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NBA, Carmelo Anthony non dimentica: "Avevo avvertito CP3 di stare attento ai Rockets"

NBA
©Getty

In occasione del suo incontro con l’amico ed ex compagno Chris Paul, Carmelo Anthony è tornato a parlare del suo addio agli Houston Rockets e di come hanno trattato anche CP3: “Sorpreso che lo abbiano ceduto? No, lo avevo avvertito di stare attento. In questa NBA contano solo le prime dieci partite”

Anche se sembra passata una vita intera, solamente 13 mesi fa Carmelo Anthony e Chris Paul condividevano lo stesso spogliatoio a Houston per la prima — e unica — volta in carriera. Un’esperienza durata solamente dieci partite ma che non ha scalfito il loro rapporto che va avanti da quasi 20 anni, e che in qualche modo li ha uniti ancora di più. Non tanto durante quelle dieci sfortunate gare, quanto piuttosto nel modo un po’ burrascoso con cui si sono lasciati con la franchigia texana. “No, non mi ha sorpreso per niente, anzi lo avevo avvertito” ha detto Anthony a ESPN quando gli è stato chiesto se lo avesse sorpreso il modo in cui Paul è stato scambiato dai Rockets. “Quando a Houston mi è successo quello che mi è successo, la prima persona che ho contattato è stato CP3. Dovevamo risolvere certe cose e volevo sapere se avesse qualcosa a che fare con la loro decisione. Quando mi ha risposto ‘no’, gli ho detto: ‘Stai attento’. E come ti sbagli, la stessa cosa è poi successa a lui”. Mentre a Melo è stato detto che i suoi servigi non erano più necessari, scambiando il suo contratto a Chicago per poi essere tagliato, Paul è stato ceduto questa estate insieme a scelte al Draft in cambio di Russell Westbrook, una mossa che Paul aveva definito “shockante” solo pochi giorni fa. “Avevo appena parlato con Daryl Morey, il quale mi aveva detto che non sarei stato ceduto a OKC [i Rockets hanno poi leggermente smentito questa versione, dicendo che CP3 aveva frainteso le parole, ndr]”. 

Anthony: “In questa NBA delle analytics contano solo le prime 10 partite”

Anthony e Paul si sono incrociati stanotte sul campo di Portland, dove i Thunder hanno vinto grazie ai 20 punti di CP3 mentre Melo ha faticato al tiro (4/18 per 9 punti). Ora Anthony si è messo alle spalle quanto successo nell’ultimo anno, ritrovando la NBA che tanto gli era mancata, e non prova più nemmeno rancore nei confronti dei Rockets: “Non ho parlato con nessuno dell’organizzazione, ma non mi faccio il sangue amaro. Avrei voluto una spiegazione quando è successo quello che è successo, ma è il passato ormai”. La sensazione che i Rockets non siano del tutto chiari nel parlare coi giocatori, però, rimane: “Beh, nessuno ha la risposta a questa domanda, no?” ha risposto sulla questione. “La mia situazione e quella di Chris sono totalmente diverse, eppure nessuno ha una risposta. Ancora oggi, nessuno sa quello che è successo a me: lo sappiamo solo io e loro, e non penso neanche che loro lo sappiano bene del tutto”. Anthony ha infatti le idee chiare su come sono andate le cose: “Ero lì in prova, era già tutto deciso prima ancora che arrivassi. Se guardate bene, si sono presi le prime dieci partite per fare una valutazione. Ora funziona così, no? Anche a New York hanno detto che fanno le valutazioni ogni dieci partite. Queste sono le nuove analytics, questo è il nuovo gioco: tutto si basa sulle tue prime dieci partite. Quando lo capisci, ti si chiariscono un sacco di situazioni”. Dopo le prime dieci gare a Portland, i Blazers hanno lo stesso record (4 vittorie e 6 sconfitte) dei Rockets lo scorso anno con Anthony, anche se la franchigia dell’Oregon ha già deciso di garantire il suo contratto fino al termine della stagione. 

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