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NBA, Jaylen come Dee: il numero (7), il nome (Brown), la squadra (Boston), le schiacciate

NBA

Più di un quarto di secolo dopo la vittoria di Dee Brown alla gara delle schiacciate di Charlotte, molti avanzano la candidatura di Jaylen per lo Slam Dunk Contest di febbraio a Los Angeles. Per un remake davvero speciale

Già l’anno scorso il nome di Jaylen Brown era tra quelli caldeggiati da più parti, quando c’era da delineare il lineup della gara delle schiacciate dell’All-Star weekend di New Orleans, perché l’allora rookie dei Boston Celtics aveva messo in mostra le sue doti aeree in più di un’occasione durante la stagione. Lui, deludendo forse più di un tifoso ma dimostrando una maturità ben oltre la sua età, aveva gentilmente declinato: “Sono onorato che mi sia stato chiesto di partecipare alla gara delle schiacciate, perché ogni anno seguo la competizione. Però quest’anno ho deciso di passare perché voglio concentrare tutte le mie energie per essere pronto ad aiutare la mia squadra. Spero che la lega me lo chieda ancora in futuro, mi piacerebbe da morire mostrare quello che so fare”. Parole che suonano profetiche anche dopo la sfida della notte con i suoi Boston Celtics impegnati contro i San Antonio Spurs in Texas, quando Jaylen Brown sul finire del terzo quarto si è esibito – in due possessi consecutivi – in una doppia evoluzione sopra il ferro diventata presto virale in rete. Prima ha scaldato i motori salendo in cielo a raccogliere l’alley oop di Marcus Smart per poi, sull’attacco successivo, correggere con una schiacciata in tap in in testa a Pau Gasol l’errore al tiro di Marcus Morris dall’arco, gesto atletico che ha fatto scatenare la panchina di Boston, guidata da un Kyrie Irving esaltatissimo. 

Come nel 1991

Se tenendo fede alla promessa fatta lo scorso febbraio Brown dovesse questa volta accettare un più che possibile invito a competere nella gara delle schiacciate di Los Angeles, ci sarebbe un curioso motivo in più per seguire la sua esibizione. Più di un quarto di secolo fa, nel 1991, durante l’All-Star Weekend disputato a Charlotte, un altro giocatore dei Boston Celtics, anche lui con la maglia n°7 e anche lui con il nome Brown sulle spalle, si presentò ai nastri di partenza della competizione e finì per vincerla. Si trattava di Dee Brown, che passò alla storia dello Slam Dunk Contest per due motivi: la schiacciata cieca finale, completata mettendo l’avambraccio davanti agli occhi, e la famosa mossa di “pompare” tramite la linguetta le proprie scarpe, prima di decollare verso il ferro, un gesto poi fondamentale nella promozione e nel successo di quelle iconiche sneaker. Visto le trovate spesso curiose che ormai contraddistinguono le esibizioni degli atleti alla gara delle schiacciate, viene quindi voglia di fare il tifo per poter vedere un altro Brown (Jaylen) 26 anni dopo, sempre di verde vestito e sempre con il n°7 sulle spalle, esibirsi in un remake di quella famosa schiacciata cieca del suo “antenato” Dee. E magari portarsi a casa il titolo di miglior dunker NBA.

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