Serie A, Corcione: "È la stagione di Napoli e Juventus. Il mercato ci salvi dalle polemiche sul Var"

Serie A

Massimo Corcione

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L'ultima giornata di campionato prima della sosta invernale lascia dietro di sè una verità, e tante polemiche per la mancata consultazione delle immagini durante Cagliari-Juventus da parte dell'arbitro. Ecco perché la contrapposizione Grandi/Piccole e le polemiche non sono utili

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Il campionato lascia tonnellate di chiacchiere e una verità incontrovertibile: è la stagione di Napoli e Juventus; le altre si sono progressivamente ritirate: una corsa a defilarsi che ha visto nella prima giornata del 2018 il rallentamento immaturo di Inter e Roma, forse le due squadre che più di ogni altra aspiravano a contendere al Napoli il ruolo di anti-Juventus. Resta – è vero – la Lazio del supercannoniere Immobile (20 gol) e della straordinaria leva calcistica che somiglia tanto a un filone aurifero, ma quel fenomeno è ancora sotto osservazione, costantemente analizzato per scoprire se e quando uscirà la magagna. E’ la solita questione di un’inspiegabile diffidenza legata alla sorpresa imprevista, perché la Lazio mantiene ancora le caratteristiche della sorpresa, nonostante abbia disputato un girone d’andata eccezionale e abbia cominciato il ritorno con una vittoria che odora di disfatta per la SPAL e di trionfo per Inzaghi e i suoi.

Sarà un’altra occasione per chiacchierare in libertà, divertendosi anche nell’esercizio della quotazione per la collezione di gioielli laziali. Un fatto maledettamente serio rimane la lotta per lo scudetto: se le premesse saranno validate dal campo, l’epilogo sarà il più lontano possibile e verrà arricchito da mille spunti polemici. Innanzitutto è rispuntato il VAR, anzi il mancato intervento del VAR e l’argomento non è mai indolore. L’episodio del tocco di mani attribuibile a Bernardeschi sarebbe potuto essere valutato espressamente da arbitro e giudice tecnologico e invece è stato sottratto al possibile riesame. Una non scelta evitabilissima come soluzione da adottare. Il Cagliari, attraverso il suo presidente, ha posto l‘episodio come momento della contrapposizione Grandi/Piccole, un tema ricorrente nel calcio parlato, ma non sembrano esistere i presupposti della guerra santa. Due settimane di riposo genereranno lo spazio per ospitare discorsi estremistici, i dubbi permangono sull’utilità di simili polemiche.

Può salvarci solo il mercato con trattative e incroci che finalmente entreranno nel vivo. Qui protagonista diventa il Napoli, eternamente appollaiato sull’ultimo gradino prima della celebrazione. Da mesi gli osservatori tecnici insistono sulla cronica assenza di alternative, quasi che sia impossibile vincere con un solo modulo ed evitando pericolosi giri sulla giostra della tattica. Sarri adotta il dialogo indiretto con il presidente De Laurentiis e discutono di Verdi, personaggio chiave come lo fu Francesco Romano ai tempi di Ottavio Bianchi e Ferlaino. Cambiò non la faccia, ma gli equilibri. Potrebbe succedere ancora, dovrà però esserne convinto soprattutto l’allenatore. Sotto silenzio la possibile contromossa juventina: nella battaglia dei silenzi e dei sussurri bisogna essere sempre all’erta. Attenti a Marotta e Paratici: quando non si gioca, sono capaci di realizzare i gol più belli. Anche in sequenza, come un tempo riusciva ad Antonio Valentin Angelillo, un campione che vide bruciata la sua carriera da una montagna di parole di carta. Riposi in pace, almeno lui.

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