Benevento-Napoli 0-2, super gol di Mertens e Hamsik: Sarri torna in testa alla classifica. GOL E HIGHLIGHTS

Serie A

La squadra di Sarri risponde alla vittoria della Juventus sul Sassuolo, batte per 2-0 i giallorossi e ritrova la testa solitaria della classifica. Decidono il super gol di Mertens nel primo tempo e il raddoppio di Hamsik a inizio ripresa. Nel secondo tempo, però, il belga è costretto a uscire per un colpo a una caviglia subito da Djimsiti. 

SERIE A, RISULTATI E CLASSIFICHE

LE PAGELLE DI BENEVENTO-NAPOLI

BENEVENTO-NAPOLI 0-2

19' Mertens, 47' Hamsik

Benevento (4-3-3): Puggioni; Letizia, Djimsiti, Costa, Venuti; Cataldi, Sandro (83' Del Pinto), Djuricic (67' Memushaj); Brignola (63' Coda), Guillherme, D’Alessandro. Allenatore: De Zerbi
Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Allan, Jorginho (78' Diawara), Hamsik (70' Zielinski); Callejon, Mertens (76' Rog), Insigne. Allenatore: Sarri

Giallorossi sprint

Il Benevento uscito dal mercato entra in campo con una forma e uno spirito tutti nuovi, a cominciare dai volti dei giocatori in campo: oltre a Guillherme, schierato da finto centravanti, e Djuricic, già visti anche contro il Torino, in mezzo al campo c’è anche quel Sandro che fino a 4 anni fa guidava la mediana del Tottenham e in porta quel Puggioni arrivato dalla Sampdoria al posto di Belec. E sarà per la freschezza dei nuovi arrivati, sarà per l’aria da derby che si respira al Vigorito, sarà che in tribuna c’è un tifoso giallorosso in più che si chiama Sagna, ecco che a sorpresa sono proprio i ragazzi di De Zerbi a fare la partita nei primi 15 minuti arrivando più volte dalle parti di Reina. Il Napoli è come sorpreso dall’atteggiamento del centrocampo di casa e dalla velocità di Brignola e D’Alessandro sugli esterni, mentre Guilherme si muove molto non dando punti di riferimento e provando a stanare la già alta linea difensiva azzurra. Il risultato è che tra il 6’ e il 12’, pur senza avere occasioni clamorose, il Benevento ci prova in almeno tre occasioni con Djuricic, Guilherme e D’Alessandro, arrivati tutti e tre troppo facilmente alla conclusione. In panchina Sarri si scalda, in campo il suo Napoli avrebbe bisogno di scuotersi da un torpore che anche contro l’ultima in classifica potrebbe risultare alla fine molto pericoloso.

Col passare dei minuti, però, ecco che il possesso azzurro torna a rifluire più limpido e quasi naturalmente Hamsik e compagni cominciano a conquistare campo e portare il pallone nella trequarti del Benevento. E’ la scintilla che riaccende la squadra, rianimata da una super giocata di Insigne che alla prima vera palla toccata in zona pericolosa lascia immobile Puggioni su un delizioso pallonetto che centra la traversa e torna in campo. In campo è ancora 0-0, ma si capisce subito che nulla sarà più come i primi 15 minuti. Il Napoli prende coraggio, aumenta rapidamente la qualità delle giocate e quasi senza fare troppa fatica diventa padrone assoluto della partita. Raccogliendone rapidamente i frutti. Prima Hamsik fallisce una rete facile facile sparando altissimo da posizione centrale dopo un invito di Insigne, poi è Dries Mertens a confermare di aver fatto pace con il gol trovando un pallonetto formidabile che a differenza di quello del compagno di pochi minuti prima finisce morbidamente in rete. Sono 4 nelle ultime 3, Dries il bomber è tornato. Passata la nottata (o meglio la nottatina) e trovato il vantaggio, la squadra di Sarri ricomincia a giocare e amministrare allo stesso tempo, gestendo il pallone e avanzando quasi per inerzia, ma senza quella cattiveria che caratterizzava gli azzurri nei primi mesi di questa stagione. Di fronte però c’è la piccola, seppur volitiva, ultima in classifica e anche senza infondere troppo sforzo le occasioni arrivano come per ineluttabile destino: ancora Mertens, Callejon due volte, Insigne e Koulibaly, prima di un ultimo tentativo in contropiede dei giallorossi di casa non finalizzato da Djuricic. Sarebbe stato troppo anche per questo volenteroso Benevento.

