Giro d'Italia 2020, Ganna: "Non dovevo nemmeno andare in fuga"

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Il ciclista del Team Ineos dopo la vittoria nella quinta tappa del Giro d'Italia: "È stata dura, non dovevo nemmeno andare in fuga. Con questa vittoria abbiamo riscattato la perdita di Thomas. Ieri mi ha scritto di andare in fuga, ho solo eseguito i suoi ordini anche se è dovuto andare via"

Filippo Ganna si è aggiudicato la quinta tappa del Giro d'Italia 2020, da Mileto a Camigliatello Silano. Una delle più lunghe, 225 chilometri con ben tre Gran Premi della Montagna. Una vera impresa, ma un'emozione unica: "È stata dura – le parole del 24enne ciclista del team Ineos - A dire il vero non dovevo nemmeno andare in fuga, ma lavorare in supporto di Puccio. Dopo 40 chilometri di scatti e controscatti, ho detto a Salvo: 'Mettiti alla mia ruota'. E siamo andati via noi due con altri quattro corridori. Sono felice per me e la squadra, con la prestazione di oggi abbiamo riscattato almeno in parte la perdita di Thomas". 

"Ho eseguito gli ordini del capitano, anche se è dovuto tornare a casa"

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Per Ganna il secondo successo in questo Giro d'Italia, dopo quello nella tappa inaugurale (la crono Monreale-Palermo): "Sul finale mi scattavano in faccia, in salita non potevo rispondere, non è quello il mio terreno - aggiunge il campione del mondo a cronometro - ma ho mantenuto la calma e, al momento opportuno, ho fatto come una crono per arrivare al traguardo da solo. Ieri Thomas mi ha inviato un messaggio e mi ha detto di andare in fuga: in fondo ho solo rispettato gli ordini del mio capitano, anche se purtroppo lui è dovuto tornare a casa".

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