Da domenica 15 dicembre il 90% dei giocatori NBA può essere scambiato, dando il via non ufficiale al mercato che si concluderà il prossimo 6 febbraio. L’analisi squadra per squadra di quello che può succedere entro la deadline e di quello che le varie franchigie possono cedere o acquisire secondo ESPN
ATLANTA HAWKS | OBIETTIVO: CEDERE CONTRATTI IN SCADENZA | I tre giocatori più pagati della squadra non fanno parte della rotazione di coach Lloyd Pierce e sono tutti in scadenza: Chandler Parsons (25.1 milioni), Evan Turner (18.6) e Allen Crabbe (18.5) possono essere ceduti per contratti peggiori con asset attaccati oppure per veterani in grado di aiutare una squadra che giace sul fondo della Eastern Conference. Il problema è che i contratti davvero brutti sono solo una decina in tutta la NBA, rendendo i loro expiring meno attraenti
Nei suoi tre anni da General Manager, Travis Schlenk ha effettuato quattro scambi durante la stagione, tutte per motivi finanziari e senza trattenere nessuno dei giocatori acquisiti. Gli Hawks sono l’unica squadra della NBA con spazio salariale (4.8 milioni) e hanno un posto a roster a disposizione per mettere qualcuno sotto contratto
BOSTON CELTICS | OBIETTIVO: RINFORZARSI SOTTO CANESTRO | I 38 punti realizzati da Joel Embiid nell’unica sconfitta stagionale in casa dei biancoverdi potrebbe aver fatto scattare un campanello d’allarme, ma le opzioni sul mercato sono limitati. Senza toccare i giocatori più importanti del nucleo, i soli contratti di Daniel Theis (5 milioni) e Enes Kanter (4.8 milioni) non permettono di pareggiare quello di un lungo di livello come LaMarcus Aldridge o Kevin Love
I Celtics hanno però a disposizione tutte le loro prime scelte al Draft più una da Milwaukee e una da Memphis, anche se quest’ultima ha così tanto valore (protetta top-6 quest’anno e poi non protetta dal 2021) da rendersi quasi intoccabile. Danny Ainge poi non è un GM a cui piace fare cambiamenti durante la stagione: dal 2015 a oggi ha solo acquisito Isaiah Thomas da Phoenix e ceduto Jabari Bird per motivi salariali
BROOKLYN NETS | OBIETTIVO: PREPARARSI PER L’ANNO PROSSIMO | Con Kevin Durant infortunato e Kyrie Irving fuori ormai da tempo, questa stagione dei Brooklyn Nets diventa inevitabilmente un’annata di transizione. Questa sessione può permettere loro però di prepararsi per il futuro: Joe Harris, infatti, diventerà free agent a fine anno e comanderà ben più dei 7.6 milioni che guadagna attualmente. Trattenerlo vorrebbe dire andare un bel po’ in luxury tax, un investimento da quasi 30 milioni di dollari considerando tutto: scambiarlo ora potrebbe permettere di evitare un problema di questo genere
Un altro giocatore che Sean Marks potrebbe decidere di cedere è Rodions Kurucs, che dopo una sorprendente annata da rookie con 46 partenze in quintetto è sparito dalle rotazioni di coach Atkinson, anche per un arresto estivo per presunta violenza domestica. Da quando è diventato GM nel 2016 Marks ha concluso 19 scambi di cui 6 in regular season, la maggior parte dei quali per giocatori da rimettere in sesto come Jahlil Okafor e Nik Stauskas o per scelte al Draft
CHARLOTTE HORNETS | OBIETTIVO: CEDERE CONTRATTI IN SCADENZA | Un po’ come Atlanta, anche gli Hornets si ritrovano con 53 milioni in scadenza di giocatori che non fanno parte dei progetti a lungo termine come Bismack Biyombo (17 milioni), Marvin Williams (15 milioni) e Michael Kidd-Gilchrist (13). Di questi Williams dovrebbe essere quello con più mercato, mentre i 53 milioni per questa e la prossima stagione che devono essere versati a Nicolas Batum sono effettivamente intoccabili