La firma del capitano

Terminato il primo tempo in vantaggio per 1-0, l’unico obiettivo di Sarri, al momento di rientrare in campo, è quello di chiudere il prima possibile la partita. Evidentemente l’allenatore deve essersi fatto sentire negli spogliatoi perché i suoi ragazzi ci mettono appena 72 secondi per ubbidire agli ordini del proprio tecnico e assopire qualsiasi velleità di rimonta giallorossa. A scatenare il tutto l’errore in disimpegno di Venuti, che prima svirgola il rinvio e poi lascia libera la fascia sinistra dalla quale Mertens ha tutto il tempo per servire sul piatto di Hamsik un pallone solo da spedire in rete. 0-2 e tutti contenti, padroni di casa esclusi. Che un motivo, e anche grande, per sorridere e sperare ce l’avrebbero appena 9 minuti più tardi, quando Koulibaly si addormenta e stende in area Costa. Rigore ineccepibile, che però un Var molto reattivo annulla giustamente per un fuorigioco di Sandro sfuggito a tutti a inizio azione. Pericolo scampato, la partita torna sulla falsa riga degli ultimi 25 minuti del primo tempo, col Napoli che controlla, agisce in scioltezza e quasi per semplice inerzia arriva ogni tanto dalle parti di Puggioni. Consapevolezza da grande squadra, brillantezza da gestire o inevitabile calo fisico generale: a seconda delle prospettive potrebbero essere molti i volti di questa squadra che probabilmente da un paio di mesi è meno spettacolare ma ha acquisito una maturità che certamente solo un anno fa non aveva. 

Brivido belga al Vigorito

Tutto bene sul fronte napoletano, scriverebbe qualcuno: altra vittoria che va dolcemente e facilmente in porto e primo posto ritrovato. Fino al termine, infatti, succede quasi nulla che sia segno di nota se si eccettua il grande spavento, che per fortuna dovrebbe restare solo tale, occorso a Dries Mertens. Djimsiti entra in ritardo sulla caviglia destra del belga che si accascia, rimane a terra dolorante e prima di uscire definitivamente dal campo prova anche a rientrare vanamente. Troppo dolore, impossibile continuare e in ogni caso inutile rischiare. La partita d’altronde è già finita da oltre 20 minuti e la perla del primo tempo dimostra che questa squadra senza Mertens per troppo a lungo proprio non può stare. Negli spogliatoi a fine gara poi arriva anche il secondo sorriso: nessun gonfiore anomalo, c’è il sorriso sul volto del belga. Così come su quello di tutti i tifosi azzurri, che in questo gioco tricolore di continui sorpassi e contro sorpassi a fine giornata proseguono a doversi voltare per vedere la lunga scia bianconera alle loro spalle. Appunto, alle loro spalle.

LE STATISTICHE DELLA PARTITA

-Con questa vittoria il Napoli sale a quota 60 punti in classifica; dopo 23 giornate le uniche due squadre a fare meglio in Serie A sono state la Juventus nel 2005/06 (62) e l’Inter nel 2006/07 (63).-Delle cinque reti realizzate da Hamsik in questo campionato, questa è la prima segnata dallo slovacco nei secondi 45' di gioco.
-Dopo il digiuno di nove partite, Dries Mertens ha segnato quattro gol negli ultimi tre incontri giocati nel massimo campionato.
-Presenza numero 100 per Marco D'Alessandro in Serie A.

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