Serie A, le migliori giocate della 15^ giornata

Serie A

Redazione Ultimo Uomo

©Getty

L'assist di Freuler, il gol di Zielinski e tutte le altre grandi giocate dall'ultimo turno di Serie A da vedere e rivedere

 

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Erano anni che una giornata di campionato non veniva disputata nel giro di 24 ore, con le squadre a rincorrersi sul campo in una Serie A che sta entrando sempre più nel vivo. È stata una giornata piena, piena di grandi gol, di vittorie delle squadre che dovevano vincere: Milan, Inter, Roma, Juventus, Napoli, nessuno vuole mollare. Non abbiamo scelto gol, come la rovesciata di Zaccagni, ma giocate: tacchi geniali come quello di Freuler o l’abilità del Milan di creare un’azione da gol.  

 

L’assist di tacco di Freuler per il secondo gol di Zapata 

Remo Freuler è probabilmente il giocatore dell’Atalanta di Gasperini di cui si parla di meno, non avendo l’estro di Ilicic e Gomez, o l’intensità fisica di Gosens e Hateboer, o l’aggressività dei centrali di difesa, o il talento distruttivo di Marten De Roon. Tutto ciò che fa Freuler è di solito minimale e poco appariscente, che sia una marcatura preventiva o un filtrante, e per questo il suo lavoro passa inosservato, ma non questa volta. Per propiziare il secondo gol di Zapata, infatti, il centrocampista svizzero si è inserito al limite dell’area per raccogliere il pallone sporco lasciato lì da Pessina, l’ha difeso con il corpo dall’arrivo di Chiriches e poi, facendosi passare l’interno piede dietro al tacco, ha fatto passare il pallone tra le gambe del difensore romeno, in qualcosa di molto vicino a quello che il calcio argentino chiamerebbe “cola de vaca” - proprio perché il movimento della gamba che colpisce il pallone assomiglia, se avete un occhio particolarmente poetico, alla coda di una mucca intenta a scacciare via le mosche. Chissà che questa giocata non sia l’inizio di una nuova era per Remo Freuler che, con l’assenza di Gomez e Ilicic ancora sulla via del ritorno, potrebbe essere chiamato a prendersi più responsabilità creative nell’ultimo quarto di campo. D’altra parte, se si escludono gli altri trequartisti (Miranchuk e Malinovskyi, che però non stanno avendo una grande stagione), lui è l’unico centrocampista della “Dea” che ha le qualità per farlo.

 

Un'azione peculiare del Milan

Piccolo manuale elementare di come una squadra riesca a tirare fuori gli avversari attraverso la costruzione bassa. L’azione comincia da Kalulu che si appoggia su Donnarumma. I suoi miglioramenti nel gioco con i piedi partono da lontano. Su l’Ultimo Uomo ne scrivevamo nel 2018. La palla arriva a Kessié, spalle alla porta un giocatore formidabile almeno per come usa il corpo. Kessié appoggia su Conti, che con un uno due con Castillejo manipola ulteriormente il pressing del Benevento. A quel punto la squadra di Inzaghi deve correre all’indietro, ma non riesce a gestire il taglio di Leao alle spalle della difesa.

 

Il Milan ieri ha sofferto molto, e a tratti è stato anche sfortunato, ma azioni del genere - anche in dieci uomini - testimoniano il coraggio e il senso di sicurezza della squadra di Pioli in questo periodo che ormai dura da quasi un anno.

 

Le tre giocate nel gol di Zielinski

Solitamente teniamo fuori da questa rubrica i gol, perché almeno tecnicamente il concetto di “giocata” è diverso dal concetto di “gol”, ma con il secondo gol di Zielinski al Cagliari bisogna fare un’eccezione. Un gol che possiamo scomporre in tre giocate: lo stop fatto con la suola a tenere il pallone vicino, il tocco di esterno per scartare Ceppitelli (fate caso a come si gira sconsolato dopo aver mancato Zielinski) e la puntata da calcetto per anticipare qualunque velleità di intervento di Cragno.

Zielinski è arrivato alla nona stagione in Serie A ed è sempre sul punto di esplodere definitivamente. L'assenza di Mertens gli ha dato la possibilità di giocare nel ruolo forse a lui più congeniale, quello di trequartista. Contro il Cagliari ha giocato una partita eccezionale, mettendo in mostra quantità e qualità. Il secondo gol ne è la ciliegina sulla torta. Vedremo come cambierà il Napoli con il ritorno di Mertens, ma intanto Zielinski può essere un giocatore sempre più decisivo per Gattuso.

 

Dobbiamo ancora parlare di Messias

Ed eccoci a un’altra giornata di campionato in cui Junior Messias ci costringe a mettere una sua giocata all’interno di questa rubrica. Per quanto sia incredibile dirlo di un giocatore che fino a pochi anni fa non era nemmeno un professionista, il trequartista del Crotone è forse il giocatore più spettacolare della Serie A in questo momento e contro l’Inter non è stato da meno. In quella che è l’azione più luminosa di tutta la sua partita, Messias parte dalla trequarti conducendo con l’interno sinistro come se fosse lanciato su una discesa ripidissima contro un gruppo di persone che invece è costretto a difenderlo in difesa. Prima Skriniar e poi Brozovic non riescono nemmeno ad avvicinarsi a questo cavallo lanciato all’impazzata in una piazza piena di gente, e solo Bastoni, alla disperata, riesce alla fine ad allungarsi in scivolata per impedire che la progressione del trequartista del Crotone si trasformi in gol. Non sappiamo come andrà a finire il campionato della squadra di Stroppa, non sappiamo quanto durerà il rendimento di Messias, ma per adesso guardarlo giocare è un piacere. Godiamocelo. 

 

Dribbling e assist di Shomurodov

Acquisto esotico del Genoa, Shomurodov è arrivato in Italia con il soprannome di “Messi uzbeko” che fa un po’ a cazzotti con la sua fisionomia, essendo alto 190 centimetri. Ovviamente Shomorodov non è Messi (ma chi lo è dopotutto?) eppure dopo qualche prestazione opaca, contro la Lazio ha dimostrato di essere un giocatore tecnicamente abile, più adatto a giocare accanto a un’altra punta che non da riferimento unico. 

 

La facilità con cui in campo aperto salta Lucas Leiva, davvero come fosse un paletto in uno slalom, è disarmante. Vero che Shomurodov era, come si dice, più fresco, ma il suo è un dribbling pregevole e intelligente, fatto con meno tocchi possibili - esterno e interno destro - per non rallentare il contropiede e permettere alla Lazio di rientrare. Anche il successivo passaggio a Destro mostra grande lucidità: l’attaccante uzbeko sceglie il momento giusto per servire il compagno sulla corsa mettendolo perfettamente davanti a Reina.

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