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18 giugno 2019

NBA, rottura definitiva con Harden e richiesta di cessione: ma Paul e Daryl Morey negano

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Da Houston arrivano voci che vogliono il rapporto tra le due superstar dei Rockets come "impossibile da salvare". Anche se CP3 sui social smentisce di aver chiesto la cessione e lo stesso fa il general manager della squadra Daryl Morey

Le voci che filtravano da Houston e parlavano di un profondo malumore tra le due superstar di casa Rockets sono ora diventate un coro assordante: secondo quanto pubblicato sul sito di Yahoo! Sports, infatti, l’unica cosa su cui Chris Paul e James Harden sembrano andare d’accordo al momento è la volontà di divorziare, e affrontare la prossima stagione NBA da avversari e non da compagni di squadra. La frattura è tale per cui Paul sarebbe andato dal front office dei Rockets a chiedere di essere ceduto, impresa peraltro tutt’altro che semplice alla luce del contratto firmato dal giocatore nell’estate del 2018 per quattro anni e la mastodontica cifra di 160 milioni di dollari (38.5 milioni previsti per l’anno prossimo, poi altri 41.3 e quindi 44.2 nel 2021-22). La richiesta di cessione di Paul è stato negata dal general manager dei Rockets Daryl Morey ma secondo Vincent Goodwill segue invece l'ultimatum pronunciato da Harden dopo l’eliminazione ai playoff per mano dei Golden State Warriors: “O io, o lui”. Sempre secondo Goodwill, la fonte che riporta la notizia da Houston, i due non si sarebbero parlati per circa due mesi durante il corso della stagione, creando un clima insopportabile in tutto lo spogliatoio Rockets. Tra CP3 e Harden — si dice — è ormai venuto definitivamente a mancare il rispetto reciproco: Paul sembrerebbe non rispettare lo status di Harden all’interno della lega, con quest’ultimo a questionare quanto finora fatto in carriera dal suo compagno, ex stella dei Clippers. Da Houston emergono allora racconti di un Chris Paul che — richiamato in panchina da D’Antoni per inserire sul terreno Harden — avrebbe più volte insultato il suo stesso allenatore rimproverandogli di affidare troppo l’attacco nelle mani di Harden, il cui stile di gioco fortemente accentratore non garba a Paul, infastidito anche dalla totale libertà concessa all’ex giocatore di Arizona State da parte dell’allenatore. La situazione — proprio ora che gli infortuni a Kevin Durant e Klay Thompson sembrano poter spianare la strada a nuove pretendenti alla corona della Western Conference — viene da più parti descritta come “inconciliabile” e “impossibile da aggiustare”, anche se pochi minuti dopo la diffusione della notizia lo stesso Chris Paul ha fatto capolinea sui social commentando la notizia con un laconico "Dannazione! Questa mi suona nuova". 

Il futuro incerto di Houston

Quale che sia la verità, che verrà presto a galla con Draft e free agency alle porte, la offseason di Houston continua comunque a far rumore e a riflettere un clima tutt’altro che sereno, come già annunciato dal ribaltone attuato in panchina tra gli assistenti di D’Antoni, cui erano seguite voci tutt’altro che tranquillizzanti anche sul futuro in Texas dell’ex playmaker dell’Olimpia Milano. Il futuro dei Rockets appare più nebuloso che mai, e da oggi - in attesa di conferme - contempla anche un domani senza più la coppia Paul-Harden.

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