Juventus-Sassuolo: chi è Stefano Turati, portiere all'esordio che ha fermato i bianconeri

Serie A
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"A fine partita Buffon mi ha fatto i complimenti". Esordisce così Stefano Turati, 18enne portiere del Sassuolo dopo il 2-2 in casa della Juve. Ecco le sue parole, la sua emozione, la sua storia

Non vedeva l'ora di finire il suo primo giro di interviste da giocatore di Serie A, Stefano Turati, perché al telefono lo aspettava sua mamma. Non era fisicamente allo Stadium, ma lo avrà guardato così bene dalla televisione che le sarà sembrato di essere seduta in tribuna. Quanti sacrifici hanno fatto i suoi genitori, quanto lo hanno consolato. Anche quando, appena sedicenne, l'Inter decide di cederlo a titolo definitivo al Renate. I primi tuffi li ha fatti proprio nel settore giovanile nerazzurro. A Milano, la città dove è nato nel settembre 2001. Cocente delusione probabilmente, anche perché in Serie C non debutterà mai. Era il terzo portiere dietro Cincilla e Di Gregorio, chissà se gli avranno scritto qualcosa. Già, perché nel 2018, nella vita di Stefano, piomba il Sassuolo che - grazie all'intuizione del responsabile del settore giovanile Checco Palmieri e dei suoi osservatori - ne fa il numero uno della Primavera. 24 presenze totali fra la scorsa stagione e quella attuale, dove ha giocato pochissimo. No, nessun demerito. Purtroppo per De Zerbi Pegolo si è fratturato un dito e quindi il ragazzino si è trovato catapultato fra i grandi. Prima del debutto di Torino la convocazione con l'Italia U19 e le sei panchine collezionate dall'Inter alla Lazio.

De Zerbi: "Gli ho detto di far uscire la pazzia"

"Il ragazzo è matto completamente, ieri l'ho chiamato nella hall dell'albergo e l'ho esortato a far uscire la sua pazzia...". Così l'allenatore del Sassuolo, Roberto De Zerbi, sul debutto di Turati. "Gli ho detto di vivere tranquillo e godersela, che se non dormiva era normale, ma di non avere troppe aspettative, troppa ansia - ha raccontato -. Quando giocavo mi è capitato di non gustarmela, mi sarebbe dispiaciuto se fosse capitato anche a lui perche' tra vent'anni avrebbe avuto il rimorso. Tanto al massimo perdevamo...". Un po' di sana pazzia c'è sempre stata nella testa di Stefano. Lui, che fra una versione di greco e una di latino al Liceo Classico, ha conservato la passione per la musica. Deve ringraziare sempre i suoi genitori, che lo hanno portato a diversi concerti in giro per l'Europa. Loro, una chitarra e i Led Zeppelin in sottofondo. 

I complimenti di Buffon

"A fine partita Buffon mi ha fatto i complimenti, è stato un onore giocare contro di lui, l'idolo di tutti i bambini. E' stata una emozione incredibile e una sensazione enorme, mi sento come in una bolla...". 18 anni compiuti solo da qualche mese. Fra due Buffon spegnerà la bellezza di 42 candeline. Fra loro ci sono 23 anni di differenza. Quando Turati nasceva, Gigi era da poco arrivato alla Juventus e aveva già 160 presenze in Serie A. Con il Parma, all'esordio, usciva sui piedi di tutti come un veterano. Stessa cosa per Stefano, quando dal campionato Primavera arrivò in C al Renate. Gigi, il suo mito, che a fine partita lo ha abbracciato e gli ha fatto i complimenti. Meritati, chiedere a Ronaldo e Dybala per avere ulteriori conferme. "La parata più difficile? Quella su Ronaldo", ammette Turati, che il ghiaccio lo ha rotto distendendosi sul diagonale di Emre Can. Quella calciata dal portoghese era una punizione che andava fortissimo e con un pallone che si spostava velocemente prima a destra e poi a sinistra prima di impattare sulla sua manona. Sulla Joya altra perla, un riflesso che il numero dieci bianconero - probabilmente - non ha visto molte altre volte nella sua carriera. Una rarità, come le emozioni che Stefano ha vissuto in un pazzo fine settimana. Nella speranza che sia soltanto il primo di molti.

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