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25 maggio 2018

Empoli, Caputo: "I numeri mi riempiono d’orgoglio"

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Francesco Caputo, Empoli (LaPresse)

"Peccato solo non aver superato i 27 gol di Eder come mi aveva chiesto il presidente - ha detto l’attaccante - sarebbe stata la ciliegina sulla torta. Sono molto felice per quello che sono riuscito a fare"

DUE PUNTI DI PENALIZZAZIONE PER IL BARI

Con il suo Empoli è riuscito a vincere il campionato di Serie B e a riportare la squadra guidata da Aurelio Andreazzoli nuovamente in Serie A. Francesco Caputo è stato tra i grandi protagonisti della cavalcata dei toscani, che hanno così festeggiato in attesa di ripartire in vista della prossima stagione. Sulle pagine del Corriere Fiorentino, l’attaccante ha rivissuto la sua stagione mostrando tutta la sua felicità per il traguardo raggiunto: "I miei numeri mi riempiono di orgoglio, peccato solo non aver superato i 27 gol di Eder come mi aveva chiesto il presidente. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta. Sono molto felice per quello che sono riuscito a fare. Comprare casa a Empoli è stato un passo importante, un atto d’amore. Per un giocatore l’Empoli è la società ideale, ti fa sentire a tuo agio sotto tutti gli aspetti. Donnarumma lo avevo incontrato da avversario nei due anni in cui sono stato a Salerno e prima avevo sentito parlare di lui per i gol che aveva fatto in serie C. Poi ci hanno messi insieme e basta vedere i numeri per capire il nostro feeling. Tra noi è nata una vera amicizia. Usciamo spesso anche con le nostre famiglie".

"Il numero di assist che ci hanno fornito i nostri compagni poi è stato pazzesco. Pasqual non lo scopro certo io e averlo in squadra per gli attaccanti è favoloso. Mi ha raccontato tante volte di quando a Firenze Toni rimaneva fermo in area e aspettava solo il suo cross. Andreazzoli invece ha portato serenità e una mentalità vincente. In più ha messo tutti gli uomini giusti esaltando le caratteristiche di ognuno di noi. Il momento più importante? La vittoria di Bari, non è mai facile andare a giocare in un ambiente così caldo e noi abbiamo dominato, uscendo tra gli applausi di tutto lo stadio. Quel giorno abbiamo capito che potevamo battere chiunque. Il mio idolo da bambino era Del Piero per la sua professionalità, per il suo attaccamento alla maglia della Juve, per il modo di fare. Ora mi piace Icardi che è un attaccante completo e fa un sacco di gol, sposta gli equilibri. Io sono un ragazzo umile, faccio questo mestiere con molta dedizione e oltre al calcio ho due grandi passioni che sono gli animali e le automobili. Voglio giocarmi le mie carte in Serie A con l’Empoli e prima di tutto voglio ringraziare mia moglie e i bambini perché mi sopportano sempre. A casa sono un po’ pesante, non sono molto attento agli orari e alla mia alimentazione. Loro insieme al mio procuratore mi hanno fatto crescere, mi hanno preso per mano da ragazzino e mi hanno portato avanti in qualsiasi momento".

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