12 gennaio 2018

NBA All-Star Game, Durant: "Io capitano? No, grazie". Curry lo sorpassa e apre: "Perché no? Sarebbe figo"

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Steph Curry ha sorpassato Kevin Durant come leader per voti all'All-Star Game, primato che lo farebbe capitano di una delle due squadre contro quella di LeBron James. Un privilegio che Durant preferirebbe evitare: "Non voglio farlo, mi basta giocare la partita"

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Manca meno di una settimana alla chiusura delle votazioni per i titolari all’All-Star Game, e rispetto al primo ballottaggio la situazione è cambiata: i leader delle rispettive conference non sono più Giannis Antetokounmpo e Kevin Durant, ma bensì LeBron James e Stephen Curry. Il primo ha sorpassato il greco dei Milwaukee Bucks staccandolo di quasi 140.000 preferenze, mentre il secondo ha un vantaggio più risicato rispetto al compagno con circa 40.000 voti di distacco. Ciò che rende così interessante la votazione è che i due più votati delle rispettive conference – incluse le preferenze di media e giocatori – serviranno da capitani delle due squadre, un compito che Curry ha detto di apprezzare mentre Durant se lo eviterebbe volentieri. “Perché no? Mi piacerebbe inaugurare il nuovo sistema” ha detto il due volte MVP a The Athletic. “Da ragazzino andavo al playground e volevo essere sempre quello che sceglieva le squadre: voleva dire che eri importante sul campo. Sarà figo vedere come andranno le cose all’All-Star Game e come si comporranno i quintetti”. Un privilegio di cui Durant invece preferirebbe fare a meno: “Non lo voglio fare, preferisco che ci pensi qualcun altro. È sempre bello essere un All-Star, ma tutte le cose extra… A me va solo di giocare la partita. Il nuovo formato è figo, una maniera diversa e creativa di fare le cose per i tifosi. Ma per quanto mi riguarda lascio il compito a qualcun altro”. Inevitabile pensare a quanto si ritroverebbe in difficoltà se dovesse ritrovarsi con Russell Westbrook ancora disponibile una volta esauriti i suoi compagni di squadra… Se non altro, c’è chi come Draymond Green che spera di ripetere l’exploit dell’anno scorso mandando quattro giocatori degli Warriors al weekend delle stelle, un risultato che nessun “quartetto” è mai riuscito a raggiungere. “Se le vittorie sono il criterio per avere quattro All-Star della stessa squadra, perché quest’anno dovrebbe essere diverso” ha dichiarato a ESPN.

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