Benevento-Milan, Gattuso: "Roma non è stata costruita in un giorno"

Serie A
Gennaro Gattuso, allenatore del Milan (foto sito AC Milan)

Dopo le prove tattiche dei giorni scorsi, la squadra rossonera è pronta a tornare in campo per affrontare la formazione di De Zerbi. L'allenatore: "La mia metodologia è diversa da quella di Montella. Dobbiamo migliorare sull'intensità e pensare che sia una finale di Champions"

Al Milan sta per iniziare l’era Gennaro Gattuso. L’ex centrocampista e allenatore della Primavera rossonera è infatti pronto a guidare la sua nuova squadra nella prima partita ufficiale, in programma domani alle 12:30 contro il Benevento allo stadio Vigorito. Sarà la prima uscita di Kalinic e compagni dopo l’esonero di Vincenzo Montella e le tante prove tattiche - e non soltanto - del nuovo allenatore in settimana. Intanto, alla vigilia della sfida, in sala stampami a Milanello il nuovo allenatore rossonero esprime così le sue sensazioni a poche ore dall’esordio su quella panchina che tanto ha sognato.

"Ringrazio i ragazzi, serve un po' di tempo"

"Innanzitutto ringrazio i giocatori per la disponibilità mostrata in questi giorni, sono contento. Abbiamo lavorato, anche se potevamo fare di più. Comunque Roma non è stata costruita in un giorno... - ha iniziato dicendo l'allenatore - li ringrazio per la voglia che hanno messo questa settimana. Non è un segreto che ho lavorato sull'intensità, ho chiesto ai ragazzi di aiutarsi per coprire bene il campo. Abbiamo provato qualcosa di nuovo ma è rimasta la difesa a tre. Dobbiamo difendere e attaccare bene. A Benevento sarà una battaglia. Con De Zerbi la squadra ha cambiato mentalità, sono pericolosi e domani l'ambiente sarà caldo. Noi dobbiamo pensare che domani sia come una finale di Champions, non possiamo permetterci di sbagliare".

Sul futuro

"Un allenatore di riferimento per me? Tutti quelli del Milan mi hanno dato tanto, anche quelli che non hanno vinto. Spero di fare bene e di durare tanto alla guida di questo club. Il passato? Quello che è stato è stato. La mia metodologia è molto diversa da quella di Montella per quanto riguarda l'intensità e i concetti di gioco. Dobbiamo migliorare su tutto. Di tempo ce n'è poco ma quello che puoi avere te lo danno le vittorie, che aiutano a lavorare più tranquillamente. Se arrivano quelle c'è più entusiasmo e sei più fresco di testa. Nel mio Milan giocheranno quelli che stanno bene, non guardo se uno è italiano o straniero. Oggi ho bisogno di tutti e devo dire che in questa settimana è stato difficile scegliere".  

Sulla formazione e sull'avversario

Quale giocatore Rino spera di veder diventare 'il nuovo Gattuso'? "Direi Kessie, ma spero di vedere diversi giocatori con certe caratteristiche - ha continuato l'allenatore - mi sento a mio agio, la cosa più difficile è la gestione degli uomini. Io devo fare della scelte, ma c'è bisogno di tutti. Non ho avuto difficoltà dal primo allenamento. Nessun problema, nessuna tensione. Più passano i giorni e più mi rendo conto che è difficile gestire i giocatori ma voglio coinvolgere tutti anche se non è semplice. De Zerbi? Ci siamo già visti e chiariti, domani io penso solo a portare a casa punti. Non siamo stati gli unici a litigare, si gioca Benevento-Milan e non De Zerbi contro Gattuso. Ho ancora tanto da migliorare. La cosa che mi fa più paura non è spiegare esercitazioni tecnico-tattiche, ma la gestione di un gruppo con giocatori che vogliono tutti giocare. Devo fargli capire che c'è bisogno di tutti".

Sulle condizioni del gruppo

"C'è tensione per domani perché sappiamo di avere tutto da perdere. Siamo un momento di classifica non bello però sono tranquillo per quello che ho visto in settimana. Poi bisogna dimostrare sul campo quanto abbiamo lavorato. Kalinic? A volte basta un gol per avere una nuova visione a livello mentale. Ha bisogno di fiducia, come gli altri giocatori. Speriamo che riesca a trovare continuità nel finalizzare. Perché le occasioni se le crea. Lui come Mandzukic? Sarebbe tanta roba, ma oggi mi smembra difficile. L'unico che potrebbe farlo è Cutrone. L'obiettivo da quando ho cominciato ad allenare era tornare al Milan, però non pensavo di farlo in quattro anni. E' vero anche che potevo restare come giocatore o entrare nello staff di Allegri o allenare la Primavera allora. Su Biglia posso dire che per rendere al meglio deve stare bene fisicamente, è un giocatore importantissimo e ho il massimo rispetto. Ha una grande mentalità e tecnica, è fondamentale ma deve migliorare la condizione".

Sull'eredità lasciata dalla precedente gestione

"Certamente è rimasto qualcosa di positivo dalla gestione Montella. E' normale che su quello serve costruire qualcosa di diverso, come verticalizzare un po' di più. Dopo una settimana non posso cambiare tutto, sarebbe da pazzi. Palleggiare dal basso, possesso palla, è un qualcosa che rimarrà. Sono concetti giusti, fatti molto bene. Bonucci ha gran carisma e leadership ma ho trovato una squadra un po' in difficoltà. Ho parlato con 4-5 giocatori, ho parlato di più con chi sta intorno alla squadra. Dobbiamo parlare tutti la stessa lingua e andare tutti per la stessa direzione", ha concluso Gattuso.

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