A Mitch Kupchak non piace particolarmente scambiare sul mercato, e da quando è a Charlotte non ha concluso neanche una trade durante la regular season — preferendo perdere Kemba Walker a zero invece di cederlo lo scorso anno, anche se alla fine è riuscito a uscirne con Terry Rozier durante l’estate. Un movimento di impatto potrebbe però permettere agli Hornets di giocarsi fino in fondo un posto ai playoff, con l’ottavo posto distante solamente una partita e mezza
CHICAGO BULLS | OBIETTIVO: DARE UNA STERZATA | Con 10 vittorie e 18 sconfitte, i Chicago Bulls non sono lontani dall’ultimo posto disponibile per i playoff (tre gare di distanza) ma sono ben al di sotto di quello che si aspettavano per questa regular season. Tutto il roster ad eccezione di Coby White deve ritenersi sul mercato, con Kris Dunn e Denzel Valentine come nomi principali da poter cedere visto che sono entrambi in scadenza
La dirigenza guidata da John Paxson e Gar Forman negli ultimi due anni ha avuto approcci opposti alla deadline, prima cedendo per scelte al Draft e contanti nel 2018 e poi scambiando per Otto Porter nella scorsa regular season. I Bulls hanno comunque bisogno di invertire la rotta di una squadra troppo altalenante: quella svolta potrebbe arrivare dal mercato
CLEVELAND CAVALIERS | OBIETTIVO: CEDERE I VETERANI | Tristan Thompson, Jordan Clarkson e Kevin Love: i reduci della squadra capace di andare in finale nel 2018 sono tutti sul mercato, con i primi due in scadenza di contratto che potrebbero dare una mano a una squadra da playoff in cerca di profondità. Più complicata la questione legata a Love, il giocatore con più pedigree disponibile in questo momento sul mercato ma anche con oltre 90 milioni di dollari sul contratto nei prossimi tre anni
Koby Altman è un GM aggressivo, che ha concluso 4 delle sue 11 trade durante la stagione. Dovrà ora decidere se un pacchetto formato da contratti in scadenza e una scelta al Draft fuori dalla lottery basti per cedere uno come Love adesso senza aspettare la off-season, quando il suo valore potrebbe essere più alto per quelle squadre che hanno mancato i loro obiettivi primari
DALLAS MAVERICKS | OBIETTIVO: COSTRUIRE ATTORNO ALLE STELLE | I Mavericks sono forse la squadra più affascinante di tutta la NBA: pur non avendo la possibilità di scambiare prime scelte al Draft, hanno abbastanza pezzi per poter costruire diversi tipi di scambi. Con un contratto in scadenza da 12.8 milioni come quello di Courtney Lee, due lunghi solidi con buoni contratti come Dwight Powell e Maxi Kleber, e due giovani come Jalen Brunson e Justin Jackson, i Mavericks devono più che altro scegliere che tipi di giocatori vogliono mettere attorno a Doncic e Porzingis
Uno di questi potrebbe essere Andre Iguodala, messo in natfalina da Memphis in attesa che qualcuno si presenti con un’offerta convincente per prendersi il suo contratto in scadenza da 17 milioni. Il GM Donnie Nelson si è reso protagonista nella scorsa deadline acquisendo Porzingis da New York e cedendo Harrison Barnes a Sacramento, e con una seconda scelta molto interessante come quella di Golden State (oltre a una trade exception da 11.8 milioni) potrebbe essere uno dei più attivi anche quest’anno
DENVER NUGGETS | OBIETTIVO: EVITARE LA LUXURY TAX | Denver non è lontana dal competere per la Western Conference, ma non sembra neanche sullo stesso livello delle due squadre di Los Angeles. Per colmare quel gap servirebbe un miglioramento sul mercato, magari utilizzando due giocatori come Malik Beasley e Torrey Craig che sono in procinto di diventare restricted durante l’estate
