F1 a Madrid: 10 curiosità che forse non sapevi sulla capitale spagnola
oltre la f1Introduzione
Ben oltre l'immagine festosa della movida e dei grandi viali imperiali, Madrid si rivela come una capitale dalle anime sovrapposte e sorprendenti. Dalle sue insospettabili radici islamiche alla stazione ferroviaria trasformata in giungla equatoriale, la città ha saputo custodire primati globali come il ristorante più antico del mondo e il santuario d'arte moderna che custodisce il Guernica. La Formula 1 corre per la prima volta a Madrid: il weekend spagnolo è LIVE su Sky e in streaming su NOW
Quello che devi sapere
LE ORIGINI ISLAMICHE DI MADRID
- Mentre la maggior parte delle grandi capitali europee vanta origini romane o medievali cristiane, Madrid è l'unica ad essere stata fondata da un emiro musulmano. Verso la fine del IX secolo, l'emiro Muhammad I di Cordova fece erigere una fortezza (l'attuale zona del Palazzo Reale) sulla riva del fiume Manzanares per difendere la frontiera di al-Andalus dalle incursions cristiane.
- Il nome originale della città era Mayrit (o Maǧrīṭ), che significa "luogo ricco di fonti d'acqua", in riferimento ai complessi canali sotterranei (qanat) scavati dagli arabi per l'approvvigionamento idrico. Ancora oggi, nel Parco dell'Emir Mohamed I, si possono ammirare i resti delle antiche mura arabe della città, testimonianza visibile di una radice storica spesso offuscata dai secoli successivi.
IL RECORD SECOLARE DEL BOTIN
- Passeggiando nei pressi di Plaza Mayor ci si imbatte nel ristorante Sobrino de Botín, fondato nel 1725 dal cuoco francese Jean Botín. Riconosciuto ufficialmente dal Guinness dei Primati come il ristorante continuamente in funzione più antico del pianeta, non ha mai spento il suo forno a legna originale in tre secoli di storia.
- Tra i suoi tavoli si sono incrociati aneddoti straordinari della cultura globale: un giovane Francisco Goya lavorò qui come lavapiatti prima di affermarsi come pittore di corte, mentre Ernest Hemingway ne immortalò la cucina nel suo romanzo Fiesta, definendolo uno dei suoi luoghi preferiti al mondo per degustare il maialino da latte arrostito (cochinillo).
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IL MISTERO DEI 'GATOS'
- Nel linguaggio colloquiale spagnolo, un vero madrileno DOC (da generazioni) viene soprannominato Gato ("gatto"). L'origine di questo insolito appellativo risale al maggio del 1085, durante la riconquista della città da parte delle truppe cristiane di re Alfonso VI.
- La leggenda narra che un giovane soldato scalò le imponenti mura di Mayrit con un'agilità prodigiosa, piantando la pugnale tra le fessure della pietra come se avesse gli artigli di un felino. Il suo coraggio fu decisivo per l'apertura delle porte e la presa della città. Da quel momento, il soldato e la sua famiglia adottarono il cognome "Gato", e nei secoli il termine è passato a identificare tutti i cittadini nati e cresciuti nella capitale.
IL TEMPIO DI DEBOD
- Nel cuore di Madrid, a due passi da Plaza de España, sorge un monumento del tutto inatteso: il Tempio di Debod, un vero tempio egizio risalente al II secolo a.C., originariamente dedicato alle divinità Amon e Iside e situato sulle rive del Nilo.
- Come è finito nel centro della Penisola Iberica? Nel 1968, il governo egiziano donò il tempio alla Spagna in segno di gratitudine per l'aiuto fondamentale fornito dagli ingegneri spagnoli durante il salvataggio dei complessi monumentali di Abu Simbel, minacciati dalla costruzione della Diga di Assuan. Il tempio fu smontato pietra su pietra, trasportato via mare e ricostruito nel Parque del Oeste, offrendo oggi uno dei tramonti più suggestivi dell'intera città
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IL GIARDINO TROPICALE DI ATOCHA
- La stazione ferroviaria di Atocha, il principale snodo ferroviario di Madrid, nasconde al suo interno una sorpresa botanica unica. Quando nel 1992 fu inaugurato il nuovo terminal per i treni ad alta velocità (AVE), il vecchio edificio in ferro e vetro del XIX secolo non venne demolito, ma riconvertito in un'imponente serra coperta.
