14 maggio 2018

NBA, LeBron James dopo il -25 di gara-1: “Zero preoccupazioni”, ma Thompson ammette: "Ci hanno scherzato"

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Il leader dei Cavs cerca di tranquillizzare un ambiente traumatizzato dalla batosta subita al TD Garden nella prima sfida della serie contro Boston. I Cavs pagano una serataccia a tiro da tre e soffrono il duello Al Horford-Kevin Love

Sette palle perse – una sola in meno del suo massimo (8), regalate agli Warriors l’anno scorso in gara-1 di finale NBA. Una sconfitta di 25 punti – due soli in meno della peggiore mai subita in carriera nei playoff, nel 2006 in semifinale di conference. Un primo tempo chiuso con un plus/minus di -26, il suo peggiore di sempre nella postseason. In più un pessimo 5/16 dal campo al suono della sirena finale: gara-1 della finale di conference contro Boston (chiusa con soli 15 punti, gli è successo solo altre 11 volte in carriera) non lascia certo bei ricordi a LeBron James, il primo come sempre a finire sotto i riflettori (e sul banco degli imputati) dopo qualsiasi ko di Cleveland. “Ma non sono per niente preoccupato – assicura il n°23 nel post partita – perché so che miglioreremo nel corso della serie. Zero preoccupazione, sono già stato sotto 1-0 [anche contro Indiana al primo turno quest’anno, 98-80, ndr], anche 2-0. Non mi allarmo nonostante le 7 palle perse, nonostante abbia tirato malissimo: ho la stessa fiducia che avevo prima della partita”.  Allo stesso tempo, James è il primo a rendere merito e onore alla difesa di Boston e soprattutto al game plan difensivo preparato da coach Stevens: “Un ottimo game plan, sono stati bravi a comunicare tra loro per tutta la partita, in modo da essere sempre consapevoli di dove fossi in campo io e dove fossero posizionati i miei compagni. Brad [Stevens] e il suo staff hanno fatto un ottimo lavoro, ma ora guarderemo il video della partita per capire dove ci hanno messo in difficoltà, mandandomi fuori ritmo per tutta la gara. Giocheremo meglio gara-2”, promette LeBron James. Più lapidari – e anche forse più preoccupati – alcuni suoi compagni di squadra, dopo il secco -25 rimediato al TD Garden in gara-1. “Orrenda partita, bruttissima gara-1”, il commento di Kyle Korver, solo 5 punti all’attivo e 1/5 dall’arco, la sua specialità. “Ci hanno scherzato – arriva a dire Tristan Thompson, entrato in campo solo nella seconda metà del primo quarto, col punteggio già sul 20-7 per i Celtics – lo hanno fatto fin dalla palla a due e lo hanno fatto spesso”.

La serataccia di Kevin Love

Il tabellino di gara-1 indica in Kevin Love il top scorer dei Cavs (17 ma con 5/14 al tiro e 6/6 dalla lunetta) ma come dice Daryl Morey, il general manager di Houston, “spesso andrebbe fucilato chi ha inventato il boxscore”. Perché la serata del n°0 di Cleveland è stata tutt’altro che facile. In difesa ha sofferto tantissimo Al Horford, che contro di lui ha chiuso la serata con 7/8 al tiro, sbagliando solo una tripla da otto metri (e ha mandato a bersaglio 10 punti nei primi sei minuti del primo quarto, con Lue costretto a togliere Love e inserire Thompson); in attacco, la sua intesa con LeBron James – uno dei fattori che hanno trascinato Cleveland in finale di conference dopo gli stenti iniziali – è stata virtualmente inesistente: solo 86.6 punti per 100 possessi con i due assieme in campo, contro gli oltre 113 punti per 100 possessi generati in coppia nel resto dei playoff. “Sappiamo di dover giocare meglio la prossima partita – ammette in maniera più che scontata – perché oggi non ha funzionato nulla, né in attacco né in difesa”.

Cleveland sbaglia le prime 14 triple e chiude con 4/26

Il tiro da tre punti

Cleveland nei playoff segna più di 10 triple a sera (tentandone oltre 30), 12 in regular season (su 32) ma contro Boston in gara-1 i Cavs ne provano 26 ma ne mandano a segno solo 4. Il primo canestro da tre arriva solo dopo 14 errori, con la squadra già sotto di 25 punti nel terzo quarto. “Il tiro da tre fa parte del nostro DNA – dice LeBron James – è quello che ci fa rendere al meglio. Abbiamo avuto tiri smarcati, aperti, e non siamo stati capaci di segnarli, ma siamo pronti a riprenderci gli stessi tiri se ne avremo l’opportunità in gara-2”. Un’osservazione corroborata dai dati statistici, perché delle 26 triple tentate ben 12 sono state non contestate, ma solo una è andata a bersaglio: fa un misero 8%, quando la percentuale di squadra su tiri simili nei playoff era del 45%. James ha contribuito alla pessima serata dall’arco con 0/5, poco meglio ha fatto Love (1/4) e anche gli specialisti come Korver (1/5) e J.R. Smith (0/3) hanno fallito miseramente. L’11/30 di squadra dei Celtics produce un parziale di 33-12 per Boston nei punti prodotti dall’arco, che eguaglia quasi interamente il divario nel punteggio subìto dai Cavs a fine partita: in gara-2 coach Lue si aspetta che i suoi ritrovino la mira smarrita, e magari che LeBron James faccia come fatto al primo turno contro Indiana: dopo quella che lui stesso ha definito una gara orribile (peraltro chiusa in tripla doppia…), il n°23 aveva finito per segnare i primi 16 punti della seconda sfida contro i Pacers, in una prestazione da 46 punti. Boston è avvisata.

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