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Vidal: "Conte sa che sono un vincente. Futuro? Altri 3-4 anni ad alti livelli"

Calciomercato
©Getty

Il centrocampista del Barcellona tra ritorno in campo e futuro: "Sto bene, posso giocare per anni ad alti livelli, lo dice il Gps. Conte? Sa che sono un vincente e che può fidarsi di me. Al Barcellona mi sento apprezzato e ho ottimi compagni di squadra. Ma se non mi sentirò importante..."

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Ha compiuto 33 anni durante il lockdown e ora Arturo Vidal non vede l'ora di tornare in campo. In un'intervista concessa a El Periodico, il centrocampista cileno del Barcellona ha parlato delle sue sensazioni sulla tenuta fisica: "Durante la quarantena ho fatto due allenamenti al giorno. Non ero solo - le sue parole - mi supportava il mio preparatore personale, Juan Ramírez, e inoltre due miei amici che erano venuti a trovarmi sono rimasti da me in quarantena. Questo mi ha fatto lavorare più serenamente. Però è stata una brutta esperienza. Nessuno se lo aspettava, speriamo che una simile pandemia non si verifichi più". 

"Altri 3-4 anni ad alti livelli. Voglio sentirmi importante"

Vidal ha parlato del suo futuro, andando oltre la fine della stagione 2019/20: "Ho 33 anni, ma allenandomi bene sento di poter giocare altre tre o quattro stagioni ai massimi livelli. I dati del Gps parlano per me. Restare al Barcellona? Dobbiamo giocare ancora due mesi e ora ci concentriamo su quelli. Qui sono felice e ho degli ottimi compagni di squadra, ma io voglio sentirmi importante. Altrimenti dovrò cercare altro per proseguire la mia carriera". Messaggio chiaro all'ambiente:  "Mi piace giocare, magari non tutte le partite, ma quelle più difficili e importanti per vincere i titoli. A Barcellona allo stadio e in strada le persone mi fanno sentire molto apprezzato, la mia famiglia è felice e ho ottimi compagni di squadra".

"Con Conte ottimo rapporto. Non sono merce di scambio"

Inevitabile parlare anche dell'Inter, dove in panchina c'è Antonio Conte che lo ha allenato dal 2011 al 2014 alla Juventus: "Abbiamo un ottimo rapporto, il mister sa che sono un vincente e che può fidarsi di me - spiega Vidal - mi piace quando le persone si fidano di me". Quando gli chiedono se può rientrare nell'eventuale operazione per il passaggio di Lautaro al Barcellona, il cileno non ha dubbi: "Non mi sento una merce di scambio perché non sono un ragazzino, anzi ho una carriera molto importante. Non posso pensare al mercato ogni volta che esce qualche voce sul mio conto, altrimenti impazzirei".

"Mi piacerebbe fare l'allenatore"

Con Liga e Champions in palio, al ritorno in campo di certo Vidal sarà accompagnato dalla sua celebre cresta: "La porto da quando avevo 19 anni. Ero con il Cile e prima di una partita ho visto giocare la squadra tedesca. Ho guardato a sinistra, ci giocava Ziege. Ho visto il viso, la cresta e l'aggressività per cui i rivali avevano più paura del normale di lui. Ho avuto questa idea e ho aggiunto qualcos'altro al mio modo di giocare". La ripresa sarà senza pubblico sugli spalti anche in Spagna ("L'ho già fatto una volta per amichevoli della Nazionale, dobbiamo concentrarci anche senza pubblico. Per noi sono 11 finali") mentre lo sguardo di Vidal è rivolto anche al futuro dopo l'addio al calcio: "Durante l'isolamento sono stato morso dalla voglia di diventare un allenatore. Ne ho avuti di tutti gli stili e culture: Conte, Guardiola, Ancelotti, Heynckes. Alcuni mi hanno insegnato molto - racconta - Conte lo adoro. Guardiola sa molto sul calcio. Ammiro anche Heynckes e Ancelotti, per come hanno gestito i gruppi. Col tempo, voglio prendere il meglio di ognuno e poi costruire la mia carriera".