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04 gennaio 2017

NBA, Denver perde male. Scontro Malone-Gallinari

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I Nuggets vengono superati in casa dai Sacramento Kings (113-120), diretti concorrenti per l'ottavo posto a Ovest. Nel post-partita coach Malone definisce la difesa "la peggiore della NBA" e attacca la leadership dei veterani; Gallinari risponde: "Non sono d'accordo, il problema di sicuro non è quello"

In una stagione lunga e faticosa come quella della NBA, ci sono delle partite che – nel bene o nel male – rappresentano dei “turning point” per ogni squadra. Quella di stanotte contro i Sacramento Kings poteva trasformarsi in un momento di svolta positivo per i Denver Nuggets, che con una vittoria avrebbero potuto prendere possesso solitario dell’ottavo posto nella Western Conference, dando seguito alla buona prova della sera prima a Oakland contro gli Warriors nonostante la sconfitta. Invece la prestazione difensiva della squadra di Danilo Gallinari è stata terribile, concedendo 120 punti a un attacco nella media NBA e venendo battuti nell’ultimo quarto senza neanche bisogno che DeMarcus Cousins si sporcasse le mani, visto che i suoi 31 punti (miglior marcatore della partita, ben supportato dai 26 di Darren Collison) sono arrivati tutti nei primi 36 minuti di gioco. A nulla sono valsi i 24 con 8/12 al tiro del Gallo, miglior marcatore dei Nuggets che hanno mandato sei giocatori in doppia cifra, perché la difesa è stata semplicemente incapace di fermare i Kings, che con questa vittoria mantengono l’ottavo posto e lasciano Denver a una partita e mezza di distanza. Una prestazione che ha suscitato le ire di coach Michael Malone, il quale nel post-partita non le ha mandate a dire, lanciando delle bordate in direzione della squadra e soprattutto dei veterani, e quindi tirando in ballo Gallinari.

L’ira di Michael Malone – L’allenatore dei Nuggets è uno a cui non piace perdere, a maggior ragione contro la sua ex squadra, i Kings, con cui si è lasciato in malo modo dopo il licenziamento di due anni fa e contro cui ha sempre perso nelle quattro partite in cui li ha affrontati. Sarà anche per questo che davanti ai microfoni prima ha respinto in malo modo qualsiasi scusa legata alla fatica (“Non c’entra niente che abbiamo giocato ieri a Oakland, sono str*****e. Prossima domanda”), e poi ha sganciato la bomba in direzione della squadra: “Abbiamo la peggior difesa della NBA. Questa è la verità. È imbarazzante il modo in cui scendiamo in campo e cerchiamo di difendere ogni sera. Dobbiamo cercare di sistemarlo il più presto possibile perché siamo ai minimi storici ed è estremamente preoccupante”. Malone però non aveva ancora finito, perché è passato direttamente a chiamare in causa i veterani della squadra: “È uno scherzo, non abbiamo alcuna leadership, nessun veterano si fa avanti, non sento nessuno parlare e prendersi la responsabilità. Abbiamo due giovani che cercano di parlare alla squadra, che è una cosa da applaudire, ma abbiamo bisogno di qualche leader che ci guidi in un momento di difficoltà come questo”.

La risposta del Gallo – Quando i cronisti di Denver hanno riportato le parole di Malone a Gallinari, Danilo ha accettato le critiche alla difesa – anche perché i Nuggets hanno effettivamente la peggior difesa delle ultime 10 partite, concedendo 115.2 punti su 100 possessi – ma ha respinto con fermezza quelle riguardanti la leadership: “Non sono d’accordo. Questo di sicuro non è il problema di questa squadra. Tutti i veterani hanno la mia stessa opinione e non sono d’accordo con lui”. Una presa di posizione netta che fa emergere una latente frizione tra l’allenatore e i veterani della squadra, di cui Gallinari è certamente il portavoce in quanto primo realizzatore e giocatore più pagato del roster, oltre che uno di quelli che da più tempo veste la maglia dei Nuggets. Viene da chiedersi però per quanto lo sarà ancora, visto che Danilo può uscire dal contratto durante l’estate per diventare free agent – e la franchigia non può permettersi di perdere un asset come lui senza ricevere nulla in cambio, aprendo a scenari di mercato tutti da considerare da qui alla deadline.

Denver bifronte – La sconfitta con i Kings – arrivata anche per un parziale di 15-0 nel secondo quarto in cui Denver non ha segnato per 7 minuti, senza mai riuscire a riportarsi a meno di 3 punti – apre una serie di questioni in casa Nuggets, all’interno della quale convivono da tempo due anime contrastanti: da una parte i giovani (Jokic, Nurkic, Mudiay, Harris, Murray, Hernangomez, Beasley) e dall’altra i veterani (Gallinari, Chandler, Nelson, Faried, Arthur, Barton, Miller, Gee) che vanno in due direzioni delle rispettive carriere completamente opposte, con i primi che hanno bisogno di tempo per crescere e anche sbagliare e gli altri che vorrebbero vincere subito. Un problema che parte dalla dirigenza – in che direzione vuole andare questa squadra? – e che arriva fino allo spogliatoio, concretizzandosi in prestazioni opposte (incoraggianti a Golden State, imbarazzanti contro Sacramento) da un giorno all’altro. Se non altro, la partita coi Kings ha finalmente fatto emergere tutti i problemi della squadra: ora sarà interessante vedere come verranno affrontati da tutte le parti in causa.

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