Chievo-Milan, Di Carlo: "Giochiamo sempre 11 contro 13". Romairone: "Siamo stanchi"

Serie A
Di_Carlo_Chievo_Getty

Gialloblù furiosi per le decisioni arbitrali. Al centro delle polemiche entrambi i gol segnati dai rossoneri: “Da sei partite gli episodi ci cambiano le partite – le parole dell’allenatore – difficile vincere giocando in 11 contro 13”. Romairone: “Finite le parole, siamo stanchi”

MILAN, CHIEVO BATTUTO 2-1

PUM PUM PIATEK: HA GIÀ RAGGIUNTO HIGUAIN

Altra partita, altra sconfitta per il Chievo, la sedicesima in campionato. Al Bentegodi passa il Milan grazie alle reti di Biglia e Piatek. A non convincere i padroni di casa però sono state le decisioni dell’arbitro Pairetto, che ha usufruito del Var per stabilire la regolarità o meno del gol di Piatek. Ma le polemiche non mancano nemmeno sul primo gol, quello venuto dalla punizione di Biglia: “Cosa dire? Più che impegnarsi e giocare alla pari con il Milan non possiamo fare – le parole di uno sconsolato Di Carlo a Sky nel post gara - i ragazzi sono straordinari, danno tutto nonostante l’ultimo posto in classifica. Noi pretendiamo il nostro, quello che ci spetta. Non vogliamo di più. Nel primo gol del Milan la barriera è stata messa a nove metri, nel secondo Piatek commette un fallo netto. Sono sei settimane che vedo sempre gli stessi errori contro di noi. Ma la squadra continua a non mollare niente, ho dei giocatori e dei tifosi straordinari. Gli arbitri ci mettono sempre nella condizione di andare sotto, questa è la verità. Non deve venire a mancare il nostro atteggiamento, quello che stiamo avendo da sempre. Ci sono a disposizione ancora 33 punti e dobbiamo cercare di migliorare la classifica. Purtroppo dalla Fiorentina ad oggi gli episodi ci cambiano le partite. Cosa dirò alla ripresa degli allenamenti? Dirò di guardare a noi stessi, di continuare a fare le partite senza attaccarsi agli alibi, di negare quindi l'evidenza. So che torneremo a vincere, anche se è difficile. Lo è giocando undici contro undici. Se giochi in undici contro tredici beh, è impossibile. Ma non voglio vedere i ragazzi a testa bassa”.

Romairone: “Abbiamo finito le parole”

Tanta la rabbia del Chievo dunque. Che non si limita solo alle parole di Di Carlo: “Non è possibile che ogni settimana ci sia un episodio a noi sfavorevole – ha commentato ai microfoni di Sky Sport il Ds gialloblù Giancarlo Romairone – in occasione della prima rete subita la barriera è stata messa a 13 metri di distanza anziché 9. Sulla seconda, invece, ci sono un fuorigioco e anche un fallo. Chiediamo di poter perdere serenamente le nostre partite, siamo stanchi di fare da legislatura sul Var. Non c’è bisogno di questo per valutare episodi che sono chiari. Ci sono ancora 11 partite da giocare, c’è tanto tempo a nostra disposizione per lavorare e cercare di finire al meglio una stagione maledetta per tanti motivi. Chiediamo di poterla finire in pace”. Poi il discorso si sposta anche sulla partita: “Non voglio discutere delle dinamiche del match, da domani io e l’allenatore proveremo a tirare su il morale alla squadra. Vogliamo perdere perché siamo scarsi, non per altre dinamiche. Ci tenevo a dire queste cose davanti alla tv. Perché sono sempre andato dagli arbitri, ma adesso sinceramente ho finito le parole”.  

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