Alesi dopo il fermo in commissariato: "Ho passato una serata favolosa con i gendarmi"

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Lunedì 20 dicembre Alesi è stato fermato ad Avignone per aver introdotto un petardo all'interno di un'abitazione. L'ex pilota Ferrari racconta la notte passata in commissariato in un'intervista al Corriere della Sera: "Mi hanno trattenuto per 24 ore, abbiamo passato una serata fantastica con i poliziotti prima di essere rilasciato: abbiamo parlato di Formula 1, abbiamo rievocato vecchie gare, vecchi aneddoti e poi abbiamo commentato questo incredibile Mondiale vinto da Max Verstappen"

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Lunedì 20 dicembre Jean Alesi, ex pilota di Formula 1, è stato fermato ad Avignone, dove è stato sentito dalla polizia per aver fatto esplodere un grosso petardo contro la finestra dell'ufficio del cognato. "Jean Alesi è stato fermato per aver danneggiato la proprietà altrui per mezzo di un ordigno esplosivo", ha spiegato il vice procuratore di Nimes, Antoine Wolff. I fatti sono avvenuti a Villeneuve-le's-Avignon, la città del Gard dove risiede il 57enne ex pilota della Ferrari. La polizia era stata chiamata domenica 19 dicembre intorno alle 22 dai residenti nel quartiere, preoccupati dal rumore di un'esplosione. Grazie al numero di targa annotato da un vicino, la polizia ha potuto accertare che il veicolo visto sul posto, prima di partire a luci spente, apparteneva a Josè Alesi, fratello di Jean, che è stato fermato. In seguito l'ex pilota si è recato in questura, dove ha scagionato il fratello spiegando che in macchina c'era lui, con il figlio e un amico di quest'ultimo. Ha confessato di essere stato lui stesso a introdurre un "grande fuoco d'artificio comprato in Italia" nella cornice di una finestra dell'ufficio da architetto di suo cognato, senza immaginare di provocare tale danno. Un "brutto scherzo" al cognato, che si sta separando dalla sorella del francese.

"Il petardo era solo uno scherzo"

Dopo la confessione, Jean Alesi è stato fermato con l’accusa di "aver danneggiato la proprietà altrui per mezzo di un ordigno esplosivo". L’ex pilota è stato trattenuto per 24 ore in carcere, un’esperienza che il francese ha raccontato al Corriere della Sera: "Era solo uno scherzo, non mi sarei mai immaginato che un petardo potesse provocare tutto questo. Mi sembra tutto sproporzionato. Avevo comprato questo petardo in Italia in una stazione di servizio vicino a Ventimiglia, eravamo in macchina con amici e abbiamo detto: "Proviamolo". Così l’ho buttato lì davanti allo studio di questo architetto, ma non mi aspettavo che potesse fare un botto del genere. Non ce l’avevo con l’ex compagno di mia sorella, siamo sempre stati in ottimi rapporti. Sono stato io a presentarmi il giorno dopo alla polizia per chiarire. Ho subito detto che avrei ripagato tutto. Lanciarlo proprio in quel punto è stata una casualità".

"Con i poliziotti abbiamo rievocato vecchie gare"

Fin qui la spiegazione del gesto, a cui è seguita la confessione e quindi il fermo. Un’esperienza che Alesi descrive così al Corriere della Sera: "Mi hanno trattenuto in commissariato per 24 ore. Prima ero stato chiuso dentro a una stanza su ordine del magistrato, poi i poliziotti mi hanno liberato, non capivano perché ci fosse tanto accanimento nei miei confronti. E nel commissariato abbiamo passato una serata fantastica prima di essere rilasciato. Con i gendarmi abbiamo parlato di Formula 1, erano appassionati. Abbiamo rievocato vecchie gare, vecchi aneddoti, le sciocchezze che si facevano da giovani, e poi abbiamo parlato di questo incredibile Mondiale vinto da Max Verstappen. Adesso passerò il Capodanni in Costa Azzurra, ma senza fare esplodere petardi, non me li nominate più".

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