Milan, nessun punto contro le big: i numeri di un crollo

Serie A
Manuel Locatelli, centrocampista del Milan (getty)

La sconfitta con il Napoli apre una nuova ferita nella stagione rossonera: sesto KO in campionato, ancora una volta contro una big. E il confronto con il 2016-2017 comincia a essere impietoso: sono sette i punti in meno rispetto alla scorsa stagione

RISULTATI E CLASSIFICA SERIE A

Il Milan continua a stare sull’altalena. Di settimana in settimana sorgono nuovi dubbi sulla competitività della squadra rossonera, uscita malconcia dalla sfida del San Paolo contro il Napoli e incapace di dare continuità al buon 2-0 rifilato prima della sosta al Sassuolo. Nuovo campanello di allarme per Montella, che si ritrova a fare i conti con una situazione davvero complessa: in questa stagione sei le sconfitte, tutte maturate contro squadre che precedono il Milan in classifica. Un chiaro segno di come l’Europa sembri, oggi, più lontana (Europa League a +7, Champions a +11) di quanto potesse raccontare ogni previsione estiva. E, all’allontanarsi dell’obiettivo, si sgretolano anche le certezze di un gruppo sì molto nuovo, ma ancora profondamente a caccia di sé stesso.

I numeri contro le big

Per analizzare più nel dettaglio la situazione che coinvolge il Milan serve far parlare i numeri. Che, soprattutto in relazione al confronto diretto con le 6 big del campionato, sembrano davvero impietosi. Gli scontri diretti, come detto, sono il primo segno di una difficoltà evidente da parte dei rossoneri a confrontarsi con squadre organizzate e di livello: appena 4 i gol segnati finora nei match clou della stagione, addirittura 15 quelli incassati. Contro il Napoli l’ultimo, amaro capitolo: il KO poteva sembrare inevitabile alla vigilia, ma il primo tempo ha messo in vetrina i veri limiti della squadra di Montella. Infatti, i rossoneri non hanno mai messo piede per tutti i primi 45’ nell’area di rigore avversaria, record negativo che apparteneva in questa stagione solo al Benevento (contro Juventus e, appunto, Napoli). E per il Milan non è la prima volta che accade da agosto: è successo infatti anche contro l’AEK Atene, in Europa League. Un dato, questo, che rimanda come diretta conseguenza a un oggettivo problema di organizzazione offensiva.

Attacco… spuntato

È chiaro come al Milan sia mancata nelle ultime settimane una figura offensiva di riferimento. I botti dell’estate non stanno dando i loro frutti: André Silva continua a essere un oggetto misterioso, Kalinic sembra piuttosto fuori forma e anche Cutrone, partito fortissimo, sta accusando un netto calo. A salvare i rossoneri ci ha pensato finora solo Suso (non certo un bomber di razza), uomo su cui spesso gravano le sorti della partita. La conseguenza di questa serie di fatti è evidente: con 19 gol segnati in campionato, i rossoneri sono l’ottavo attacco della Serie A. E la difesa, anch’essa in ottava posizione, non è riuscita finora a sopperire alle mancanze offensive: 18 i gol subiti.

Il confronto con il 2016-2017

Se questa doveva essere la stagione della definitiva rinascita, sono molti i rossoneri che rimpiangono i risultati della scorsa. Il primo Milan di Montella non sarà stato ricco di talenti e di potenziali crack come quello di quest’anno, ma aveva trovato una sua dimensione, tanto da essere stato capace di conquistare l’Europa. Il confronto con il 2016-2017 è piuttosto impietoso: a questo punto della stagione, i rossoneri avevano 26 punti ed erano secondi in classifica, mentre oggi sono fermi a 19, al settimo posto. 21 contro 19 i gol fatti, 17 contro di 18 quelli subiti. A preoccupare è soprattutto il numero di sconfitte: 6 in 13 partite  in questa stagione, appena 3 in quella passata. E anche il loro peso è differente: lo scorso anno i rossoneri avevano battuto in avvio di stagione Juve, Samp e Lazio, pareggiando con l’Inter e perdendo con il Napoli. Non può essere, dunque, un problema di calendario. E, infine, il tanto discusso Carlos Bacca ha fatto meglio di ogni singolo attaccante che ora ha Montella a disposizione: 6 i gol del colombiano nelle prime 13, mentre oggi la punta di diamante della squadra è Suso, fermo a quota 5.

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