Inter, Spalletti: "Tifosi delusi da false aspettative sul mercato". Icardi out

Serie A

Dopo quattro pareggi, i nerazzurri cercano la spinta di San Siro per ritornare finalmente al successo. Per farlo, bisognerà superare il Crotone di un grande ex come Zenga. L'allenatore dell'Inter presenta la sfida in conferenza stampa

Il ritorno al successo è una cosa necessaria e indispensabile, per continuare ad inseguire il piazzamento utile per la Champions League. Nell’ultima uscita, l’Inter non è andata oltre l’1-1 con la Spal, collezionando il quarto pareggio consecutivo. Un’inversione da cambiare, dunque, per mettere pressione alla Lazio terza e blindare la propria posizione. Domani, nel posticipo serale, i nerazzurri affronteranno il Crotone. Luciano Spalletti presenta la gara in conferenza stampa.

Quali sono le condizioni di Icardi?
"Non è convocato, quindi non è della partita. Avrebbe voluto esserci ma ha un risentimento muscolare e non conviene rischiare. Al suo posto convocato Emmers".

Si aspettava un altro giocatore a centrocampo?
“Il vero smacco di questo calciomercato è stato non aver protetto i tifosi da queste false aspettative, perché poi diventano grandi delusioni. Si fa confusione anche nella testa dei calciatori, che credono che saranno rimpiazzati. Mi fate dire che chiedo calciatori, che non sono contento: poiché non parlate con me non potete sapere come sono io. Raccontate cose che immaginate, perché vi diverte creare casino. Non ho mai detto che mi mancano giocatori. A Firenze, quando mancavano Miranda, Skriniar e Ranocchia, ho detto che ho dovuto far giocare per forza Santon centrale ma non ho fatto nessuna richiesta. I nostri direttori sono stati bravi a inserirsi negli equilibri del mercato. Nel discorso generale, siamo a posto ma il momento non è positivo”.

Non si può dare la colpa ai giornalisti.
“Va bene ma non ho creato io queste aspettative. Per noi è importante fare risultati e non avere turbamenti giorno dopo giorno, perché ai calciatori piace più parlare di gol e giocate che di qualità che abbiamo esibito. Momenti difficili e incertezze fanno parte di una stagione calcistica, ma bisogna sporcarsi le mani adesso”.

Un rinforzo a centrocampo però sarebbe stato utile.
“In questo momento stiamo giocando il nostro peggior calcio. Attraverso un modo di ragionare e frequentare questo ambiente possiamo ritrovarci. Anche se un giocatore attraversa delle difficoltà non è detto che la squadra debba farsi condizionare interamente. Ho parlato di Ramires in alcuni momenti perché è completo e non ne abbiamo molti così. Zhang mi ha detto che non si poteva fare e mi sembra una persona corretta. Avevo avvertito che certi limiti non li possiamo superare. Intanto abbiamo Rafinha e l’ho trovato meglio di quanto pensassi, ha sostenuto allenamenti duri senza risentimenti muscolari. E’ uno di quelli che può darci qualcosa in più sotto l’aspetto qualitativo”.

Le discussioni social tra tifosi e giocatori possono essere un fattore per l’ambiente?
“Queste paradossalmente uniscono e divertono. Si ride perché i giornali li leggono tutti, però bisogna tenere in conto l’effetto che queste cose possono avere sui tifosi. Si trovano a pensare che la loro fede calcistica sia in mano a bambini e non a professionisti. Ci saranno 50 mila spettatori domani, che sono tanti in relazione al momento che stiamo vivendo. I social sono importanti ma qui si fa una cosa dove non possono essere portate le cose che si hanno a casa. E bisogna evitare di creare preoccupazioni inutili ai tifosi perché ci seguono, ci sostengono e soffrono. Li ringrazio perché saranno ancora così presenti, dimostra che ci credono”.

