Maldini a Vieri: "Prima la salute, ma giusto finire la stagione o sarà un disastro"

Serie A

Il direttore tecnico del Milan in diretta Instagram con l'ex attaccante: "A mio agio con Boban e Massara, quando Leonardo se n'è andato avevo pensato di rimanere solo. Daniel? Per lui non è facile, avere il papà che allena so per esperienza che è bruttissimo. La salute prima di tutto, poi si deve provare a finire la stagione".

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Quanti derby, quante botte...quante risate. La maggior parte della carriera da avversari, un rapporto sincero che sopravvive negli anni. "Ciao Cap, che si dice? Riuscirà a concludersi questa Serie A?", Christian Vieri saluta Paolo Maldini, l'ultimo ospite delle dirette Instagram dell'ex attaccante. "Si deve provare a finire", il direttore tecnico del Milan fa il punto sulla ripresa del campionato. "Tante squadre fallirebbero, tutto il sistema calcio ne risentirebbe, sarebbe disatroso. Se ci saranno le condizioni è giusto ripartire anche dal punto di vista sportivo, i protocolli di allenamento sarebbero molto rigidi e terrebbero conto della situazione. La priorità assoluta indicata dalla federazione è la salute dei giocatori e di chi sta loro attorno. In secondo luogo, bisogna essere pronti a un finale di stagione molto compresso, da disputare in circa un mese e mezzo. Ma è l'unico modo per evitare ricorsi e confusione. Non so se questo sia il momento giusto per ripartire, ma se non si forza un po' la situazione non si riparte più e il danno sarà enorme".

"Non cambierei mai la storia tra il Milan e i Maldini"

Poi è un tuffo nei ricordi, si parte dal Milan di Sacchi: "Il segreto di quella squadra era avere un allenatore visionario e dei giocatori fantastici", sorride l'ex capitano rossonero. "Dal portiere a un terminale offensivo come Van Basten. C'era grandissima attenzione alla fase difensiva, ma anche attaccare gli spazi con otto uomini faceva parte della nostra filosofia". Rimpianti per non aver mai provato un'esperienza all'estero? "Io sono milanese e milanista", non ha dubbi Maldini. "Mio papà è stato il primo ad alzare la Coppa dei Campioni con una squadra italiana: quella tra la nostra famiglia e questi colori è una storia talmente lunga, bella e vincente che non vorrei mai cambiarla. Per andare via da quel Milan bisognava volerlo, o che lo volesse la società. Con me non è mai successo". E oggi la tradizione dei Maldini continua. "Cerco di non commettere quelli che credevo errori da parte di mio papà", Paolo racconta il rapporto con Daniel, al debutto in rossonero lo scorso febbraio. "Ogni volta che Cesare che mi parlava dopo un allenamento o una partita mi dava un fastidio enorme: è quello che percepisco anche da mio figlio quando provo a parlargli io. Non è facile avere un papà allenatore o nel mondo del calcio". Ma anche fare il direttore tecnico presenta le sue difficoltà: "Quando Leo mi ha detto che se ne sarebbe andato ho pensato di rimanere solo", ammette Maldini. "Da quando mi sono portato a capo della direzione sportiva mi sono trovato a mio agio, avendo anche Boban e Massara. Non ho problemi a discutere".

Rimpianto Mondiale: "Avevo già detto basta a Trapattoni..."

Per Maldini nessun dubbio anche sul momento di dire stop, quel 31 maggio 2009. "Le prime settimane non sono state facili, però le vacanze estive mi avevano tirato su", ricorda l'ex difensore. "Solo quando mi sono ritrovato a guardare il primo derby e la sfida contro il Barcellona ho sofferto", e Vieri annuisce. "Il calcio giocato manca un po' per il primo anno, poi si va avanti". La grande amarezza per Maldini è stata un'altra: "Ho vinto, ma anche perso tantissimi trofei. Quel Mondiale del 2006 però è stata proprio una beffa: con Lippi si parlava di un mio ritorno in Nazionale, ma ormai avevo già detto basta anche a Trapattoni". Poi ad alzare la Coppa sarà Cannavaro. "Quando ho visto i miei ex compagni vincere...'Allora ho davvero un po' sfiga', mi ero detto". Così l'ultima presenza di Maldini con l'Italia rimane quella cocente eliminazione in Corea nel 2002. "Lì ne erano successe di tutti i colori. Ti ricordi Bobo, che non ci volevano far entrare allo stadio perché non avevamo i pass?". Le risate continuano.

 

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