Higuain, ricorso respinto: confermate le due giornate di squalifica per l'attaccante del Milan

Serie A
Le proteste di Higuain durante Milan-Juve

La Corte di Giustizia Federale ha respinto il ricorso del Milan contro le due giornate di squalifica inflitte a Gonzalo Higuain dopo l'espulsione rimediata nel match contro la Juventus

HIGUAIN, RICORSO RESPINTO: CONFERMATI I DUE TURNI DI STOP

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La Corte d'Appello della Figc ha respinto il ricorso presentato dal Milan contro le due giornate di squalifica per l'attaccante argentino, che in occasione della sfida contro la Juventus aveva prima protestato per un'ammonizione, ricevendo il secondo giallo, e poi per la conseguente espulsione comminatagli da Mazzoleni. I rossoneri hanno provato a difendere il proprio giocatore presentandosi assieme all'attaccante di fronte alla corte che però non ha accolto la loro versione. Il Pipita dunque salterà sia la partita di domenica contro la Lazio, sia quella del 2 dicembre contro il Parma.

La giornata del Pipita

Gonzalo Higuain è arrivato in treno da Milano, scendendo alla stazione Termini attorno alle 12.17 e raggiungendo la sede della Corte d'Appello della Figc di via Campania alle 12.30, puntualissimo per l'inizio del procedimento. L'audizione è durata 15 minuti e al termine Higuain è andato via senza rilasciare alcun commento. Oltre a Higuain e agli avvocati del Milan è stato ascoltato anche l'arbitro Mazzoleni. 

La difesa del Milan

La tesi difensiva del Milan verteva su un precedente che riguardava proprio l'attaccante argentino, protagonista di uno sfogo simile in occasione di una partita tra Udinese e Napoli. In quella circostanza Higuain insultò l’arbitro Irrati e ricevette tre giornate di squalifica, poi ridotte a due dopo il conseguente ricorso. Come è possibile, la domanda dei rossoneri, che pur senza ingiurie nei confronti dell’arbitro (nel dispositivo si parla solo di atteggiamento irriguardoso) le giornata di squalifica per l’argentino siano le stesse della partita tra Udinese e Napoli? Un ragionamento che fila, ma che evidentemente la corte d’appello non ha voluto prendere in considerazione.