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NBA, rissa sfiorata tra Giannis Antetokounmpo e Blake Griffin: "Non ne valeva la pena"

NBA
©Fotogramma

Nel corso della partita tra Milwaukee e Detroit per due volte Giannis Antetokounmpo e Blake Griffin sono venuti a contatto, prima con una gomitata della stella dei Pistons e poi con una “camminata” che non ha fatto piacere al leader dei Bucks: “Qui è sempre così, se vogliono fare a pugni io ci sono. Ma non ne vale la pena, i miei compagni mi vogliono in campo” 

Se c’è un modo di fermare Giannis Antetokounmpo, le squadre NBA devono ancora trovarlo. In questo momento l’MVP in carica è assolutamente inarrestabile, guidando i suoi Milwaukee Bucks alla 13^ vittoria consecutiva e in vetta alla Eastern Conference. Vittima di serata sono stati i Detroit Pistons, che non vincono da dieci gare contro Giannis e soci: per provare ad arginarlo, Blake Griffin ha provato ad alzare il livello di intensità dello scontro fisico con il greco, anche andando oltre il consentito. Già nel primo tempo i due sono venuti a contatto con l’ala dei Pistons che, per liberarsi della pressione di Antetokounmpo, ha sbracciato e ha colpito l’avversario con una gomitata al volto, un po’ accentuata dalla stella dei Bucks che è crollata immediatamente a terra. I due si sono poi presi a male parole dopo il contatto, venendo separati dai compagni di squadra al centro del campo. “Sono una grande squadra difensiva e giocano in maniera molto fisica” ha detto Giannis dopo la gara. “Vogliono essere sporchi e portarti fuori dal tuo gioco: quando vieni a Detroit, te lo devi aspettare. Molte squadre provano a colpirmi e a mandarmi a terra, il mio compito è rimanere concentrato”.

Il secondo scontro e quella "camminata" in stile Iverson

Anche nel secondo tempo i due sono stati protagonisti di un breve scontro: raddoppiato in angolo, Giannis ha subito fallo da Bruce Brown ed è poi finito a terra per una spinta dello stesso Griffin, che poi lo ha “scavalcato” alla maniera di Allen Iverson con Tyronn Lue nel 2001. Un gesto al quale Antetokounmpo ha preferito non rispondere, mentre Khris Middleton è andato ad affrontare Griffin prendendosi un fallo tecnico (così come Blake e Brown). “All’inizio avrei voluto rispondere e far loro capire che se avevano voglia di smettere di giocare a basket e fare a botte, si poteva fare” ha detto Antetokounmpo. “Ma alla fine i miei compagni mi vogliono in campo concentrato su quello che devo fare, perciò ho lasciato perdere. A questo punto non conta più molto”. D’altronde l’ultima parola l’hanno comunque avuta i Bucks, che grazie ai 35 punti con 9 rimbalzi del loro leader sono saliti a un record di 19 vittorie e 3 sconfitte, il migliore di tutta la NBA al pari dei Los Angeles Lakers.

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