I Nuggets non pagano la luxury tax da un decennio e hanno la possibilità di aggiungere un contratto al minimo salariale dopo i buyout di febbraio, sfruttando il posto a roster ancora a disposizione. Tecnicamente avrebbero anche due eccezioni salariali da poter utilizzare, ma spenderle interamente li manderebbe di sicuro in luxury e non necessariamente li renderebbe una squadra di livello superiore all’attuale
DETROIT PISTONS | OBIETTIVO: CENTRARE I PLAYOFF | A una partita di distanza dall’ottavo posto nella Eastern Conference, i Pistons gradirebbero tornare ai playoff per dare un senso alla loro stagione ma senza assolutamente andare in luxury tax. Il grosso dubbio riguarda Andre Drummond, free agent in estate se deciderà di uscire dal suo contratto e in cerca di un accordo a lungo termine. C’è poi da risolvere la questione della point guard, visto che Reggie Jackson è in scadenza (18 milioni) e potrebbe essere accorpato a Langston Galloway (7.3 milioni) per cercare qualcos’altro
Si dice che uno degli obiettivi del GM Ed Stefanski sia Fred VanVleet, per il quale però in estate saranno necessari quantomeno 20 milioni di dollari annui (e non è detto che non glieli dia Toronto). Può anche darsi che i Pistons decidano di rimanere così come sono, sperando che Derrick Rose e Blake Griffin riescano a portare la squadra ai playoff prima di ripensare il roster in estate anche alla luce di quello che farà Drummond
GOLDEN STATE WARRIORS | OBIETTIVO: GUARDARE AL FUTURO | La stagione dei vice-campioni in carica si è di fatto conclusa quando si è fatto male Steph Curry, e ogni ragionamento va fatto in prospettiva del prossimo anno quando lui e Klay Thompson torneranno a pieno regime. La domanda è: ci sarà ancora D’Angelo Russell con loro oppure verrà ceduto prima ancora di vederli tutti assieme? L’hard cap imposto agli Warriors, poi, rende difficile qualsiasi tipo di scambio durante questa stagione, rimandando questi ragionamenti all’estate
Un pacchetto formato da Russell e una scelta in top-5 al Draft potrebbe valere un bel po’ durante l’estate, rendendo gli Warriors una delle squadre più intriganti da giugno in poi. Improbabile comunque che il GM Bob Myers faccia qualcosa durante la regular season se non cedere Alec Burks per una seconda scelta, anche perché non potrebbero offrirgli più di 6 milioni durante la prossima estate. Complice il dominio degli ultimi anni, gli Warriors non chiudono uno scambio in regular season dal febbraio 2014
HOUSTON ROCKETS | OBIETTIVO: BUYOUT | Mai sottovalutare Daryl Morey, ma è difficile che i Rockets concludano qualche scambio durante la regular season visto che Harden, Westbrook e Gordon non sono toccabili e avrebbe poco senso scambiare ora Capela o Tucker. L’unico contratto scambiabile è quello di Nene, a cui è garantito un solo milione dopo la deadline del mercato, rendendolo appetibile sul mercato oppure tagliandolo per far spazio un posto a roster
Morey è sempre stato attivo sul mercato dei buyout, prendendo Austin Rivers e Kenneth Faried lo scorso anno per arrotondare la rotazione di Mike D’Antoni. L’obiettivo del proprietario Tilman Fertitta rimane comunque quello di evitare la luxury tax, come dimostrato dalle mosse dello scorso anno alla deadline, ma quello di Morey potrebbe essere quello di tenersi il posto di lavoro — puntando a vincere il titolo quest’anno che non ci sono più i Golden State Warriors
