Fai di Sky Sport il tuo sito preferito su Google
Arrow-link
Arrow-link

Russell, pole sotto bandiera gialla: la scelta Fia e l'aspetto etico della vicenda

cosa è successo

Introduzione

Una pole position destinata a far discutere a lungo: George Russell firma il miglior tempo nel concitato finale del Q3 mentre Max Verstappen è a muro. Mentre la Ferrari perde la prima fila e Kimi Antonelli abortisce il giro, scoppia il caos sulla gestione della sicurezza da parte della Fia. Dalla cronaca dei fatti alla telemetria, fino alle parole del team principal della Ferrari Fred Vasseur: ecco la ricostruzione completa del giallo di giornata e di un aspetto etico che non può essere tralasciato. Domenica alle 15 la gara live su Sky e in streaming su NOW

 

F1, GP AUSTRIA: HIGHLIGHTS QUALIFICHE - LA RICOSTRUZIONE DELLA POLE DI RUSSELL

Quello che devi sapere

Cosa è successo

  • Il finale delle qualifiche si trasforma in un thriller. Cala la bandiera a scacchi sul Q3 e tutti i piloti sono impegnati nell'ultimo tentativo lanciato. In quel momento la Ferrari ha momentaneamente blindato la prima fila, con Charles Leclerc davanti a Lewis Hamilton. Devono però ancora tagliare il traguardo Max Verstappen e le due Mercedes di George Russell e Kimi Antonelli
  • Alla penultima curva il colpo di scena: Verstappen, che stava volando dopo aver fatto segnare il miglior secondo settore, perde il controllo della sua Red Bull e impatta ad alta velocità contro le barriere. I commissari sventolano immediatamente la bandiera gialla
  • Dietro di lui sta arrivando Antonelli, che vede la situazione, alza il piede e di fatto abortisce il suo giro veloce, accontentandosi della quarta piazza
  • Poco dopo transita Russell: l'inglese non si ferma, spinge sul traguardo e strappa la pole position tra le polemiche, mentre i commissari stanno ancora sventolando la bandiera gialla
  • Guarda qui gli ultimi minuti delle qualifiche

Ricostruzione e telemetria: cosa e come ha valutato la Fia...

  • Analizzando la telemetria e la dinamica dei fatti, emerge chiaramente un pasticcio della direzione gara. Prima di curva 9 (quella precedente al crash di Verstappen), il pannello luminoso della pista passa continuamente da giallo a verde. Russell si fida delle segnalazioni: alza sensibilmente il piede all'ingresso di curva 9 rispetto al suo giro precedente, ma tra la 9 e la 10 (dove c'è la Red Bull incidentata) trova incredibilmente esposta la bandiera verde e torna a spingere
  • Qui sta il cortocircuito: la direzione gara sceglie di esporre solo una singola bandiera gialla, che impone di ridurre la velocità ma permette di proseguire il giro (a differenza della doppia gialla, che per regolamento obbliga a essere pronti a fermarsi da un momento all'altro e annulla automaticamente il tempo)
  • Russell è stato freddo e lucido a sfruttare il cavillo, aprendosi subito via radio per dichiarare di aver rallentato e mettersi al sicuro da eventuali investigazioni. Resta però un enorme problema di sicurezza: se George avesse perso l'auto sulla bandiera verde, sarebbe piombato ad alta velocità contro la vettura di Verstappen, che in quel momento si trovava ancora dentro l'abitacolo. Ciò premesso, il pilota Mercedes non ha sbagliato nulla dal punto di vista regolamentare.

pubblicità

Russell: "C'era singola gialla, tutto regolare"

  • Nell'intervista nel parco chiuso, subito dopo aver ottenuto la pole, George Russell ha difeso la legittimità del suo tempo, evidenziando la sua prontezza nel gestire le comunicazioni radio con Toto Wolff: "Quando ho visto la bandiera gialla ho alzato tanto il piede prima della curva, avevo 5 decimi di vantaggio e all'ultima curva sono arrivato molto più lento. C'era soltanto una bandiera gialla singola, non una doppia, per cui il tempo è assolutamente regolare. Toto mi ha confermato che siamo stati assolti dai commissari perché la comunicazione del team è stata tempestiva e io ho rallentato"

