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01 marzo 2017

NBA, i risultati della notte: Westbrook dice 43

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Russell Westbrook

43 punti, 11 rimbalzi e 10 assist per Russell Westbrook (Foto Getty)

Il candidato MVP dei Thunder realizza la 30^ tripla doppia stagionale e domina nel finale contro Utah. Detroit rimonta e vince al supplementare con Portland, l'attacco di Memphis si diverte contro Phoenix

Oklahoma City Thunder-Utah Jazz 109-106 — Basterebbe anche solo questo dato per spiegare l’assurdità della stagione di Russell Westbrook: con i 43 punti, 11 rimbalzi e 10 assist realizzati ai danni degli Utah Jazz (terza miglior difesa della lega), la stella dei Thunder ha raggiunto quota 30 triple doppie stagionali, due in più di quelle realizzate da Michael Jordan in tutta la sua carriera. Soprattutto, ci è riuscito segnando 12 punti negli ultimi due minuti di gara tra cui il canestro del sorpasso in transizione a 15 secondi dalla fine, accoppiando alla quarta tripla doppia consecutiva la quarta vittoria in fila della sua squadra. Un finale di gara quanto più necessario, visto che Westbrook aveva iniziato l’ultimo quarto tirando 1/8 dal campo e ha finito la gara con 8 palle perse, ma “in the clutch” si è confermato come uno dei migliori della lega in questa stagione. OKC era partita alla grande segnando 12 delle 13 triple tentate nel primo tempo — grazie alla grande serata di Alex Abrines (3/3 dall’arco) e Doug McDermott (4/6 per 16 punti), oltre al 6/9 dello scatenato numero 0 — ma aveva sprecato il vantaggio di +11 con cui aveva cominciato l’ultimo quarto, facendosi riprendere dai sei giocatori in doppia cifra dei Jazz guidati dai 19 di Gordon Hayward. Proprio l’All-Star di Utah non è riuscito però a segnare la tripla sulla sirena che avrebbe forzato il supplementare, regalando un’altra serata da libri dei record a Westbrook, ora solamente a una tripla doppia di distanza dalle 31 di Wilt Chamberlain realizzate nella stagione 1966-67: poi rimarranno soltanto le 41 di Oscar Robertson da raggiungere.

Detroit Pistons-Portland Trail Blazers 120-113 OT — Ancora una vittoria in rimonta per i Pistons, che dopo aver battuto Raptors e Hornets rimontando una doppia cifra di svantaggio, concedono il tris ai danni dei Blazers che erano sopra di 13 nel terzo quarto. Il grande protagonista della serata è Marcus Morris, che firma il suo massimo in carriera (37 punti) e decide la gara segnando i primi 7 punti del supplementare, forzato da un sottomano di Damian Lillard che sfiora la tripla doppia con 34 punti, 11 rimbalzi e 9 assist. A guidare la rimonta dei padroni di casa è stato Ish Smith, che ha realizzato tutti i suoi 12 punti di serata tra ultimo quarto e supplementare, a cui ha aggiunto 7 assist e 7 palle recuperate. Nonostante i 25 punti di C.J. McCollum e i 19 di Jusuf Nurkic, Portland ha pagato a caro prezzo le 24 palle perse di squadra in una partita così tirata, perdendo per la seconda volta in stagione nei supplementari contro Detroit visto che curiosamente anche il primo incontro tra le due squadre si era risolto solo al doppio overtime.

Memphis Grizzlies-Phoenix Suns 130-112 — Mike Conley, Marc Gasol e Zach Randolph giocano insieme sin dal 2009, ma due partite in fila in cui tutti e tre hanno segnato 20 o più punti non le avevano mai realizzate. Per una volta non è la difesa ma l’attacco dei Grizzlies a fare la differenza, con il massimo stagionale a quota 130 punti propiziato da un secondo tempo da 75 punti (38 nel terzo, il migliore della stagione, e 37 nell’ultimo quarto) e i Big Three a finire rispettivamente con 29 punti per Conley, 28 per Gasol (con 5/5 da tre all’interno di un 12/25 di squadra) e 23 di Randolph (10/15 dal campo). La serata è macchiata solamente dall’espulsione di Vince Carter, che due minuti dopo essere sceso in campo rifila un colpo duro a Devin Booker — che potrebbe essere suo figlio, visti i 19 anni di differenza — con cui i Grizzlies avevano già delle storie tese pregresse (sei falli tecnici e tre espulsioni nel precedente incontro tra le due squadre). Booker è stato limitato a soli 9 punti in 34 minuti, con i 20 di Eric Bledsoe e i 17 di T.J. Warren che non hanno potuto impedire la 13^ sconfitta nelle ultime 16 per i Suns.

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