Lazio-Inter, le chiavi tattiche della sfida

Serie A

Fabio Barcellona

©Getty

Il primo scontro diretto ai vertici della classifica, tra due squadre che si schierano con il 3-5-2 ma lo interpretano in modo diverso. La partita sarà trasmessa in esclusiva, domenica 16 febbraio alle 20.45, su Sky Sport Serie A, Sky Sport Uno e Sky Sport 251

LAZIO-INTER LIVE

La sconfitta della Juventus a Verona nell’ultima giornata di campionato ha ricompattato il gruppo in testa al campionato, che adesso vede tre squadre racchiuse nell’intervallo di un solo punto. Il primo scontro diretto ai vertici è tra Lazio e Inter, ed entrambe le squadre ci arrivano dopo 2 pareggi e 2 vittorie nelle ultime 4 partite. Avvicinando lo sguardo, l’Inter arriva dalla vittoria in rimonta nel derby e in settimana ha perso, a San Siro, l’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Napoli. La Lazio invece, dopo avere pareggiato in casa contro il Verona nel recupero infrasettimanale, è riuscita a ottenere 3 punti dalla sofferta trasferta a Parma. L’andamento dei risultati e la qualità delle prestazioni suggeriscono un momento di forma non eccezionale delle due squadre, assolutamente determinate però ad approfittare dei ripetuti passi falsi della Juventus in quest’ultimo periodo.

Similitudini e differenze

Tatticamente, ad affrontarsi saranno due 3-5-2 che presentano alcuni tratti comuni e talune differenze.

 

La produzione offensiva di Inter e Lazio in termini di expected goals prodotti è, in maniera abbastanza incredibile, praticamente identica: entrambe le due squadre producono 1.54 xG per 90 minuti da azioni manovrate e circa 0.35 xG da calcio piazzato. I 4 gol segnati in più dalla Lazio sono quasi integralmente giustificati dai 3 rigori in più realizzati dai biancocelesti. Anche i numeri difensivi delle squadre sono simili: gli uomini di Conte subiscono 0.98 xG su azione e 0.31 xG da piazzato per 90 minuti, mentre la Lazio concede 1.10 xG su azione e 0.30 xG da situazioni di palla inattiva.

 

Le similitudini non si fermano al modulo di gioco e ai numeri della produzione offensiva e dell’efficienza difensiva. Entrambe le squadre preferiscono attaccare in un campo grande che amano prepararsi per mezzo di una costruzione bassa orientata ad attirare la pressione avversaria. Create le condizioni per lo sviluppo della fase offensiva in un campo grande, l’attacco tende a svilupparsi in maniera rapida e verticale, appoggiandosi spesso, ma in maniera diversa, sul lavoro delle punte.

 

All’interno delle somiglianze generali nello sviluppo del gioco offensivo, esistono però significative differenze nei meccanismi delle fasi d’attacco. In particolare, Inter e Lazio differiscono per il diverso utilizzo che fanno delle mezzali e, in maniera minore, per il lavoro degli attaccanti. L’Inter tende infatti a svuotare il proprio centrocampo, aprendo le mezzali, sia in posizione più avanzata che più arretrata rispetto alla posizione degli esterni. In tale maniera Conte libera linee di passaggio dirette verso le due punte, sempre vicine tra di loro e costruisce al contempo linee di passaggio sicure verso l’esterno e lontano dalla zona di pressione avversaria. Più avanti, le mezzali, specie dal lato debole, si inseriscono profondamente negli spazi creati dalle tracce delle due punte.

 

Nella Lazio Milinkovic-Savic e, soprattutto, Luis Alberto, partecipano in maniera più varia e continua al gioco, fornendo la qualità e l’imprevedibilità necessaria alla fase offensiva della squadra. Se nell’Inter il centrocampista più coinvolto nella costruzione del gioco è Brozovic, che gioca 71.7 passaggi di media ogni 90 minuti, nella Lazio il centrocampista che tocca più palloni e Luis Alberto, con 62. Lo spagnolo guida la classifica di Serie A per key pass (64) e assist (11). Più in generale le mezzali della Lazio effettuano mediamente circa 115 passaggi per 90 minuti, mentre la coppia di mezzali più utilizzata dall’Inter, composta da Barella e Vecino, non arriva nemmeno a 80 passaggi. Il maggiore contributo creativo fornito dalle mezzali della Lazio si riflette anche nei movimenti richiesti agli attaccanti che, più di quelli dell’Inter, amano giocare tracce indipendenti, anche verso l’esterno per ricevere i passaggi dei propri centrocampisti. Il gioco disegnato da Conte invece impone a Lukaku e Lautaro un lavoro maggiormente coordinato e più a ridosso della linea difensiva avversaria che deve essere manipolata e disordinata dai movimenti e dalla forza fisica dei due attaccanti nerazzurri.

