Gomez: "Atalanta? Giuro amore solo a mia moglie"

Serie A

L'argentino ha parlato di presente e passato in occasione di una nuova diretta Instagram: "Sarebbe bello tornare a giocare. Senza pubblico non è la stessa cosa, ma possiamo dare sollievo a chi sta a casa". Infine qualche retroscena: "Nel 2013 potevo andare all'Atletico Madrid. Atalanta? L'amore lo giuro solo a mia moglie"

CORONAVIRUS, GLI AGGIORNAMENTI

Il Papu Gomez nella sua carriera ha giocato in diversi paesi ma non è fra quelli che ha cambiato tante maglie. Dal 2014 è all'Atalanta, dove è l'idolo dei tifosi nonché capitano della squadra nerazzurra: "Ma non voglio fare il finto. L'amore lo prometto solo a mia moglie Linda. Non ho mai baciato nessuna maglia, nemmeno quella dell'Atalanta in piu' di 200 partite". L'argentino lo ha spiegato ai suoi follower in una diretta Instagram con la pagina del suo centro fitness Perform: "Il calcio cambia da un giorno all'altro - ha continuato - un domani magari litighi col presidente o l'allenatore, oppure ci sono altri motivi e te ne devi andare. Ai più giovani dico sempre di non promettere amore e di non baciare mai la maglia di turno. Non l'ho fatto nemmeno con quella dell'Arsenal Sarandì con cui segnai una doppietta all'America nella finale di andata di Copa Sudamericana all'Azteca, nello stadio dei gol di Maradona ai Mondiali messicani del 1986. Non ho baciato nemmeno quella del Catania che mi ha lanciato in Italia".

Rimpianto Atletico

Nel 2013, dopo gli anni in Sicilia, si presentò ad un bivio: "Sarei andato all'Atletico Madrid se non fossi finito in Ucraina al Metalist Kharkiv - svela - mi sarebbe piaciuto misurarmi in Liga". Poi parole al miele per il suo presente: "Da giovani si punta sempre alla big: poi, una volta all'Atalanta, ho pensato che avrei potuto farla diventare una big". Prima che l'emergenza Coronavirus fermasse il calcio italiano, l'argentino era a quota 7 gol e 12 assist in 33 partite stagionali: "In Champions League abbiamo acquisito una consapevolezza pazzesca dopo aver perso le 3 partite d'andata del girone", ribadisce sicuro.

"Possiamo dare sollievo a chi sta a casa"

Il discorso si sposta quindi dal passato al presente: "Sarebbe bello tornare a giocare anche senza pubblico allo stadio, dopo il nuovo inizio degli allenamenti individuali o di gruppo, come stanno facendo in Germania. E' incredibile che un virus abbia fermato tutto, anche un momento sportivo di gioia e di allegria - ha spiegato il Papu Gomez - il calcio con gli stadi vuoti non è la stessa cosa, ma la gioia possiamo darla anche a quelli a casa". Chiosa sul lockdown, che anche lui ha dovuto ovviamente rispettare: "Ormai questa situazione per noi giocatori perdura dal giorno dopo l'ultima riunione con la squadra l'11 marzo. La quarantena per tutti si è allungata per la positività di Sportiello (del 20 marzo, ufficializzata il 24 e confermata il 22 aprile dal terzo tampone, ndr): sono abituato ad allenarmi all'aria aperta, sull'erba, quindi faccio fatica a farlo a casa sul tapis roulant".

 

 

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