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NBA, il premio di MVP va ad Antetokounmpo: ma i Rockets non sono d'accordo

NBA

Con una raffica di tweet - ben tre in fila - l'account ufficiale degli Houston Rockets (dopo aver fatto i complimenti a Giannis Antetokounmpo) ha fatto sapere di essere "in rispettoso disaccordo". Spiegando perché il premio sarebbe dovuto finire nelle mani di James Harden

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Agli occhi dei 101 votanti ci sono stati pochi dubbi: l’MVP stagionale NBA viene dalla Nigeria, ha passaporto greco e gioca per i Milwaukee Bucks, il suo nome è Giannis Antetokounmpo. In suo favore sono arrivati 78 dei 101 primi posti disponibili, con James Harden a collezionare le restanti 23 preferenze per il primo posto (in maniera speculare, “The Greek Freak” ha collezionato 23 voti per il secondo posto contro i 78 del “Barba”). Ai 23 votanti che hanno espresso una preferenza per la superstar dei Rockets vanno aggiunti anche… i Rockets stessi: certo, un parere sicuramente di parte, ma che dalla franchigia texana hanno voluto anche argomentare con tre tweet consecutivi pubblicati sul proprio account ufficiale sotto un titolo che recita: “Congratulazioni al nuovo MVP ma con tutto il rispetto non siamo d’accordo”. Il perché è presto spiegato nei diversi punti in cui si articolano i tre tweet in questione: 1) James Harden è finito o primo o secondo nelle votazioni per MVP in 4 delle ultime 5 stagioni; 2) è stato il primo giocatore nella storia della NBA a chiudere una stagione oltre i 35 punti e 7 assist di media; 3) ha segnato almeno 40 punti in 28 occasioni, per 9 volte ha toccato quota 50 e in due occasioni ha segnato almeno 60 punti; 4) ha segnato 30 o più punti in 32 partite consecutive, la seconda striscia più lunga di sempre; 5) nel corso di 40 gare disputate, Harden ha tenuto medie di 40.1 punti, 7.1 assist, 7.0 rimbalzi e 2.2 recuperi, la seconda striscia più lunga di sempre sopra i 40 punti di media; 6) ha superato il suo massimo in carriera per numero di triple realizzate alla sua 53^ gara stagionale, finendo a quota 378 triple segnate, il secondo totale più alto di sempre su singola stagione; 7) dalla stagione 2014-15 le medie di Harden sono di 30.4 punti, 8.4 assist, 6.4 rimbalzi e 1.8 recuperi. Come a dire: le cifre parlano da sole, Harden si sarebbe meritato la conferma come Most Valuable Player NBA dopo il trionfo dello scorso anno. Anche perché, fanno osservare in molti, le sue cifre sono state migliori nella stagione 2018-19 che in quella 2017-18 che l’ha invece consacrato come il miglior giocatore della lega: quasi 6 punti in più segnati ogni sera (36.1 contro i 30.4 dello scorso anno), percentuali al tiro sostanzialmente identiche – leggermente migliori da tre punti (36.8% contro 36.7%), un filo peggiori dal campo (44.2% contro 44.9%), più rimbalzi (6.6 contro 5.4) e più recuperi (2.0 contro 1.8). Implicita la domanda: come può un giocatore che migliora la sua stessa stagione-monstre che lo consacra MVP non ottenere lo stesso premio anche l’anno successivo? La risposta – se c’è – ha solo un nome e un cognome: Giannis Antetokounmpo.