capillare organizzazione di affidabili spie; oggi si ragiona per immagini, viaggiano i file, strumento meno letterario ma straordinariamente efficace. Sempre che davvero possa bastare una collezione di perle tecniche a giudicare un calciatore. Per quello occorre tenerlo sotto stretta osservazione, come ogni allenatore sempre vorrebbe. Ma ad ammetterlo resta sempre Sarri, un uomo solo al comando. Almeno per altre due settimane.

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