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06 febbraio 2019

NBA, Marc Gasol verso gli Hornets ma Toronto ci prova: offerta per lui e Conley

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Il centro catalano dei Grizzlies non è sceso in campo nella sfida della notte contro Minnesota: i suoi giorni a Memphis sembrano contati e le trattative con Charlotte serie. Ma anche il suo compagno Mike Conley attira l'attenzione di tanti, da Toronto a Utah fino a Detroit

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Accanto all’armadietto di Marc Gasol, nello spogliatoio dei Grizzlies, un sacco nero di quelli della spazzatura, riempito delle sue cose: questo il segnale più chiaro di tutti – insieme alla sua assenza in campo nell’ultima gara contro Minnesota – a confermare l’idea che i suoi giorni a Memphis siano ormai contati. Per il centro catalano, che ha trascorso tutta la sua carriera nel Tennessee, sembra vicinissimo una trade con gli Charlotte Hornets (come riportato da Shams Charania), anche se i dettagli dell’eventuale scambio sono ancora tutti da definire. Rinunciando al proprio centro – e forse con lui anche a Mike Conley, come Gasol offerto sul mercato – Memphis non fa mistero di voler ricostruire, principalmente attorno al talento di Jaren Jackson Jr.: i Grizzlies puntano quindi ad accumulare – oltre a scelte future – giovani giocatori dai contratti a cifre ancora “controllate” e qualche altro contratto in scadenza. I nomi di Miles Bridges e Malik Monk rispecchiano l’identikit per quanto riguarda la prima esigenza, mentre tra i secondi si fanno i nomi di Jeremy Lamb e Frank Kaminsky. Quest’anno Gasol è titolare di un contratto da oltre 24 milioni di dollari (più una player option a 25 per la prossima stagione, che il centro catalano probabilmente es) e dovendo pareggiare nella trade il suo valore tra i nomi circolati ci sono anche quelli di Cody Zeller, appena rientrato dall’infortunio alla mano e titolare di un salario di 14.5 milioni di dollari, o di Michael Kidd-Gilchrist, che di milioni ne guadagna 13. Se la trattativa tra Memphis e Charlotte per il centro catalano sembra avviata, nell’affare hanno però provato a inserirsi i Toronto Raptors, che alcune voci vorrebbero interessati sia a Gasol che a Mike Conley, per cui sarebbero disposti a sacrificare Kyle Lowry e Jonas Valanciunas. La coppia di Memphis – due giocatori veterani ed esperti – potrebbe servire a convincere Kawhi Leonard sull’immediata volontà di vincere dei canadesi, convincendo così l’ex Spurs a legarsi ai Raptors anche per il futuro. Dall’altro lato, però, l’età dei due giocatori (34 gli anni di Gasol, 31 quelli di Conley) e la situazione contrattuale della point guard dei Grizzlies (che deve incassare 32 e 34 milioni di dollari per le due ultime stagioni del suo accordo, quella 2019-20 e quella 2020-21) potrebbero agire da freno alla volontà di Masaj Ujiri di insistere sullo scambio. Al momento però da casa Grizzlies sembra essere arrivato un primo no a questo scenario di trade, con la squadra del Tennessee più interessata a ricevere scelte future e pedine di scambio più giovani (OG Anunoby il nome che è trapelato per primo).

Lowry torna a parlare di Ujiri: il suo futuro a Toronto non sembra blindato

Di questa possibilità ha parlato – come al solito senza troppi filtri – Kyle Lowry, che proprio con Ujiri sembra avere un rapporto onesto e professionale ma non certo di grande sintonia. Già al tempo della cessione estiva del suo miglior amico in squadra, DeMar DeRozan, Lowry si era detto “tradito” dalla mossa di mercato e ora che le voci di mercato sono arrivate a interessarlo da vicino il suo atteggiamento non sembra essere troppo cambiato: “I Raptors prenderanno la decisione migliore per quello che è il loro interesse, e lo capisco”, ha dichiarato. “Non credo ci sia niente che io possa fare o dire che possa cambiare questa realtà: è il modo in cui operano e lavorano, da sempre”. La point guard dei canadesi ha confermato di non aver ricevuto nessun tipo di comunicazione dalla sua società – e di non essere per niente sorpreso da questo: “Non ho sentito nulla: sarebbe carino se volessero rassicurarmi sul mio futuro, ma se non dovessi ricevere neppure una telefonata alla fine cambia poco. Io devo solo scendere in campo e fare il mio lavoro, il resto è business e non mi riguarda. So che sembra un cliché ma è così: io sono di aver dato molto a questa organizzazione negli ultimi sei anni, per cui se dovessero scambiarmi sono certo che mi chiamerebbero per dirmi cosa c’è sul tavolo”. Una certezza che però sembra andare in conflitto con un rapporto – quello col presidente dei Raptors Masaj Ujiri – che rimane tiepido: “Lui ha il suo ruolo, io il mio: ognuno fa il proprio. La nostra relazione è questa”, aveva detto in estate, e le parole attuali sembrano confermare una certa distanza: “Sono fatto così, io sto nel mio e attorno a me ho una cerchia di persone molto ristretta. Ma non sono infastidito dal fatto di non aver sentito nessuno della società: se chiamano, chiamano. Se invece non dovessero farlo, lo capisco”.

Non solo i Raptors su Conley: ecco le offerte di Jazz e Pistons

Se Lowry potrebbe essere una pedina nelle mani di Toronto per arrivare a Conley (e con lui a Gasol), a Memphis sono però arrivati anche altri segnali di interesse verso la propria point guard, espressamente da Utah e Detroit. I primi sembrano aver messo sul piatto Ricky Rubio in coppia con uno tra i giovani più futuribili del proprio roster (il rookie Grayson Allen oppure l’australiano Dante Exum), mentre i Pistons non esiterebbero a separarsi da Reggie Jackson pur di portare Conley in Michigan. La situazione è ancora molto fluida ma il tempo inizia a stringere, con la scadenza per gli scambi fissati per le 21 italiane di giovedì: da Gasol in giù, la sensazione è che qualcosa sia destinato ad accadere e allora a cascata dopo il catalano potrebbero innescarsi tutta una serie di altri movimenti. Il momento della verità è vicino.

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