F1 a Spa, il maxi incidente al via e la lite Schumi-Coulthard del 1998

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©Ansa

Introduzione

Il Gran Premio del Belgio 1998 a Spa-Francorchamps è passato alla storia per essere una delle gare più caotiche e drammatiche di sempre, inaugurata dal più grande incidente multiplo mai visto alla partenza sotto un diluvio torrenziale. Il weekend è stato segnato dal clamoroso scontro in pista e nel paddock tra Michael Schumacher e David Coulthard, culminato in una sfiorata rissa ai box dopo un tamponamento cecante. La corsa si è conclusa con l'insperata e storica prima doppietta della Jordan, blindata nel finale da un tassativo ordine di scuderia che ha congelato le posizioni di Damon Hill e Ralf Schumacher. La Formula 1 torna a Spa: il weekend belga è LIVE su Sky e in streaming su NOW

 

COSI' È FATTA SPA, L'UNIVERSITA' DELLA F1

Quello che devi sapere

MCLAREN SUGLI SCUDI, QUALIFICHE DIFFICILI PER LA FERRARI

  • Il fine settimana si aprì sotto il tipico clima autunnale delle Ardenne, caratterizzato da pioggia intermittente, temperature basse e una fitta nebbia che a tratti riduce drasticamente la visibilità. Nelle sessioni di prove libere del venerdì, le squadre faticarono a trovare l'assetto ideale, oscillando continuamente tra configurazioni da asciutto e soluzioni da bagnato pesante.
  • Il sabato, durante la sessione di qualifica, la pista si presentò parzialmente umida ma in via di miglioramento. In questa finestra di transizione, la McLaren dimostrò una netta superiorità tecnica. Mika Häkkinen conquistò la pole position fermando il cronometro a 1'48"682, staccando di 164 millesimi il compagno di squadra David Coulthard.
  • Michael Schumacher, al volante della Ferrari F300 gommata Goodyear (a differenza delle McLaren che utilizzavano pneumatici Bridgestone), dovette accontentarsi del terzo tempo, accusando un distacco di quasi un secondo dalla vetta. In seconda fila, accanto al tedesco, si piazzò la Williams guidata da Damon Hill, abile a sfruttare le condizioni mutevoli del tracciato.

UNO DEI PIU' GRANDI INCIDENTI IN FORMULA 1

  • La domenica la pioggia cade incessantemente su Spa, trasformando l'asfalto in una scivolosa lastra d'acqua e azzerando la visibilità a causa dell'effetto spray sollevato dalle vetture. Al via, Häkkinen mantiene il comando della corsa alla prima curva (la Source), seguito da vicino da Jacques Villeneuve e Michael Schumacher. Il disastro si consuma poche centinaia di metri dopo, nella discesa che conduce alla velocissima curva dell'Eau Rouge. David Coulthard perde il controllo della sua McLaren a causa dell'aquaplaning, impatta violentemente contro il muro interno della pista e rimbalza perpendicolarmente in mezzo alla traiettoria. Lo spray sollevato dalle prime tre monoposto rende Coulthard completamente invisibile per chi sopraggiunge dalle retrovie.
  • In pochi secondi si scatena un effetto domino di proporzioni mai viste prima: Eddie Irvine centra in pieno la McLaren di Coulthard. Salo, Herbert, Trulli, Barrichello, Panis, Verstappen, Diniz, Rosset, Takagi, Nakano e Wurz si scontrano l'un l'altro ad altissima velocità, creando una gigantesca barriera di rottami e pneumatici divelti. La direzione gara espone immediatamente la bandiera rossa. Il bilancio è impressionante: 13 vetture distrutte nel raggio di cento metri. Miracolosamente, grazie alla solidità delle cellule di sopravvivenza in carbonio, nessun pilota riporta ferite gravi, ad eccezione di Rubens Barrichello che rimedia una forte contusione al braccio e non prenderà parte al secondo via. I box delle squadre si trasformano in una frenetica officina per preparare i muletti (le vetture di riserva) in vista della seconda procedura di partenza, rimandata di circa un'ora.