INDIANA PACERS | OBIETTIVO: ASPETTARE OLADIPO | Difficile che i Pacers facciano qualcosa prima di conoscere le reali condizioni di Victor Oladipo e, soprattutto, capire qual è il livello della squadra con lui in campo. Solo dopo potranno essere fatte delle valutazioni sulla costruzione di questo roster, con la coppia Sabonis/Turner che sembra comunque destinata a essere spezzata piuttosto che diventare l’asse portante della franchigia negli anni a venire
Ad aggiungersi all’improbabilità che qualcosa si muova ad Indiana c’è anche il fatto che la dirigenza guidata da Kevin Pritchard non chiude scambi durante la regular season da quasi sei anni, acquisendo giusto una seconda scelta da Houston nella scorsa annata. Meglio ripensarci in estate
L.A. CLIPPERS | OBIETTIVO: CEDERE HARKLESS | I Clippers hanno uno dei roster più profondi di tutta la NBA e potrebbero anche fare a meno di uno come Maurice Harkless, che però quanto utilissimo per le rotazioni in regular season ha dimostrato nei suoi anni a Portland di avere grossi limiti ai playoff. Con 11 milioni in scadenza i Clippers potrebbero cederlo per opzioni più a lungo termine o utilizzarlo per arrivare a Iguodala
I Clippers devono però anche fare i conti con l’impellente free agency di Montrezl Harrell, che comanderà ben più dei 6 milioni che guadagna attualmente: far scadere il contratto di Harkless potrebbe dare loro un po’ più di flessibilità per non pagare uno sproposito di luxury tax. In ogni caso la dirigenza guidata da Lawrence Frank e Michael Winger non ha problemi a scambiare durante l’anno (lo sanno bene Blake Griffin e Tobias Harris), anche se questa non sembra l’anno giusto per grandi sconvolgimenti
LOS ANGELES LAKERS | OBIETTIVO: BUYOUT | Con una squadra che macina vittorie su vittorie, i gialloviola non hanno impellente necessità di muoversi sul mercato — a meno che non si proponga qualcosa di interessante tra i buyout di febbraio. Il nome a cui tutti pensano è quello di Andre Iguodala, per il quale i Lakers avrebbero qualche difficoltà a costruire uno scambio (dovrebbero includere quattro giocatori tra cui Kentavious Caldwell-Pope, ma servirebbe una terza squadra perché Memphis ne ha già 15) ma che potrebbe tornare di grande attualità in caso di taglio
I Lakers dovrebbero probabilmente rinunciare a DeMarcus Cousins (fuori tutto l’anno dopo la rottura del crociato) per fare spazio a un nuovo giocatore, o tagliandolo direttamente o cedendolo a una squadra con spazio salariale insieme a contanti per coprire gli 1.6 milioni che gli sono dovuti fino al termine dell’anno. Questa sarà la prima deadline in solitaria per Rob Pelinka dopo aver lavorato con Magic Johnson nelle ultime stagioni
MEMPHIS GRIZZLIES | OBIETTIVO: CEDERE VETERANI | Ne abbiamo già parlato per diverse squadre: un veterano come Andre Iguodala fa gola a molti, specialmente con la sua esperienza ad altissimo livello ai playoff, ma ricevere una prima scelta al Draft come vorrebbero i Grizzlies potrebbe rivelarsi complicato (così come pareggiare i 17 milioni che gli sono dovuti). Memphis comunque ha anche i contratti in scadenza di Jae Crowder e Solomon Hill da poter cedere, oltre a Josh Jackson che però fa più notizia fuori dal campo che dentro
Sarà la prima deadline per Zach Kleiman, nuovo capo delle operazioni cestistiche dei Grizzlies dopo essere entrato a far parte della franchigia nel 2015. Durante questo periodo Memphis ha concluso quattro scambi durante la regular season solamente lo scorso anno, senza considerare il famigerato “scambio di persona” tra Dillon e MarShon Brooks