Alcune trattative sono state realmente portate avanti: cosa c’è da aspettarsi?
“Ognuno fa riferimento alle proprie informazioni, abbiamo tutti gli ingredienti per competere per il traguardo, che è importante quanto difficile. I numeri dicono che possiamo rientrare in questo traguardo. E’ giusto fare chiarezza, perché i traguardi si possono raggiungere lavorando o spendendo di più. Per quanto riguarda me, le somme si tirano a fine anno quando si avranno più conoscenze e mezzi. A noi non spetta nulla di diritto, dobbiamo ricostruire l’espressione tosta per tornare in quella dimensione. Le strade sono diverse ma non dobbiamo creare false aspettative, perché poi quella delusione la assorbiamo anche noi”.

E’ difficile da accettare che non arrivino né Ramires né Pastore.
“Non è con me che dovete parlarne, ma con chi ve l’ha detto. Non possiamo aumentare i budget che abbiamo, non so quanto guadagni Pastore ma sicuramente più dei nostri calciatori e quindi sarebbe stata necessaria un’uscita. Avendo già preso Rafinha che ha caratteristiche simili, i direttori hanno già apportato qualcosa di positivo. A proposito di numeri vi dico che Perisic è quello che passa più palloni ad Icardi, poi subito dopo ci sono Vecino e Brozovic, quest’ultimo che peraltro ha giocato metà partite”.

Due mesi fa l’ultima vittoria, ora come si batte il Crotone?
“Bisogna essere convinti che ci sono altre cose che ci hanno portato a questo momento, quindi bisogna rafforzare le convinzioni positive. Troveremo un Crotone con entusiasmo, ho toccato con mano il lavoro di Zenga quando l’ho conosciuto. Servirà velocità di costruzione di gioco, riuscendo a stanare così il fortino che creeranno. Vedo segnali positivi, per quanto c’erano anche la settimana scorsa ma non sono bastati. Bisogna fare di più e mi aspetto domani una squadra vogliosa”.

Il momento difficile se lo aspettava così lungo?
“No, non temevo che riaffiorassero certi problemi, pensavo fosse una cosa superata. Bisogna tornare a raschiare il fondo del barile delle nostre risorse adesso, e non c’entra in alcun modo la mancanza di questo o quel giocatore. Dobbiamo far bene, anche se le cose non stanno andando nel verso giusto. Le cose a volte accadono per il timore che succedano”.

Quando parla di tirare le somme, rispetto a cosa?
“Rispetto a ciò che ho visto, all’essere stato interista. Mi comporto da amico sempre. A fine stagione avremo tutti le idee più chiare. Ora c’è un percorso da fare e quindi è inutile parlare di somme, siamo quarti e lottiamo con squadre importanti. L’ambizione nasce dai progetti e ti fa vedere le cose da un punto di vista diverso, avendo chiaro il percorso da seguire, noi dobbiamo uscire dal nostro perché non è più tranquillo. Domenica non abbiamo ricevuto tiri in porta, abbiamo sbagliato l’uscita all’ultimo momento. Il discorso resta quello: siamo quarti, e l’anno scorso ad alcune di quelle squadre siamo arrivati lontani di 25-30 punti”.

Cosa vuol dire avere Eder al posto di Icardi?
“Ci mancherà il capocannoniere della Serie A, il miglior finalizzatore della squadra. Ora abbiamo a disposizione un giocatore che sa muoversi e creare spazio, legando meglio con i centrocampisti. Potrebbero esserci dei momenti in cui non sappiamo chi concluderà l’azione a centro area ma sempre in questi momenti potremmo ritrovare qualcuno che non ci aspettavamo.

Rafinha una parte di gara superiore?
“O prima o dopo giocherà una parte di gara”.

Bisogna tenere unita l’Inter?
“Perché senza di lui non si tiene unita? Con me funziona la squadra. Abbiamo uno zoccolo duro composto da gente vera, come Handanovic, Miranda e Gagliardini, che a volte non ho fatto giocare o sostituito ma è una persona serissima. Poi Perisic, Icardi, Candreva che da settimane calcia all’incrocio ma la domenica non gli entra. Non mi aspettavo nulla che mi modificasse la vita, la vita me la cambia questa squadra che ho conosciuto. Poi in futuro si vedrà cosa farò io o un calciatore”.

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