AUSTRIA FORMULA ONE

Vasseur: "La sicurezza non è stata la priorità"

  • Di parere diametralmente opposto il Team Principal della Ferrari Fred Vasseur, che a Sky Sport non ha nascosto la frustrazione per un metro di giudizio della Fia ritenuto incoerente e pericoloso: "Fare la pole position sotto bandiera gialla è decisamente strano. Era una gialla singola, d'accordo, ma c'era una macchina a muro e hanno dovuto far uscire la Medical Car: ci voleva assolutamente la doppia bandiera gialla. Non si può fare continuamente accademia sulla sicurezza, dare penalità nelle prove libere per piccolezze e poi permettere ai piloti di spingere in una situazione del genere. Se perdi la macchina lì, vai a sbattere nello stesso identico punto di Verstappen"

Motori - Formula 1 - GP Barcelona-Catalogna
pubblicità

Antonelli: "Ho sbagliato io a valutare"

  • A chiudere il cerchio è l'amara ma onesta ammissione di Kimi Antonelli, che ha spiegato il motivo per cui ha abortito un giro che lo avrebbe tranquillamente portato in prima fila: "Ho commesso un errore di valutazione e purtroppo mi è costato la prima fila. Non so perché, ma vedendo l'incidente ho pensato che ci fosse la doppia bandiera gialla e così ho alzato il piede abortendo il tentativo, mentre in realtà era solo una gialla singola. Mi servirà da esperienza, sono arrabbiato soprattutto con me stesso perché nella seconda parte della qualifica non sono stato impeccabile"

AUSTRIA FORMULA ONE

Le conclusioni e un aspetto etico che non può essere sottovalutato

  • La pole di Spielberg è di Russell, non ci sono dubbi. Si può discutere a lungo sui modi e le dinamiche ma i fatti sonon questi. Il tema etico, però, resta e nemmeno questo può essere sottovalutato. Un tema che, riepilogando, riguarda il mancato rallentamento rallentamento del pilota Mercedes nel suo giro veloce, pur in presenza di una bandiera gialla per il crash di Verstappen.
  • La domanda è: si è creato un precedente nello sfruttare una scappatoia regolamentare per avere un vantaggio cronometrico con una bandiera gialla? La situazione è quantomeno 'curiosa' dato che dovrebbe servire innanzitutto a tutelare la sicurezza dei piloti...

pubblicità

I precedenti: da Rosberg a Norris, quando la storia si ripete

Il caso di George Russell in Austria non è un episodio isolato: la storia recente della Formula 1 è ricca di episodi simili, diventati veri e propri pilastri regolamentari in materia di bandiere gialle in qualifica:

  • Nico Rosberg, Ungheria 2016: Nel Q3 all'Hungaroring, Alonso si gira e provoca una doppia bandiera gialla. Hamilton, subito dietro, abortisce il giro. Rosberg, che arriva poco dopo, attraversa la zona di pericolo e conquista la pole. Dopo tre ore di investigazione i commissari lo assolvono: la telemetria dimostra che Nico ha alzato nettamente il piede prima che la pista tornasse verde, pur migliorando il tempo totale. È l'esatta difesa usata da Toto Wolff per Russell
  • Lando Norris, Baku 2024: Durante il Q1 in Azerbaijan, Ocon fora e procede lentamente, provocando una breve bandiera gialla. Norris, in quel momento lanciato nella rimonta mondiale su Verstappen, rispetta alla lettera le regole e abortisce completamente il suo tentativo lanciato. Il risultato? Viene clamorosamente eliminato in Q1, partendo 17°. Al contrario di Norris, Russell ha rallentato solo per un istante, conservando la velocità sufficiente per fare la pole
  • I casi di penalità: Nel 2019 in Messico, Verstappen non rallenta dopo un brutto incidente di Bottas e lo ammette persino in conferenza stampa: la FIA lo punisce con 3 posizioni di penalità, togliendogli la pole. Stessa sorte anche in Qatar nel 2021 (5 posizioni di penalità per non aver rallentato con Gasly fermo in rettilineo) e per Lewis Hamilton in Austria nel 2020, punito con 3 posizioni sulla griglia per aver ignorato un pannello giallo luminoso dopo un'escursione sulla ghiaia di Bottas

pubblicità