MIAMI HEAT | OBIETTIVO: PENSARE AL 2021 | Con diversi contratti in scadenza come quelli di Dragic (19.2 milioni) e Leonard (11.2) e altri da poter cedere come quelli di Johnson, Olynyk e Waiters, gli Heat avrebbero i pezzi da poter muovere senza intaccare più di tanto la rotazione. Rimanendo così come sono, però, si potrebbero presentare all’estate del 2021 con tantissimo spazio salariale da poter investire, mantenendo comunque nel frattempo una squadra competitiva attorno a Jimmy Butler
Negli ultimi anni la dirigenza di Pat Riley ha pensato soprattutto a contenere i costi senza sforare in luxury tax, risparmiando 28 milioni concludendo vari scambi. Sarebbe buona cosa cedere Dion Waiters, ma è impossibile farlo senza attaccare anche qualche scelta al Draft — e non avrebbe molto senso per quella che è la situazione attuale degli Heat, limitati anche dall’hard cap
MILWAUKEE BUCKS | OBIETTIVO: BUYOUT | Esattamente come i Lakers, anche i Bucks stanno girando a mille e non hanno bisogno di toccare la rotazione. L’unico giocatore spendibile è Dragan Bender, che occupa il 15° posto a roster e che può essere tagliato senza costi entro il 7 gennaio, liberando così un posto a roster in vista dei buyout di febbraio dopo la deadline
La dirigenza dei Bucks non si è mai fatta grossi problemi a cambiare la squadra, acquisendo Eric Bledsoe, George Hill e Nikola Mirotic negli ultimi anni per migliorare la squadra attorno a Giannis Antetokounmpo. Ma se vale il detto “Squadra che vince non si cambia”, è difficile che il GM Jon Horst faccia grossi sconvolgimenti quest’anno
MINNESOTA TIMBERWOLVES | OBIETTIVO: POINT GUARD | Jeff Teague è in scadenza e non è la soluzione a lungo termine della squadra, partendo anche dalla panchina dopo il suo ritorno in campo. In estate sono stati vicini a D’Angelo Russell, che rimane l’obiettivo a lungo termine per accoppiarlo al suo grande amico Karl-Anthony Towns, che si aspetta di avere attorno a sé una squadra da playoff. Il contratto di Robert Covington (12 milioni per questa stagione e 25 per le prossime due) è molto attraente: aggiungerci una prima scelta può valere qualcosa di importante sul mercato?
Gersson Rosas è alla sua prima deadline, ma ha alle spalle anni e anni di esperienza con gli Houston Rockets. Il suo lavoro è comunque appena cominciato e ha 13.4 milioni di spazio per potersi muovere sotto l’hard cap: con l’ottavo posto distante solo una partita, potrebbe spingere sull’acceleratore per centrare i playoff al suo primo anno alla guida della franchigia
NEW ORLEANS PELICANS | OBIETTIVO: CEDERE VETERANI | I Pelicans probabilmente pensavano di aver costruito una squadra da playoff, ma con 12 sconfitte in fila sono ben lontani dal poter competere per uno dei primi otto posti. Hanno comunque dei veterani in scadenza come Derrick Favors e E’Twuan Moore che possono tornare comodi a qualche squadra di fascia più alta, raccogliendo scelte al secondo giro e facendo spazio a giovani come Nickeil Alexander-Walker e Jaxson Hayes nella seconda parte della stagione
David Griffin nella sua esperienza a Cleveland si è sempre ritrovato nella parte del “compratore”, dovendo acquisire giocatori da mettere attorno a LeBron James per dare la caccia al titolo. Quest’anno invece ha la possibilità di vendere senza però averne l’obbligo: e se anche JJ Redick (13 milioni per questa e la prossima stagione) venisse messo sul mercato?
