Lega, trattative e tensione: sventato il golpe anti-Malagò

Serie A

Alessandro Alciato

legaseriea

Slitteranno ancora le elezioni presidenziali della Lega Serie A, inizialmente previste per il 14 febbraio. Otto società infatti hanno fatto sapere che non si presenteranno, facendo mancare il numero minimo previsto, per aspettare il ritorno del commissario straordinario nominato da Fabbricini, ovvero il numero 1 del Coni Giovanni Malagò

Nelle segrete stanze di molti club di serie A, nelle ultime ore, è stata ripetuta più o meno la stessa frase. Magari diversa nelle parole e nelle pause, però identica nel concetto: "Abbiamo evitato un golpe sportivo". Benevento, Bologna, Fiorentina, Inter, Juventus, Roma, Sampdoria e Sassuolo, attraverso una lettera, hanno annunciato che non si presenteranno all’assemblea elettiva della Lega Calcio, in programma mercoledì 14. Vogliono aspettare il commissario Giovanni Malagò che, nel ruolo di presidente del Coni, e quindi di massimo dirigente dello sport italiano, sarà impegnato fino a fine mese in Corea del Sud, per i Giochi Olimpici invernali.

La prima conseguenza è esattamente quella che le otto società cercavano: le elezioni verranno rinviate per mancanza dei numeri necessari. La lettera è aperta, nel senso che anche altri club – Cagliari e Spal ad esempio – potrebbero decidere di aderire, e quindi firmare il documento di due pagine che si apre con questa frase: "La convocazione richiesta da alcuni club non contribuisce a favorire la concordia in vista del processo di riforma che il calcio italiano dovrà affrontare nei prossimi mesi".

La Lega Calcio, infatti, sta attraversando un periodo nerissimo a livello di rapporti, tanto da non riuscire ad eleggere la propria governance, situazione che l’ha appunto spinta verso il commissariamento di Malagò (anche prima c’era un commissario, Carlo Tavecchio, ex presidente della Federcalcio). Nelle ultime settimane sono stati molti i litigi ai piani alti della sede milanese di via Rosellini, ultimo in ordine di tempo quello fra Claudio Lotito, presidente della Lazio, e Beppe Marotta, amministratore delegato della Juventus. Proprio la Juventus è una delle società che hanno deciso di aspettare il ritorno di Malagò da PyeongChang, per cercare di recuperare il prestigio perduto della Lega, anche a livello di immagine. Si legge ancora nella lettera: "La fase elettorale contribuirebbe ad acuire le divisioni e va quindi fermata in attesa di aprire un vero tavolo sulle riforme"

In una situazione del genere, le otto società firmatarie hanno ritenuto giusto fare un passo indietro, per non forzare la situazione, soprattutto per rispetto verso il nuovo commissario e verso le istituzioni sportive. Il Coni prima di tutto. La lettera si chiude così: "Gli errori di questi anni possono essere fermati solamente se tutti sapranno dialogare con senso di responsabilità, calma e attitudine all’ascolto senza colpi di mano"Cioè, il golpe sportivo di cui sopra.

Il comunicato della Lega

"Ricevuta in data odierna formale comunicazione che un gruppo di società non avrebbe partecipato all'assemblea del 14 febbraio facendo di conseguenza venir meno il numero legale per la validita' della stessa - spiegano in Lega - il vice commissario Nicoletti, in accordo con il commissario Malago' ha appena informato tutti club che la riunione sara' posticipata alla data gia' prevista del 27 febbraio".

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