Non perderti dirette, news e highlights
Arrow-link
Arrow-link

Michele Alboreto, la sua storia: 25 anni fa l'addio al 'pilota gentiluomo'

il ricordo

Introduzione

25 anni fa il mondo del motorsport disse addio a Michele Alboreto, il 'pilota gentiluomo'. Qui ripercorriamo la carriera del pilota italiano, ultimo azzurro capace di vincere in Formula 1 con una Ferrari, sfiorando anche il Mondiale nel 1985

Quello che devi sapere

Il pilota (perito) che non arrivava dai kart

  • Il percorso di Alboreto nel magico mondo del motorsport iniziò a un'età non proprio abituale. Nel 1976, quando Alboreto aveva già vent'anni ed era diplomato come perito industriale, iniziò a frequentare la pista di Monza, dove iniziò a competere nella Formula Italia grazie alla Scuderia Salvati. Come andò? I risultati parlano chiaro: una vittoria e quarto posto nella classifica generale. Quanto basta per esordire, a fine stagione, in una gara di Formula 3. E anche qui Alboreto fece capire a tutti le sue immense qualità, conquistando il titolo di campione d'Europa nel 1979 con la March-Alfa Romeo.
  • Con questi risultati, a notarlo fu Cesare Fiorio (che nel corso della sua carriera è stato anche direttore sportivo della Ferrari in F1), che riuscì a inserirlo in Lancia Corse, nel programma endurance. E anche qui, sembra ormai già diventato inutile dirlo, Alboreto fu super conquistando il secondo posto alla 100 km di Brands Hatch in coppia con Eddie Cheever e ripetendosi anche alla 6 Ore del Mugello e alla 6 Ore di Watkins Glen.

Il passaggio in Formula 1

  • Con dei risultati del genere, il passaggio nelle categorie superiori non poteva di certo mancare. Nel 1981, nonostante confermò la sua presenza nell'endurance, non si lasciò scappare le opportunità Formula 2 e Formula 1.
  • Sempre in quell'anno, infatti, fece il suo esordio in Formula 2 regalando a Minardi la prima e unica vittoria nella categoria. Impossibile non farsi notare in Formula 1, dove debuttò al GP di San Marino con il team Tyrrell, scuderia famosa per scoprire talenti. La vettura non era particolarmente competitiva e come unico risultato positivo conquistò un nono posto in Olanda, chiudendo la stagione senza punti.

pubblicità

Le prime gioie in Formula 1

  • Nonostante una stagione con Tyrrell non entusiasmante, Alboreto riuscì a essere confermato anche nel 1982, annata decisamente diversa e migliore.
  • Nelle prime quattro gare arrivarono infatti due quarti posti e anche il primo podio in Formula 1 (nel GP di San Marino). A questo fece seguito, sempre nel corso della stagione, la prima vittoria nel Circus, che arrivò al termine del Gran Premio di Las Vegas. Chiusura perfetta dell'anno, che Alboreto salutò all'ottavo posto in classifica.

La Ferrari

  • Nel 1983, sempre in Tyrrell, la stagione non fu delle migliori per Alboreto, anche per via di un motore Cosworth poco potente. Nonostante questo, l'italiano chiuse al dodicesimo posto con una sola vittoria (a Detroit) quello che fu l'ultimo anno prima del passaggio in Ferrari, che arrivò nel 1984.
  • Di Alboreto, Enzo Ferrari aveva le idee chiarissime (oltre che tanta stima): "Per me è uno veloce, che guida bene e che commette pochi errori. È un ragazzo serio ed educato. Penso sia tra i sei migliori della Formula 1. Sono certo che con una macchina competitiva non sprecherà certamente l'occasione di diventare campione".
  • La stagione iniziò alla grande per Alboreto, che dopo la pole del sabato vinse in Belgio conquistando la prima vittoria in carriera con la Ferrari, in un posto anche particolarmente importante considerando che era il circuito dove morì Villeneuve. Nonostante questo, l'annata non fu però positiva per il pilota italiano ma soprattutto per la Ferrari (che con Alboreto conquistò solo altri tre podi), che non riuscì a lottare per il titolo Mondiale