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HAKKINEN È FUORI DAI GIOCHI

  • Al secondo spegnimento dei semafori, con una griglia ridotta a causa della mancanza di vetture di scorta per alcuni piloti, la tensione è palpabile. Mika Häkkinen scatta male e viene affiancato alla Source dalla Ferrari di Schumacher. Nel percorrere il tornante, il finlandese perde aderenza, compie un testacoda e viene centrato in pieno dalla Sauber di Johnny Herbert. Per il leader del mondiale è il ritiro immediato. Pochi metri dopo, la Williams di sbanda e si ritira a sua volta, costringendo i commissari a fare entrare la Safety Car. Al comando della corsa si ritrova la Jordan di Damon Hill, tallonata da Michael Schumacher.
  • Quando la vettura di sicurezza rientra nei box, Schumacher rompe gli indugi: al giro 8, sfruttando la maggiore efficienza delle sue gomme Goodyear sul bagnato estremo, svernicia Hill sul rettilineo del Kemmel e si invola solitario in testa alla corsa.

COULTHARD E SCHUMACHER SI SCONTRANO IN PISTA E NEI BOX

  • Con Häkkinen fuori dai giochi, Schumacher intravIde la possibilità di compiere il sorpasso definitivo nella classifica del campionato del mondo. Il tedesco della Ferrari impoSe alla gara un ritmo insostenibile per chiunque altro, accumulando un vantaggio siderale di quasi 40 secondi su Damon Hill. La vittoria sembrava ormai una pura formalità.
  • Al giro 24, si consumò l'episodio che avrebbe segnato l'intera stagione. Schumacher si apprestò a doppiare la McLaren superstite di David Coulthard, che viaggiava nelle retrovie dopo aver perso tempo nelle prime fasi per un contatto con Alexander Wurz. Il muretto della Ferrari esortò via radio i commissari a esporre le bandiere blu, mentre Jean Todt si recò personalmente al muretto McLaren per chiedere che Coulthard lasciasse strada.
  • Nella discesa cieca verso la curva di Pouhon, sotto un muro d'acqua incessante, Coulthard decise di far passare il tedesco. Tuttavia, anziché spostarsi fuori dalla traiettoria ideale, il pilota scozzese sollevò il piede dall'acceleratore rimanendo esattamente in mezzo alla linea veloce. Schumacher, accecato dallo spray e colto di sorpresa dall'improvvisa decelerazione, non riuscì ad evitare lo scozzese: la ruota anteriore destra della Ferrari centrò in pieno il retrotreno della McLaren, spezzando di netto la sospensione della vettura di Maranello.
  • Schumacher tenne la macchina in strada con tre ruote, rientrando ai box con la vettura pesantemente danneggiata e fumante. Non appena scese dall'abitacolo, accecato dalla rabbia, il pilota tedesco si diresse a grandi falcate verso il garage della McLaren. Schumacher affrontò verbalmente Coulthard a muso duro, urlandogli: «Hai cercato di uccidermi!», e solo l'intervento fisico dei meccanici della Ferrari e degli uomini della FIA evitò che la rissa degenerasse in uno scontro fisico.

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L'ULTIMA GIOIA IN CARRIERA DI HILL

  • Con il ritiro di Schumacher e il successivo spaventoso incidente di Giancarlo Fisichella (che distrusse la sua Benetton tamponando violentemente la Minardi di Nakano sul rettilineo d'arrivo), la leadership della gara tornò saldamente nelle mani delle due Jordan di Damon Hill e Ralf Schumacher.
  • Negli ultimi giri, il giovane Ralf, nettamente più veloce del compagno di squadra, recuperò costantemente terreno portandosi negli scarichi di Hill. Temendo un catastrofico contatto fratricida a pochi chilometri dal traguardo, Damon Hill aprì la radio e lanciò un messaggio perentorio al patron del team, Eddie Jordan: «Se lottiamo rischiamo di finire fuori entrambi. Sta a te decidere».
  • Eddie Jordan recepisce il messaggio e ordinò via radio a Ralf Schumacher di congelare le posizioni e di non tentare il sorpasso. Il pilota tedesco ubbidì a malincuore. Damon Hill tagliò così il traguardo per primo, regalando alla Jordan la prima, storica vittoria della sua storia in Formula 1, completata dal secondo posto di Ralf. Il podio venne completato dalla Sauber di Jean Alesi. Nel retrobox, tuttavia, la tensione restaòaltissima, con un furioso Michael Schumacher che impose al fratello Ralf di pagare la clausola per rescindere il contratto con la Jordan a fine anno a causa del torto subito.

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