Fiorentina-Lazio, il "pizzino" di Inzaghi a Bastos con le indicazioni tattiche

Serie A

Mosse e contromosse: Fiorentina-Lazio è una partita a scacchi tra Pioli e Inzaghi, con continui cambi di modulo per cercare di sorprendere l'avversario. Nei minuti finali l'allenatore biancoceleste manda in campo Bastos con un bigliettino su cui disegna il nuovo schieramento. Svelando tutti i soprannomi di casa Lazio...

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Non lasciatevi ingannare dal risultato finale, 1-1 che porta le firme dei due bomber più attesi, Immobile e Muriel. Fiorentina-Lazio è stata a lungo una partita a scacchi giocata in panchina dai due allenatori, Pioli e Simone Inzaghi, con continui cambi di modulo che hanno indirizzato la gara in una direzione o nell'altra. E con l'allenatore della Lazio, molto deluso per il risultato al fischio finale, che ha provato fino all'ultimo a cercare la mossa vincente, persino con un ultimo disperato cambio di sistema di gioco al minuto 83. Comunicato alla squadra tramite "pizzino".

Ciro, Sergio e "l'inglese" Patrik

Messaggero di Inzaghi, nell'occasione, è Bastos, mandato in campo a una manciata di minuti dal termine al posto dell'acciaccato Radu, e al quale l'allenatore ha affidato le proprie direttive da comunicare ai compagni. Biglietto alla mano, Bastos entra in campo e consegna il prezioso foglietto ad Acerbi, che a sua volta catechizza i compagni. Il pizzino parla chiaro, difesa a 3, Romulo e Marusic larghi, Leiva regista, Badelj e Milinkovic-Savic un passo avanti e in attacco Correa libero di fare ciò che vuole (indicazione tattica che già gli aveva dato nel corso della partita) alle spalle di Immobile. Anzi, di Ciro, perché il foglietto non svela solo il nuovo assetto tattico, ma anche i nomi con cui l'allenatore chiama abitualmente i suoi. Detto di Immobile - per tutti Ciro -, il suo compagno di reparto è "Tucu" anche negli schemi alla lavagna, Sergej-Milinkovic-Savic diventa più comodamente "Sergio" e Acerbi è invece "Ace". Mantengono il loro nome originale tutti gli altri, con piccola variazione per lo spagnolo Patric, inglesizzato con una K finale: Patrik.

Pioli-Inzaghi, mossa e contromossa

"In queste partite con tanto pubblico è difficile comunicare", ha spiegato Inzaghi a Sky Calcio Club giustificando la mossa del pizzino e raccontando anche la sua partita "tattica" con Pioli. Lazio meglio per almeno un'ora, con il gol del vantaggio e una serie di occasioni sprecate per chiuderla, anche per via di un Terracciano protagonista di alcuni ottimi interventi; nella ripresa la Fiorentina (che aveva perso Chiesa) si mette a specchio e, specie con Mirallas largo a destra, mette in difficoltà i biancocelesti. Proprio da un'iniziativa del belga, che vince un uno-contro-uno con Radu e poi crossa teso al centro, nasce il pari di Muriel. I viola crescono, la Lazio soffre, e allora Inzaghi cambia per sparigliare quei duelli individuali che stavano facendo affondare la squadra: dentro Badelj e doppio regista in mezzo al campo (l'ex viola e Leiva) per recuperare un po' di palleggio e far arretrare la Fiorentina. Pian piano la Lazio torna a crescere, ma per cercare la vittoria serve ancora qualcosa: dentro Romulo per Luis Alberto e poi, nel finale, Bastos con le nuove indicazioni. Probabilmente, se avessero portato al successo, quel pizzino sarebbe finito incorniciato da qualche parte e di certo non accartocciato a terra per la delusione.

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