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Piloti F1 con gli occhiali, le regole Fia e i precedenti prima di Camara

Formula 1

Introduzione

Nel motorsport moderno, talenti del calibro di Rafael Camara – ultimo arrivato in F1 - e Arvid Lindblad hanno riacceso l'attenzione sul tema della vista al volante: entrambi indossano gli occhiali fuori dalla pista ma scelgono di correre con le lenti a contatto. Tuttavia, una rara eccezione vissuta da Camara in Formula Regional - rimasto costretto a gareggiare con gli occhiali per aver dimenticato le lenti in hotel - dimostra quanto la scelta dello strumento visivo incida sulle prestazioni. Da grandi campioni del passato come Jacques Villeneuve e Sebastien Bourdais fino alle normative della FIA, ecco come la Formula 1 gestisce il rapporto tra i piloti e quei difetti alla vista che rendono i supereroi dei motori un po’ più "umani"
 

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Quello che devi sapere

Camara, Lindblad e i piloti con gli occhiali

Nel motorsport moderno, la stragrande maggioranza dei piloti con difetti visivi (tra cui miopia o astigmatismo) ricorre abitualmente alle lenti a contatto al momento di indossare il casco. È il caso di giovani promesse come Rafael Camara - ultimo arrivato in Formula 1 - e Arvid Lindblad, che nel paddock mostrano la propria montatura da vista per poi passare alle lenti durante le sessioni di gara.

Camara, quella volta che dimenticò gli occhiali i hotel...

Tuttavia, proprio il brasiliano Camara ha raccontato un aneddoto singolare risalente al suo periodo in Formula Regional: rimasto senza lenti a contatto prima delle qualifiche per averle dimenticate in hotel, il brasiliano dovette abbassare il sottocasco sopra gli occhiali. Il risultato? "Ho mancato la pole position per meno di cinque centesimi: con gli occhiali dentro il casco avevo la sensazione costante che i muri della pista mi fossero addosso". L'episodio dimostra quanto sia delicata la convivenza tra una montatura e l'interno strettissimo di un casco da corsa.

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Camara: "Sono miope e astigmatico"

Il neo pilota della Haas (fa anche parte della Ferrari Academy), già leader della Formula 2, ha raccontato di recente: "Mi mancano 2,75 gradi da un occhio e 2,50 dall'altro. Le luci mi sembrano molto più intense". 

Chi correva con gli occhiali: lo ricordate Bourdais?

L'episodio dimostra quanto sia delicata la convivenza tra una montatura e l'interno strettissimo di un casco da corsa. Eppure, la storia della Formula 1 vanta diversi piloti che hanno scelto di correre regolarmente con gli occhiali da vista:

  • Sebastien Bourdais: È il caso più emblematico dell'era moderna. Il quattro volte campione Champ Car ha disputato le stagioni 2008 e 2009 in Formula 1 al volante della Toro Rosso (al fianco di Sebastian Vettel) portando sempre i suoi iconici occhiali da vista dentro il casco.

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Jacques Villeneuve

Il campione del mondo 1997 ha spesso alternato le lenti a contatto agli occhiali da vista dentro (meno frequentemente) e fuori dall'abitacolo, facendone una vera cifra stilistica. Qui uo scatto da Zandvoort '97.

Esteban Gutierrez, Ralf Schumacher e i 'pionieri' come Graham Hill

Sia il messicano nei suoi anni in Sauber che il tedesco nai tempi della Williams li abbiamo spesso intercettati fuori dalla pista con occhiali da vista. Andando più indietro nel tempo, negli anni '60, acnhe leggende come Graham Hill indossavano occhiali (ma non guidavano indossadoli). 

 

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Cosa dicono le regole FIA

Dal punto di vista regolamentare, la Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA) adotta una posizione chiara ed essenziale:

  • Nessun divieto sugli occhiali da vista: le norme FIA e l'Appendice L del Codice Sportivo Internazionale non proibiscono a un pilota di correre indossando occhiali da vista. L'unico obbligo vincolante riguarda l'efficienza visiva (idoneità medica), che deve raggiungere gli standard richiesti per la licenza di guida.
  • Requisiti di sicurezza e comfort: gli unici limiti pratici riguardano l'omologazione del casco (lo standard FIA 8860). Gli occhiali non devono interferire con la calzata del casco, la chiusura della visiera o i dispositivi di sicurezza ignifughi (come il sottocasco).
  • Occhiali da sole vietati in gara: a differenza degli occhiali graduati da vista (ritenuti un ausilio medico necessario), gli occhiali da sole non sono consentiti durante le sessioni di pista. Per proteggersi dal sole o dalla luce riflessa, i piloti devono utilizzare visiere graduate o specchiate omologate dalla FIA.

Le norme Fia nel dettaglio

Le norme che regolano la vista, l'idoneità visiva e l'eventuale uso di correttivi (occhiali o lenti a contatto) non si trovano all'interno del Regolamento Sportivo di Formula 1, bensì nell'Appendice L del Codice Sportivo Internazionale FIA (International Sporting Code) e nei documenti medici ufficiali della Federazione.

  • Appendice L del Codice Sportivo Internazionale FIA - disciplina i requisiti per il rilascio delle licenze internazionali (inclusa la Super Licenza di F1) e contiene i capitoli dedicati agli esami medici.
  • Il Modulo di Certificazione Medica (Medical Examination): all'interno dei moduli allegati all'Appendice L che ogni pilota deve compilare e firmare insieme a un medico autorizzato, figura esplicitamente la voce relativa alla vista corretta.
  • Nel modulo di idoneità si risponde al quesito: "Corrected eyesight (glasses or lenses)" (Vista corretta tramite occhiali o lenti), barrando la casella "Sì" o "No". Se il pilota necessita di lenti correttive per raggiungere i parametri visivi minimi, sulla licenza ufficiale verrà annotato l'obbligo di indossarle durante la guida.

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Linee Guida Mediche FIA per i Driver (Medical Guidelines for Drivers)

All'interno del documento ufficiale della Commissione Medica FIA che detta gli standard clinici per i piloti di tutto il mondo, esiste una sezione specifica dedicata ai requisiti oftalmologici:

  • Capitolo "Correcting lenses and visual acuity" (Lenti correttive e acuita visiva): Definisce i decimi minimi di vista richiesti (sia naturale che corretta), la tolleranza per l'astigmatismo e i parametri relativi alla visione cromatica (fondamentale per distinguere i colori delle bandiere e delle luci della pista).
  • Capitolo "Sub-standard vision and visual fields" (Visione sub-standard e campi visivi): Regola i limiti oltre i quali un difetto visivo non può essere compensato nemmeno con l'ausilio di occhiali o lenti a contatto, decretando l'inidoneità alla guida sportiva

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