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F1 a Monza: il ritiro tra le lacrime di Mika Hakkinen nel 1999

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©Ansa

Introduzione

Il Gran Premio d'Italia 1999 a Monza è passato alla storia per il drammatico ritiro di Mika Häkkinen, sfilatosi al giro 30 alla Variante del Rettifilo dopo aver sbagliato marcia mentre era saldamente al comando. L'immagine del pilota finlandese piegato in lacrime tra gli alberi del parco divenne uno dei simboli di quella stagione. La gara vide il trionfo di Heinz-Harald Frentzen su Jordan e il sesto posto di Eddie Irvine, un verdetto che riaprì completamente la corsa al titolo mondiale prima del trionfo finale di Häkkinen a Suzuka

 

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Quello che devi sapere

La spinta del pubblico e la pole del Re di Finlandia

  • Il fine settimana monzese si apre in un clima di palpabile tensione. La Ferrari, priva di Michael Schumacher fermo ai box per la frattura alla gamba patita a Silverstone, affida le sue speranze iridate a Eddie Irvine, affiancato per l'occasione da un altro finlandese, Mika Salo. La pista brianzola, il Tempio della Velocità, richiede assetti a bassissimo carico aerodinamico e una precisione chirurgica nelle staccate sulle varianti.
  • Il sabato pomeriggio, Mika Häkkinen mette in mostra tutta la sua classe cristallina. Il pilota della McLaren-Mercedes conquista la pole position fermando il cronometro sull'1.22:432, staccando di quasi mezzo secondo la Jordan di Heinz-Harald Frentzen. La prima fila rispecchia l'equilibrio del campionato, mentre la Ferrari di Irvine delude le attese del popolo rosso qualificandosi solamente in ottava posizione, accusando un ritardo di oltre un secondo dal finlandese.

L'assolo perfetto di Hakkinen

  • Allo spegnimento dei semafori, Häkkinen scatta come una freccia, proteggendo con autorevolezza la prima posizione all'ingresso della Variante del Rettifilo. Alle sue spalle, Frentzen mantiene il secondo posto, seguito dalla Williams di Ralf Schumacher e dall'altra McLaren di David Coulthard.
  • Nei primi giri, Häkkinen impone alla gara un ritmo insostenibile per tutti gli avversari. Con una guida pulita e spietata, accumula decimi su decimi di vantaggio su Frentzen, dando l'impressione di poter gestire la corsa in totale scioltezza. Mentre alle sue spalle le posizioni si congelano e Irvine fatica a risalire la china bloccato nel traffico, il Re di Finlandia sembra avviato verso una vittoria schiacciante che metterebbe seriamente a rischio le ambizioni dei suoi rivali in classifica.

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Il crollo umano del "Finlandese di ghiaccio"

  • Al passaggio numero 30, la corsa cambia volto per sempre con la repentinità di un fulmine. Häkkinen si appresta ad affrontare la prima staccata della Variante del Rettifilo. Nel scalare le marce per inserire la vettura sul cordolo, il finlandese commette un errore banale quanto letale: inserisce la prima marcia invece della seconda. Il retrotreno della sua McLaren si blocca all'istante, la vettura perde aderenza e gira su sé stessa, spegnendosi miseramente nella via di fuga in ghiaia.
  • Il silenzio cala sulla McLaren, mentre un boato sordo si solleva dalle tribune occupate dai tifosi della Ferrari. Häkkinen scende dall'abitacolo, butta via il volante e inizia a scagliare via qualsiasi cosa gli capiti tra le mani. Dai guanti al sottocasco, il finlandese è una furia per l'errore. Subito dopo, scavalca il guardrail e si inoltra tra gli alberi del parco di Monza per cercare un attimo di solitudine. Lì, convinto di non essere visto dalle telecamere, si accascia a terra e scoppia in un pianto dirottato, liberando tutta la pressione e la frustrazione accumulate in mesi di duelli al limite. Quelle immagini, catturate da un elicottero della regia, faranno il giro del mondo, mostrando al pianeta il lato più fragile e umano di un campione fino a quel momento considerato imperturbabile.

Il Trionfo di Frentzen e la festa di Monza

  • Con il leader fuori dai giochi, Heinz-Harald Frentzen eredita il comando e non commette la minima sbavatura, portando la sua Jordan-Mugen Honda a una vittoria storica sul traguardo di Monza. Alle sue spalle chiude un ottimo Ralf Schumacher su Williams, mentre il podio viene completato da Mika Salo, abile a conquistare un terzo posto fondamentale per morale e classifica della Ferrari.
  • Eddie Irvine, autore di una gara anonima, riesce comunque a tagliare il traguardo in sesta posizione, strappando un punto iridato pesantissimo che gli permette di agguantare Häkkinen in testa alla classifica generale a quota 60 punti.

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La rinascita di Hakkinen

  • Le lacrime di Monza segnarono la svolta emotiva e agonistica del Campionato Mondiale 1999. Invece di abbattere Häkkinen, il dramma psicologico del parco lombardo ne cementò la determinazione per il finale di stagione. Dopo il difficile Gran Premio d'Europa al Nürburgring, il mondiale si decise nelle ultime due tappe in Asia: nonostante il controverso rientro di Michael Schumacher in Malesia a supporto di Irvine, Häkkinen sfoderò una prestazione monumentale nel GP conclusivo di Suzuka. Vincendo in Giappone con una gara d'attacco perfetta, il finlandese conquistò il suo secondo titolo mondiale consecutivo, riscattando l'errore di Monza e consegnando alla storia la dimostrazione che anche dai momenti di più profonda fragilità si può risorgere da campioni.

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