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Roma-Napoli, le chiavi tattiche della sfida

Serie A

Federico Aquè

Claudio Ranieri sta provando a gestire il brutto momento dei giallorossi semplificando il gioco, ma contro il Napoli la sua squadra dovrà fare qualcosa in più per restare vicina ai posti che valgono la Champions League

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LE PROBABILI FORMAZIONI

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Tra le squadre che ambiscono a un posto nella prossima Champions League, la Roma è forse quella più in difficoltà, non tanto per la distanza che la separa dal quarto posto - i giallorossi devono recuperare 4 punti al Milan, che però è in vantaggio negli scontri diretti, e con dieci partite da giocare l’impresa non sarebbe impossibile - piuttosto perché è l’unica ad aver stravolto i suoi piani a stagione in corso, esonerando Eusebio Di Francesco e risolvendo il contratto con il DS Monchi, aggiungendo incertezza a un momento già critico per risultati e gioco.

Con Claudio Ranieri, scelto al posto di Di Francesco per gestire il finale di campionato, la Roma ha finora giocato due partite. La prima l’ha vinta, anche se con un po’ di fatica (2-1 contro l’Empoli), la seconda l’ha persa male contro la SPAL (2-1), tanto da spingere Ranieri a dichiarazioni piuttosto dure a fine partita: «Non siamo stati squadra, ho visto solo buona volontà ma senza organizzazione di gioco. Senza Champions, in molti dovranno cambiare aria. I ragazzi devono dimostrare di poterci stare in questo club, abbiamo perso contro giocatori che hanno stipendi più bassi dei nostri».

Le parole di Ranieri hanno sottolineato le debolezze a livello caratteriale e l’assenza di una chiara identità tattica e a rendere ancora più negativo il momento ci sono le condizioni fisiche di alcuni giocatori chiave: De Rossi, Kolarov e Manolas dovrebbero essere a disposizione dopo i rispettivi infortuni, ma in conferenza stampa Ranieri ha detto che li gestirà senza prendersi rischi. Non è chiaro insomma se giocheranno tutti e tre, così come andranno verificate le condizioni di Dzeko, rientrato con un problema alla coscia dopo le gare giocate in nazionale.

Nelle sue prime due partite Ranieri ha schierato due formazioni simili, l’unico cambio significativo ha riguardato il giocatore che affiancava Schick: contro l’Empoli c’era Zaniolo a muoversi da trequartista dietro l’attaccante ceco, mentre il rientro di Dzeko ha permesso a Ranieri di tornare al suo tipico 4-4-2 contro la SPAL.

Ranieri, o della semplificazione

In entrambe le partite la Roma ha provato a giocare in modo lineare, minimizzando i rischi. Ha rinunciato a costruire l’azione nella sua metà campo, giocando con un lancio lungo ogni rimessa dal fondo di Olsen, e ha tolto responsabilità in costruzione ai due interni di centrocampo, Cristante e Nzonzi, scegliendo di passare dalle fasce o di lanciare direttamente sugli attaccanti, prevalentemente con i terzini.

Fatto arrivare velocemente il pallone in zone avanzate, toccava agli attaccanti ripulirlo per renderlo giocabile e creare i presupposti per un’occasione, mentre gli esterni si muovevano in modo diverso. Justin Kluivert restava più aperto a destra per sfidare in dribbling il diretto avversario e andare sul fondo, mentre El Shaarawy lasciava spesso la fascia sinistra per avvicinarsi ai due attaccanti e dare profondità con i suoi tipici tagli dietro la difesa.

La manovra si è insomma fondata su concetti piuttosto semplici, che hanno ridotto le connessioni e reso ancora più difficile produrre azioni pericolose, un problema evidente soprattutto nel primo tempo contro la SPAL. Dopo l’intervallo Ranieri ha quindi mandato in campo Perotti e Zaniolo al posto dei due esterni, El Shaarawy e Kluivert, aggiungendo due giocatori più autosufficienti, capaci di farsi dare la palla muovendosi in appoggio e all’interno dello schieramento avversario, e di prendersi dei rischi per far arrivare la palla negli ultimi metri. In svantaggio di un gol, la Roma era riuscita a pareggiare grazie a un rigore trasformato da Perotti e nato da una bella iniziativa di Zaniolo, ma pochi minuti dopo aveva subito il rigore di Petagna che l’aveva condannata alla sconfitta.

