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Acquisto Milan, indagato Yonghong Li per falso in bilancio

Serie A

L'ex proprietario del Milan è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Milano per falso in bilancio nell'ambito dell'operazione che lo ha portato ad acquisire la società rossonera. In una lettera pubblicata da Il Sole 24 Ore, Yonghong Li ha attaccato il fondo americano Elliott

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La procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati per falso in bilancio Yonghong Li nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e dal pm Paolo Storari sull'operazione con la quale l'uomo d'affari cinese lo scorso anno ha rilevato il Milan dalla Fininvest per 740 milioni di euro. Nel mirino dei magistrati milanesi non c'è l'ex presidente del club Silvio Berlusconi. Le indagini si concentrano in particolare sull'opacità dei comunicati ufficiali con cui Li aveva più volte affermato di poter far fronte ai pesanti impegni finanziari (ben 740 milioni di euro) per l'acquisto della società.

La Guardia di Finanza di Milano sta effettuando acquisizioni di atti presso la societa' Milan e una serie di advisor come Rothschild, Lazard, Ernst & Young e Deloitte che si sono occupati della compravendita della societa' rossonera nell'ambito dell'inchiesta in cui Yoghong Li e' indagato per falso in bilancio.
Inchiesta in cui la passata gestione della squadra non e' assolutamente coinvolta e in cui risulta parte offesa il mercato a cui l'imprenditore cinese avrebbe dato false rassicurazioni in merito alla sua società che ha acquistato il club calcistico e che in realtà in Cina era fallita come risulta da una sentenza cinese

La lettera di Yonghong Li

È con grande rammarico che, in qualità di Presidente, rivolgo questa lettera a tutti i sostenitori, azionisti e dipendenti della prestigiosa A.C. Milan. Nonostante le numerose ed errate voci emerse sulla stampa italiana e internazionale, confermo che l’Assemblea degli Azionisti dell’associazione calcistica, convocata da Elliott in data 21 luglio, sancirà la mia revoca e quella dei direttori da me nominati nel CdA del club. Desidero in primo luogo far chiarezza su quanto segue. L’acquisto dell’A.C. Milan non è stata né una decisione incauta né tantomeno una decisione dettata da una mia infatuazione passeggera ; deriva dalla mia passione per la squadra e dalla mia convinzione circa il potenziale economico di un investimento in una delle più nobili squadre di calcio al mondo. Fino al 30 giugno 2018, ho versato quasi € 880 milioni a favore dell’A.C. Milan, dei quali solo € 280 milioni finanziati attraverso Elliott, mentre ho provveduto personalmente per la restante parte. Ero convinto che Elliott fosse un investitore fidato, ma soprattutto un partner con cui condividere i doveri e gli onori di un’avventura così stimolante come la proprietà di una squadra che, nella sua gloriosa storia, ha vinto, tra altri titoli, sette Champions League e 18 scudetti di Serie A. Ho commesso un errore e l’ho scoperto solo strada facendo e a mio grande discapito. Elliott si è mostrato fin dall’inizio non come il partner che immaginavo, bensì come un finanziatore totalmente disinteressato alla complessa gestione di un club dello standing del Milan, nonostante il suo controllo sul CdA della squadra. Tutto ciò è avvenuto a dispetto delle ripetute dichiarazioni da parte del fondo sul suo presunto sostegno alla società: in realtà, il supporto finanziario alla squadra fino tale momento è giunto unicamente da me. Ho provveduto a un aumento di capitale per un totale di € 88 milioni a beneficio del club sotto la mia proprietà. Il default anticipato è stato dovuto al mancato rimborso dei € 32 milioni versati da Elliott per mio conto nel giugno 2018. Tuttavia, desidero chiarire quanto segue. Prima di tutto, i fondi necessari all’A.C. Milan erano inferiori alla somma da me pagata per via degli ingiusti covenant finanziari imposti da Elliott, che ha altresì congelato parte del capitale da me investito nell’A.C. Milan, con l’obiettivo di obbligarmi a versare più del dovuto. In secondo luogo, dei € 32 milioni stanziati da Elliott, € 21 milioni sono stati restituiti al fondo quasi immediatamente. E questo non è tutto. Non è stato possibile per me e i miei collaboratori garantire al club lo sviluppo commerciale che avevo in mente, per via dei numerosi vincoli e delle numerose limitazioni sulla governance aziendale imposte da Elliott nei suoi finanziamenti. Nonostante gli ostacoli creati dagli stringenti impegni imposti dai finanziamenti di Elliott, non ho mai perso l’entusiasmo né tantomeno mancato ai miei impegni etici con il personale e i tifosi del Milan. In risposta a ciò, la condotta di Elliott si è sempre rivelata incurante e predatoria: in breve, il tipico comportamento di un “fondo avvoltoio”, così come è stato di sovente definito in passato dalla stampa internazionale un fondo come Elliott.