Serie A, Udinese: se Barák fa rima con... crack

Serie A

Alla scoperta del talento ceco dell'Udinese, che sta vivendo uno stato di grazia: 4 gol nelle ultime 3 giornate, 6 in totale. Da quella malformazione alla schiena sconfitta, passando per lo scudetto con lo Slavia Praga. Poi l'arrivo in sordina a Udine: ora però si sono accorti tutti di lui

Un piccolo uragano che si è abbattuto sulla Serie A, dalle parti di Udine. Il suo nome è Antonín Barák e fa rima, potenzialmente, con… “crack”. Innanzitutto sono i numeri a dirlo: 6 gol in campionato (tutti segnati nelle ultime 10 giornate), di cui 4 reti realizzate nelle ultime 3 partite; più 2 assist. Questa la dote (finora) del ragazzo venuto da Pribram (via Praga), protagonista della rinascita dell’Udinese coincisa con l’arrivo di Massimo Oddo sulla panchina bianconera. L’ex allenatore del Pescara se lo coccola, lo stimola a far meglio: ma sa che questo ragazzone di 190 centimetri potrà dargli grosse soddisfazioni. Sì, avete letto bene: 190 centimetri. Strano, no? Perché tra le sue doti migliori c’è sicuramente il dinamismo, unito a quel feeling con il gol che possiede da sempre ma che è sbocciato in Italia negli ultimi due mesi e lo ha reso un’arma letale: Sassuolo, Atalanta, Benevento, Inter, Verona. Queste le vittime dei suoi gol: gol quasi sempre pesanti, quasi sempre decisivi e sinonimo di punti.

Da Pribram a Praga

La storia di Barák in bianconero comincia all’inizio di febbraio: l’Udinese annuncia il suo acquisto dallo Slavia Praga, acquisto che verrà concretizzato però soltanto in estate. È un altro dei colpi alla Pozzo: la formula è quella del prestito, pagato 2,5 milioni di euro e con riscatto fissato a 3. Numeri che se continuerà così sono inevitabilmente destinati a crescere. “Crescita”, parola chiave nella sua carriera e anche nella sua vita: nato a Pribram il 3 dicembre del 1994, figlio di un allenatore molto conosciuto in Repubblica Ceca, Barák ha lottato contro una malformazione congenita alla schiena e ha avuto la meglio, potendo cominciare il suo percorso professionale in continua ascesa. Dapprima nella sua città natale, al Pribram, con cui si è formato e ha esordito nella Serie B ceca (2012/13); poi al Graffin Vlašim e in seguito allo Slavia Praga, che lo ha acquistato per 250.000 euro: la squadra con cui si è consacrato vincendo il campionato ceco e segnando 9 gol nella scorsa stagione. A tutto questo va aggiunto anche il suo significativo contributo alla maglia della Nazionale, di cui può essere già considerato un punto fermo: dal suo esordio arrivato il 16 novembre 2016, Barák ha segnato ben 5 gol in 7 partite. Poi l’occasione della vita: l’Italia, Udine, la Serie A.

L’arrivo a Udine

Come spesso accade con gli acquisti della famiglia Pozzo, il suo arrivo non aveva destato scalpore. Invece, piano piano, Barák si è preso prima una maglia da titolare fissa e poi è diventato un vero e proprio punto di riferimento dell’Udinese. Sotto la gestione Delneri i gol decisivi contro Sassuolo e Atalanta, con Oddo il raggiungimento di uno stato di grazia che dura da ormai tutto il mese di dicembre. Duttilità tattica (può giocare sia da mediano che da trequartista), fisicità abbinata a tecnica e capacità di sfruttare le ripartenze: tutte caratteristiche che sono andate a nozze con gli schemi di Oddo. E il meglio deve ancora arrivare: parola dello stesso talento ceco, che dopo la doppietta contro il Verona ha dichiarato che gli piacerebbe arrivare in doppia cifra. “Crescita”, ancora quella parola chiave. Più facile quando il calcio è questione di famiglia: la sua ragazza è una ex calciatrice che ora lavora in UEFA e si occupa dello sviluppo del calcio femminile. Una protagonista del “dietro le quinte” e uno che invece si prende la scena in campo: per far sì che quella rima possa essere pronunciata ad alta voce molto presto. Ba… crack.

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