Zaniolo trova Dzeko, che si conquista il rigore contro la SPAL

Il passaggio di Zaniolo a Dzeko, che si conquista il rigore.

Anche senza la palla a dominare è stata la prudenza. Sia l’Empoli che la SPAL impostavano con una linea difensiva a tre e la Roma preferiva lasciare libera la prima costruzione, orientando la manovra avversaria sulle fasce: contro la SPAL, Ranieri ha provato a ridurre l’influenza di Lazzari allargando a terzino sinistro Juan Jesus, ma non è bastato a contenere la manovra della squadra di Semplici, che da quel lato poteva contare sulla posizione avanzata di Cionek per creare superiorità e avere un uomo libero su cui giocare la palla. È stato proprio il difensore centrale polacco a dare l’assist a Fares nell’azione del primo gol della SPAL.

Come affrontare il Napoli?

Contro il Napoli è difficile immaginare una Roma più aggressiva e anche Ranieri in conferenza stampa è sembrato anticipare una partita d’attesa: «Pressare a tutto campo non è facile, occorre avere la condizione fisica giusta. Bisogna essere anche bravi ad aspettare e gestirsi». D’altra parte il Napoli ha qualità in abbondanza per giocare negli spazi offerti da una pressione poco organizzata e già all’andata la Roma aveva difeso con un baricentro molto basso, poco oltre i 35 metri, il dato peggiore del suo campionato.

Un girone fa i giallorossi erano passati in vantaggio con un gol di El Shaarawy ed erano stati raggiunti solo nel finale da Mertens, nonostante una partita passata per larghi tratti nella propria metà campo. È possibile che stavolta Ranieri punti a difendersi un po’ più lontano dall’area di rigore, concentrandosi comunque nella copertura degli spazi centrali per ostacolare la manovra interna del Napoli, che resta una delle migliori squadre del campionato a occupare gli spazi tra le linee di centrocampo e difesa avversarie.

Le posizioni medie del Napoli contro l'Udinese

Di solito il Napoli occupa tutti i corridoi sulla trequarti con cinque giocatori: contro l’Udinese i terzini davano ampiezza, gli esterni Callejón e Younes si stringevano nei mezzi spazi e i due attaccanti Mertens e Milik si alternavano nei movimenti in appoggio e in profondità.

Ancelotti potrebbe avere qualche problema nella delicata fase di trasmissione della palla dalle zone arretrate alla trequarti. Zielinski sarà infatti assente per squalifica, Diawara è infortunato ma dovrebbe rientrare Fabián Ruiz, che aveva saltato l’ultima partita contro l’Udinese per una forma di influenza che lo aveva fatto finire in ospedale. Dovrebbe essere quindi lo spagnolo, insieme ad Allan, a occuparsi di far arrivare il possesso in modo pulito nella metà campo della Roma, mentre negli spazi intermedi a sinistra dovrebbe muoversi uno tra Younes, che ha giocato da titolare contro l’Udinese e ha segnato un gol, o Verdi.

Soltanto una volta in questo campionato la Roma non ha concesso almeno un gol in casa, nella vittoria per 4-0 contro il Frosinone, ma il Napoli ha vinto solo una delle ultime cinque trasferte. I giallorossi in questo momento sembrano poter creare pericoli solo forzando il disordine in campo o attraverso i calci piazzati, ma è forse la squadra di Ancelotti a essere avvantaggiata se dovesse giocarsi una partita dai ritmi frenetici, perché la Roma sembra meno organizzata nelle transizioni.

Ranieri ha senza dubbio più problemi e affronta questa sfida da una posizione di svantaggio, ma dovrà riuscire a ribaltarla per tenere la sua squadra vicino alla zona che vale la Champions.