- Oggi l'atrio storico ospita un vero e proprio giardino tropicale di 4.000 metri quadrati con oltre 7.000 piante appartenenti a 260 specie differenti provenienti dalle regioni equatoriali dell'America, dell'Asia e dell'Australia. Un microclima umido e costante trasforma l'attesa dei viaggiatori in una passeggiata dentro una foresta pluviale al coperto.
IL QUADRILATERO DELLA LETTERATURA...
- Il Barrio de las Letras (Quartiere delle Lettere) è stato il teatro della più grande fioritura letteraria della storia spagnola durante il XVI e XVII secolo. Tra le sue vie acciottolate hanno vissuto, scritto e rivaleggiato i più grandi geni del Siglo de Oro: Miguel de Cervantes, Lope de Vega, Francisco de Quevedo e Luis de Góngora.
- Tra queste strade si consumò una delle più celebri faide letterarie della storia: Quevedo acquistò l'abitazione in cui viveva in affitto il suo acerrimo nemico Góngora al solo scopo di sfrattarlo. Inoltre, nella chiesa del Convento delle Trinitarie Scalze, riposano i resti di Cervantes, l'autore del Don Chisciotte, rendendo il quartiere un vero santuario della memoria letteraria europea.
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...E IL TRIANGOLO DELL'ARTE
- Poche città al mondo concentrano una tale densità di capolavori artistici lungo un solo viale come il Paseo del Prado. Il cosiddetto Triangolo dell'Arte unisce tre musei di livello mondiale: il Museo del Prado, il Thyssen-Bornemisza e il Museo Reina Sofía.
- È proprio al Reina Sofía che si trova Guernica, il colossale murale in bianco e nero dipinto da Pablo Picasso nel 1937 per denunciare il bombardamento della cittadina basca. La tela tornò in Spagna soltanto nel 1981, dopo la fine della dittatura franchista, rispettando la volontà espressa da Picasso che l'opera non mettesse piede nel Paese fino al ripristino della democrazia.
L'ORSO E IL CORBEZZOLO
- In Plaza del Sol domina la celebre statua di bronzo di El Oso y el Madroño (L'Orso e il Corbezzolo), il simbolo ufficiale che campeggia anche sullo stemma della città. L'origine di questa iconografia risale al XIII secolo e nasconde una disputa tra il Comune e il Clero per il controllo dei boschi e dei pascoli circostanti.
- L'accordo stabilì che i pascoli (rappresentati dall'orso) appartenessero alla Chiesa, mentre la legna e i frutti degli alberi (rappresentati dal corbezzolo) spettassero al Municipio. Da allora, l'immagine del felino/urside rampante che si allunga per cogliere le bacche rosse del corbezzolo è diventata l'emblema visivo indiscutibile dell'identità madrilena.
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IL BOCADILLO DE CALAMARES
- Nonostante Madrid sia posizionata al centro geografico della penisola spagnola, a centinaia di chilometri dalla costa, la città vanta una tradizione secolare legata al consumo di pesce fresco e frutti di mare, arrivando ad ospitare il secondo mercato ittico più grande al mondo dopo Tokyo (Mercamadrid).
- Il piatto simbolo di questa cultura non è una preparazione sofisticata, ma il celebre bocadillo de calamares: un sfilatino di pane farcito con anelli di calamaretti dorati e fritti al momento. Nato nell'Ottocento con l'arrivo delle ferrovie che trasportavano il pesce dal nord in poche ore, questo cibo di strada economico è diventato il rito gastronomico irrinunciabile per chiunque attraversi la centralissima Plaza Mayor.
LA MURAGLIA VERDE DEL FUTURO
- Al centro di Puerta del Sol si trova la targa del Kilómetro Cero, il punto esatto da cui partono e vengono misurate tutte le strade radiocentriche della Spagna. Ma Madrid non guarda solo al suo passato di snodo geografico: la città sta sviluppando il Bosco Metropolitano, uno dei progetti di riforestazione urbana più ambiziosi d'Europa.
- Si tratta di un'imponente cintura verde circolare lunga 75 chilometri che avvolgerà completamente la capitale con la piantumazione di oltre 1,5 milioni di alberi autoctoni. Un'opera infrastrutturale ed ecologica pensata per assorbire le emissioni di carbonio, abbassare le temperature estive e mitigare l'effetto "isola di calore", dimostrando la capacità della capitale spagnola di reinventare la propria vivibilità per i secoli futuri.
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