 

A cambiare però la natura tattica dell’Inter potrebbe essere Christian Eriksen. Il danese è stato utilizzato dal primo minuto solo nella partita di due settimane fa vinta dall’Inter a Udine, impiegato come mezzala sinistra. Contro il Milan è entrato in campo dopo che la propria squadra era andata in vantaggio giocando alle spalle di Lukaku in un inedito rombo di centrocampo dei nerazzurri. Il ritorno dalla squalifica di Lautaro sembra escludere che l’Inter possa schierarsi con il 5-4-1 visto negli ultimi 20 minuti del derby. Rimane quindi da capire se Conte lancerà dal primo minuto Eriksen o continuerà a giocare con due centrocampisti incursori come Barella e Vecino. Le caratteristiche di Eriksen cambierebbero notevolmente quelle  dell’intera fase offensiva nerazzurra, aggiungendo linee di passaggio sul breve, intermedie rispetto a quelle dirette verso le punte e garantendo un’occupazione più continua della zona alle spalle degli attaccanti.

La fase difensiva di Inter e Lazio

La scelta di puntare su Eriksen e sui meccanismi offensivi ormai consolidati potrebbe dipendere dalle caratteristiche della fase difensiva della Lazio. Simone Inzaghi ama difendere posizionalmente nella propria metà campo: solo Udinese e Lecce hanno un indice PPDA più alto (quindi utilizzano meno il pressing offensivo) della Lazio. Con tale scelta Inzaghi prepara il terreno agli amati contrattacchi in campo aperto della sua squadra e compatta i suoi uomini cercando di ridurre gli spazi alle spalle dei difensori e ai fianchi del mediano Lucas Leiva. In questo contesto tattico Antonio Conte potrebbe anche rimandare ulteriormente l’impiego a tempo pieno di Eriksen e del suo gioco tra le linee, per puntare ancora su Barella e Vecino, rinunciando a esplorare le zone congestionate tra difesa a centrocampo laziali e provando invece a sfruttare gli inserimenti profondi delle sue mezzali innescati dai movimenti di Lukaku e Lautaro. Una delle chiavi tattiche potrebbe quindi essere proprio la capacità della linea difensiva laziale di assorbire i movimenti profondi delle mezzali dell’Inter.

Il 5-4-1 dell'Inter nella parte finale del derby

Il 5-4-1 dell’Inter con Eriksen vertice alto del rombo di centrocampo visto negli ultimi 20 minuti del derby di domenica scorsa.

 

Come la Lazio, la squadra di Conte non disdegna la difesa posizionale, ma, più di quella di Inzaghi, è capace di alternarla con fasi mirate di pressing alto. Le tendenze difensive dell’Inter sono ben fotografate dall’indice PPDA, che vede l’Inter in posizione intermedia tra tutte le squadre di Serie A, ma al quinto posto per recuperi palla offensivi, a testimonianza di una capacità di variare in maniera efficace e puntuale l’altezza del proprio pressing. Se dalla Lazio è lecito aspettarsi una fase difensiva piuttosto prudente, l’Inter dovrà scegliere se provare a sabotare la costruzione bassa dei biancocelesti o, invece, difendere posizionalmente. Contro il Milan, specie nel primo tempo, i nerazzurri hanno sofferto il gioco di Calhanoglu alle spalle delle mezzali o, addirittura, di Brozovic, spesso alto in pressione su Bennacer. Per evitare che il medesimo problema possa liberare spazi per la ricezione tra le linee di Luis Alberto e Milinkovic-Savic, e per ridurre le dimensioni del campo d’attacco della Lazio, è probabile che anche Antonio Conte scelga una difesa bassa nella propria metà campo. Con due squadre disposte a specchio e presumibilmente piuttosto prudenti, particolare importanza potrebbero quindi avere i duelli individuali: le punte delle due squadre contro i difensori e lo scontro sulle fasce dove, nella Lazio, l’assenza di Lulic potrebbe pesare parecchio in fase puramente difensiva.

 

Lazio-Inter promette di essere una partita molto interessante dal punto di vista tattico e dal destino fortemente dipendente dalla capacità dei singoli di vincere i propri duelli individuali. Con la Juventus spettatrice particolarmente interessata, potrebbe designare l’avversaria numero uno dei bianconeri per la conquista del titolo di campione d’Italia.

SERIE A: SCELTI PER TE