Mihajlovic a Sanremo con Ibra: "Cantiamo da schifo. Ci sarà da ridere..."

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Alla vigilia del derby col Sassuolo (nel giorno del suo 52° compleanno) l'allenatore del Bologna ha annunciato la sua presenza al prossimo Festival di Sanremo per un duetto con Ibra, è tornato sulla polemica coi tifosi post Benevento e ha parlato delle voci sul suo futuro

La settimana a Bologna è stata condizionata dalle polemiche seguite alla gara di venerdì con il Benevento. E non tanto per la mancata vittoria ma per alcune frizioni fra Mihajlovic e una parte dei tifosi. L’allenatore ha voluto chiudere il capitolo, alla vigilia della sfida con il Sassuolo: "I tifosi hanno voluto esprimermi loro opinioni. Li ho lasciati parlare poi ho parlato io con una premessa: non avrei mai pensato di dover chiarire qualcosa con i tifosi del Bologna, se c'è una tifoseria e una piazza con cui ho avuto sempre uno splendido rapporto è con questa città, assurdo trovarmi a dover chiarire qualcosa con loro. Se è successo è perché in qualche modo li ho feriti quindi hanno sofferto ed era giusto chiarire. Ma non mi è piaciuto lo striscione 'pullman di pezzenti' e gliel'ho detto. Non dovevo chiedere scusa e ho detto pure questo, perché non ho offeso nessuno". Poi, ha detto Mihajlovic, "c'è un altro aspetto. Io sono uno straniero e ho un modo di parlare e di pormi molto diverso. A volte mi chiedono dici sul serio o scherzi? Sono un uomo dell'est e ho questo modo di parlare". Mihajlovic ha tenuto a chiarire che non ci sono scuse da fare e che con Bologna non ha conti in sospeso. Anzi: "In due anni e mezzo ho sempre dimostrato gratitudine nei confronti dei tifosi, sempre vicini alla squadra". Ma "c'è quello che Mihajlovic ha dato a Bologna. Quando sono venuto qui due anni fa tutti si cagavano addosso per la situazione di classifica. Quando ho avuto la malattia ho fatto punture di cortisone per essere lucido e poter seguire la squadra dall'ospedale e in campo. Quindi il rapporto tra me e Bologna è una cosa bella, ma reciproca: siamo pari". Ora l'obiettivo è salvarsi.

A Sanremo con Ibra

"Andrò a Sanremo – ha annunciato in conferenza -. Ho sentito questa mattina Amadeus. Per fortuna non c’è pubblico, gli ho detto... Pensate che casino: io e Ibra, due zingari che cantano sul palco. Non so cosa potrà succedere! Le due cose peggiori che faccio sono ballare e cantare e quest’anno le ho fatte tutte e due. Ma nel canto è anche peggio. Anche Ibra fa schifo a cantare. Almeno la gente riderà... La mia canzone preferita? “Io vagabondo” dei Nomadi, ma anche Cesare Cremonini, Gianni Morandi, Eros Ramazzotti, Biagio Antonacci, Antonello Venditti. Tanti li conosco e sono miei amici”.

Il regalo di compleanno e il futuro

"Domani è il mio compleanno (52 anni, ndr). Se i giocatori vogliono farmi un regalo…", ha scherzato Sinisa, tornando serio quando si parla dell’avversario: "Noi e il Sassuolo siamo due società modello". In settimana l'allenatore ha cambiato agente: un indizio sul futuro? "A Bologna sto bene, sono sereno anche se a volte mi arrabbio. Ora pensiamo alla salvezza, poi vedremo. In ogni posto in cui sono vivo sempre come se dovessi starci dieci anni. La Premier? Mi piacerebbe conoscere altre culture, ma dovrei vivere 150 anni per fare tutto quello che vorrei. E pensa che stavo morendo a 51…".

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