pubblicità

Il Mondiale sfumato nel 1985 e l'addio alla Ferrari

  • Dopo un primo anno di 'adattamento' (se così possiamo chiamarlo) in Ferrari, per Alboreto la stagione 1985 sembrò essere quella giusta per il titolo, grazie alla vettura 156-85. I risultati iniziali furono pazzeschi: due vittorie e otto podi nelle prime dieci gare e in pienissima lotta per il Mondiale.
  • Dalla vittoria in Germania, in quello che sarà l'ultimo successo in Formula 1, iniziarono a rompersi pezzi delle turbine KKK (la stessa azienda fornitrice della rivale McLaren-Porsche). Proprio per questo, Ferrari decise di passare alle americane Garrett, ma i risultati furono da dimenticare, con ben cinque ritiri nelle ultime cinque gare. Impossibile competere così, anche per il povero Alboreto, che chiuse al secondo posto in classifica nel Mondiale piloti, portato a casa da Alain Prost.
  • Dopo quell'anno, gli ultimi anni di Alboreto in Ferrari non furono dei migliori: non arrivarono più vittorie e il miglior risultato nella classifica finale fu il quinto posto nel 1988, ultima sua stagione in Rosso. Con la separazione che arrivò nell'anno della morte di Enzo Ferrari.

1988 British Grand Prix

Il saluto alla Formula 1

  • Gli ultimi in Formula 1 non regalarono grandi gioie ad Alboreto, che corse per Tyrrell, Lola, Arrows e, nell'ultima annata (quella 1994) con Minardi in coppia con Martini, senza però mai ottenere dei grandi risultati.
  • Zero punti nel 1990-1991 e nel 1993. Solo uno invece con Minardi nel 1994, annata in cui annunciò il ritiro a fine stagione dalla Formula 1. La sua carriera in F1 si chiuse con 194 GP, cinque vittorie, due pole, nove secondi posti e nove terzi posti.

pubblicità

Il dopo F1

  • A seguito del suo ritiro dal Circus, Alboreto decise di dedicarsi al DTM (il campionato turismo tedesco), e successivamente corse nella serie americana IRL. Nel 1997 corse la 24 Ore di Le Mans, che vinse al volante della Porsche insieme a Stefan Johansson e Tom Kristensen, prima di passare al team Audi Sport dal 1999.

La morte il 25 aprile 2001

  • Esattamente 25 anni fa, Alboreto morì sulla pista del Lausitzring (Germania), mentre stava effettuando dei collaudi della nuova Audi R8 Sport in vista della 24 Ore di Le Mans. Mentre era in pista, improvvisamente l'italiano perse il controllo della vettura, uscendo di strada e capovolgendosi. A causare l'incidente fu lo scoppio della ruota anteriore sinistra. Alboreto morì così a 44 anni.

pubblicità

La parabolica di Monza

  • Per ricordare sempre Michele Alboreto, nel 2021 l'Autodromo Nazionale di Monza ha deciso di intitolare la curva Parabolica al pilota italiano. La Parabolica non è altro che la curva che precede il rettilineo di arrivo del circuito di Monza. Venne costruita nel 1955 e prese il nome dal disegno e dalla traiettoria che descriveva: una linea ad arco crescente, simile ad un arco di parabolica. E da ormai più di cinque anni è intitolata all'ultimo italiano capace di vincere un GP su una Ferrari.

Il 'pilota gentiluomo'

  • Alboreto fu soprannominato così, per la sua eleganza, umiltà e sportività. Un appellativo che rifletteva la sua nobiltà d'animo, fuori e dentro la pista; un'eredità che ancora oggi si percepisce forte nel suo ricordo.

pubblicità