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NBA risultati della notte: Harden ne segna 48, Phoenix crolla davanti ai 142 dei Rockets

NBA

Il ritorno di Chris Paul viene festeggiato dagli Houston Rockets con un'abbuffata di punti: all'intervallo sono già 90 quelli segnati dagli uomini di D'Antoni, pareggiando la seconda miglior prestazione della storia NBA. Harden è il protagonista con 33 dei suoi 48 nel facile successo sui Phoenix Suns

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Con solamente due partite giocate nella notte nel classico “double-header” di TNT, agli spettatori americani non deve essere sembrato vero di assistere allo stesso sport. Se nella gara tra Boston Celtics e Golden State Warriors sono state le difese a dominare in una partita dal punteggio basso, nella partita tra Houston Rockets e Phoenix Suns non si sono viste proprio. Gli ospiti, che hanno riabbracciato Chris Paul per la prima volta dopo un mese, hanno messo subito in chiaro di essere arrivati in Arizona per regalare un clinic offensivo: 45 punti nel primo quarto (+22 sui Suns), 90 all’intervallo (seconda miglior prestazione di sempre pareggiata) e 142 alla fine (miglior prestazione dell’anno finora). Al centro di tutto non poteva che esserci James Harden, che contro l’inesistente difesa di Phoenix si è fatto un’abbuffata di statistiche: a fine gara il suo tabellino recita 48 punti, 12/22 dal campo, 6/11 da tre punti e un perfetto 18/18 ai liberi, arrotondato anche da 7 assist in 34 minuti e mezzo sul parquet con i quali è diventato il miglior realizzatore della lega superando Giannis Antetokounmpo. Decisamente meno ne ha giocati Paul, che almeno per il momento aveva un limite posto a quota 20 minuti sul parquet, ma che gli sono bastati e avanzati per chiudere con 10 punti e 11 rimbalzi con una sola palla persa. Alla fine sono sette gli uomini di D’Antoni che riescono a toccare la doppia cifra, con Ryan Anderson da 24 (6/10 dall’arco) e Ariza, Capela, Gordon e Nene tra i 10 e i 13 per la solita serata da 21/44 da tre punti. Con la partita già ampiamente finita, i Rockets hanno persino trovato 8 minuti di campo per il cinese Zhou Qi, accolto con trepidazione dai tifosi asiatici presenti sugli spalti che sono impazziti per due sue stoppate consecutive, pur senza la soddisfazione di esultare per un canestro visto lo 0/3 con cui ha chiuso al tiro.

I record dei Rockets e il siparietto D’Antoni-tifoso

Dev’esserci qualcosa di strano che coinvolge Phoenix quando si tratta di punti. La miglior prestazione in un tempo nella storia della NBA apparteneva infatti ai Denver Nuggets, che il 7 novembre 1990 segnarono 90 punti ai San Antonio Spurs, ma dopo appena 3 giorni hanno immediatamente ceduto lo scettro ai Suns, capaci di segnarne addirittura 107 in 24 minuti. Ieri notte è capitato a loro di dover subire una mareggiata del genere, a cui non sono riusciti a far fronte i 20 punti con 11 rimbalzi del debuttante Greg Monroe (titolare nel ruolo di centro) e i 23 dalla panchina di Troy Daniels, che tirando 7/13 dall’arco ha pareggiato un record di franchigia. Le due principali bocche da fuoco della squadra, Devin Booker e T.J. Warren, hanno chiuso rispettivamente con 18 e 14 punti, seguiti dai 16 del rookie Josh Jackson, ma sono tutte statistiche vuote dato che lo scarto non è mai tornato sotto i 15 punti per tutta la ripresa. Proprio lo scarto è stato al centro di un divertente siparietto tra campo e tribuna: un tifoso dei Suns ha gridato a D’Antoni, che a Phoenix ha fatto la storia, di rimettersi a sedere che tanto i Rockets erano sopra di 40. L’ex allenatore dei Suns quindi si è girato e gli ha detto: “Sono 25. Non sai nemmeno contare”.

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