Senna è oltre lo spazio e il tempo: così da fenomeno della F1 è diventato leggenda

SENNA PER SEMPRE
Carlo Vanzini

Carlo Vanzini

Vi racconto il mio "rapporto" con Ayrton. Da tifoso di Piquet, per me fu come una sorta di nemico inizialmente, ma col tempo fu impossbile non apprezzarne il talento e le imprese memorabili. Ci fu un'occasione in cui gli parlai, trovando nel suo sguardo una profonda umanità. Lui sembra essere oltre spazio e tempo, impossibile dimenticarlo. Come  impossibile è dimenticare quel primo maggio

SPECIALE SENNA – LE INIZIATIVE – PROGRAMMAZIONE SKY

C’è stato un tempo in cui Ayrton Senna per me era il nemico. Da tifoso di Nelson Piquet, comprendetemi, l’avvento di Ayrton fu come l'assalto al fortino dove era arroccato il mio idolo di sempre. Piquet era inoltre nella parabola discendente, mentre il giovane connazionale arrivava con grandissima forza ed energia a farsi spazio in F1. Passioni a parte, però, per quello che Ayrton dimostrò nel corso delle stagioni fu impossibile non restare affascinato dal "nemico" e applaudire alle sue imprese. Penso a Monaco 1984, a lui sempre più vicino con la Toleman al primo posto occupato dalla McLaren di Prost e all'esaltazione che provai in quegli attimi senza mai essere condizionato dalla rivalità tra il francese Alain e il mio Piquet. Non solo. L'aver visto come fu chiuso quel gran premio per far sì che vincesse Prost, mi restituì una percezione di Senna ben diversa da quella iniziale. Subì un torto, peraltro poi pagato a caro prezzo da Prost che perse quel Mondiale per mezzo punto. 

Gli screzi con Piquet, le pole e quella Lotus bella ma discussa

Ce ne furono diversi di screzi tra Piquet e Senna. Con il primo che si concedeva (e di recente si è concesso ancora) battute assolutamente improponibili e da condannare. Ma allora erano all’ordine del giorno. Fece delle uscite molto pesanti nei confronti di Ayrton. D'altra parte vedere questo ragazzo che con la Lotus infilava pole su pole ma poi non riusciva la conquistare la vittoria se non in rare occasioni, spingeva a seguirlo e a capire che aveva qualcosa in più se gli riuscivano quelle magie al sabato. Anche se, a dire il vero, si vociferava che la Lotus da qualifica non fosse del tutto regolare. Voci a parte, Senna scrisse già pagine importanti di storia della Formula 1 anche con quella macchina che, a mio avviso, a livello cromaticoè stata una delle più belle della storia. Nera, la scritta "John Player Special", semplicemente fantastica.

Il passaggio alla McLaren

Nel 1988 il trasferimento alla McLaren, dove come compagno di box trovò Alain Prost. Senna dimostrò sin dal primo anno la sua forza e riuscì a battere il già due volte campione del mondo. Nel 1989, mentre ero sempre più catturato dalle sue gesta, ci fu un secondo torto a favore di ProstQuesta volta la situazione fu ancora più pesante perché in palio c'era il titolo finito di nuovo nella bacheca del francese a seguito della squalifica di Senna al termine del GP vinto in Giappone. 

La squalifica in Giappone, una beffa gigantesca

Seguii col cuore in gola la rimonta del brasiliano dopo la collisione con Prost, che invece fu costretto al ritiro. Sorpasso dopo sorpasso, fino alla prima posizione, poi l’attesa fino e l'ingiusta squalificato perché - stabilì la FIA dopo le lamentele di Prost - a seguito dell'incidente Senna non aveva percorso interamente la chicane e aveva tagliato il tracciato passando dalla via di fuga. Ancor più ingiustamente lo scorso anno fu deciso che quella manovra che aveva portato alla Senna era consentita per motivi di sicurezza.

I titoli con la McLaren, le altre sfide con Prost e la Williams

Poi il 1990. La sfida è stata sempre contro Prost passato alla guida della Ferrari, mentre Ayrton conquistava con McLaren tre Mondiali. Successivamente arrivò la Williams nella carriera del campione brasiliano; anche in questo periodo Senna ha regalato emozioni come la vittoria davanti a Mansell a Monaco nel 1992, con il britannico che sovette arrendersi al fantastico lavoro di Senna. Di quelle stagioni un'immagine anche il faccia a faccia con un giovane di nome Michael Schumacher, talvolta un po' troppo al limite e forse poco attento a chi aveva fatto già la storia della F1. Ricordo quell’immagine a Magni-Cours, sempre nel 1992, quando andò da Schumacher per cantargliele quattro.

Il maggio del 1994, una storia magica costretta a fermarsi

Ricordo perfettamente l’istante dell'incidente che portò alla morte Senna. In quel periodo ero in polizia a conclusione del mio percorso fatto prima nel gruppo sportivo e poi a completamento dei cinque anni di servizio previsti. Quella domenica ero a Milano, allo stadio per il servizio d'ordine durante una partita del Milan; a quei tempi i gran premi venivano trasmessi sul maxi schermo. Dopo lo schianto, a poche ore dalla precedente scomparsa di Ratzenberger, tutti erano piombati nel silenzio più totale guardando le immagini. Non c'era l'audio, ma la sensazione che la storia di Ayrton si fosse fermata lì per sempre fu immediata. 

Ayrton oltre spazio e tempo. E quella volta che lo incontrai a Monza...

Ebbi modo di conoscerlo a Monza, sempre in occasione di un servizio d’ordine durante gli anni della polizia, nel 1993. Ero nel paddock con dei colleghi in divisa e ci avviciniamo all’hospitality McLaren, che è un tempo non era come quelle di oggi, al massimo un camion con una tenda fuori e tavolini . Lui era lì, stava chiacchierando e lo raggiungemmo. Quando ci vide, scherzando e sorridendo disse "siete venuti ad arrestarmi?". Poche battute, ma sufficienti a cogliere una profonda umanità. Rimase lì con noi per un po’ a parlare di F1 e gli dissi anche che ero un fan di Nelson, ma che nonostante il tifo per il suo grande rivale non potevo non ammirare quello che lui era in grado di fare. Zero telefonini allora, zero selfie. Però quella foto che racconta gli attimi trascorsi accanto alla leggenda è sempre lì, stampata nella mia mente. Così come Senna è nella mente di tutti gli sportivi, non solo di chi ama la F1. Lui ha stregato il mondo con la sua magia, è oltre il tempo e lo spazio. Per questo la sua leggenda sarà eterna.