NEW YORK KNICKS | OBIETTIVO: SCARICARE CONTRATTI | Piantati sul fondo della Eastern Conference, non c’è davvero un motivo tecnico per trattenere tutti i giocatori firmati quest’estate con contratti a breve termine: Taj Gibson, Marcus Morris, Wayne Ellington, Bobby Portis, Elfrid Payton e Reggie Bullock sono tutti da considerarsi sul mercato per qualsiasi cosa arrivi di utile in ottica futura, specialmente in una seconda parte di stagione che vedrà i Knicks attendere soprattutto il prossimo Draft
La dirigenza guidata da Steve Mills e Scott Perry ha probabilmente le ore contate, visti i terribili risultati della squadra di quest’anno e l’esito non ottimale della trade che ha spedito Porzingis a Dallas. La proprietà ha già fatto sapere a tutti di voler dare la caccia a Masai Ujiri non appena ci sarà un’apertura: difficile che i due possano fare qualche mossa che complichi il futuro a lungo termine della squadra
OKLAHOMA CITY THUNDER | OBIETTIVO: DOVE VA GALLINARI? | Le ultime notizie che trapelano da OKC parlano di una permanenza almeno fino all’estate di Chris Paul, perciò gli occhi inevitabilmente si spostano sul contratto in scadenza di Danilo Gallinari, uno dei nomi più importanti sul mercato e uno dei pochi in grado di valere forse una scelta al primo giro. +
Sam Presti ha concluso pochi scambi durante la stagione negli ultimi anni, nessuno coinvolgendo le stelle della sua squadra. Tolto Gallinari, l’altro obiettivo di OKC è liberarsi almeno del contratto di Mike Muscala per scendere sotto la luxury tax, anche se non è un obiettivo assoluto visto che nei prossimi anni certamente non si ritroveranno sopra quella soglia
ORLANDO MAGIC | OBIETTIVO: SALIRE DI LIVELLO | L’ottavo posto è stato agganciato, ma per assicurarselo fino al termine della regular season potrebbe essere utile aggiungere qualche pezzo da qui al 6 febbraio, magari con punti nelle mani. Terrence Ross è regredito rispetto all’ottima stagione passata e potrebbe essere mosso per trovare qualcos’altro in grado di sopperire alle mancanze della panchina, in attesa che salgano di livello anche i rendimenti di Markelle Fultz e Mo Bamba
Jeff Weltman e John Hammond non hanno problemi a muoversi durante l’anno e tutto il roster, tranne forse Jonathan Isaac, potrebbe essere toccato per il giusto prezzo. I Magic hanno un’identità difensiva, ma non sono certamente irresistibili: se le cose dovessero peggiorare prima della deadline, la dirigenza potrebbe anche decidere di mischiare le carte e sperare in una mano migliore
PHILADELPHIA 76ERS | OBIETTIVO: MIGLIORARE LA PANCHINA | Il quintetto è intoccabile e funziona alla grande quando è in salute, ma per puntare davvero al titolo serve qualcosa di meglio che esca dalla panchina — meglio se con straordinarie doti di tiro. I due nomi da tenere d’occhio potrebbero essere quelli di Allen Crabbe (che può essere tagliato da Atlanta) e di Davis Bertans (che sta tirando talmente bene da poter richiedere una scelta al primo giro)
Negli ultimi anni i Sixers sono stati tra i più attivi sul mercato, anche se sembrano intenzionati a dare continuità al quintetto base formato quest’estate. Elton Brand, comunque, sente la pressione di dover mettere in campo la miglior squadra possibile per arrivare al titolo, e se qualcosa dovesse andare male ai playoff la colpa ricadrebbe con ogni probabilità su coach Brett Brown
PHOENIX SUNS | OBIETTIVO: PUNTARE AI PLAYOFF | Un po’ a sorpresa rispetto alla tabella di marcia, i Suns sono ancora in corsa per un posto ai playoff e hanno dei pezzi per poterci arrivare con più sicurezza. I contratti in scadenza di Dario Saric e Tyler Johnson, ad esempio, potrebbero tornare utili sul mercato, così come Aron Baynes che è stato utilissimo durante l’assenza di Deandre Ayton, ma che proprio per questo potrebbe richiedere troppi soldi per essere trattenuto in estate
Lo scorso anno James Jones si è assicurato Kelly Oubre, ottenuto da Washington in cambio del contratto in scadenza di Trevor Ariza e rivelatosi un membro più che utile della rotazione. Anche un altro membro della dirigenza come Jeff Bower ha una lunga esperienza di trade durante la stagione, come ad esempio Blake Griffin ai tempi dei Detroit Pistons
PORTLAND TRAIL BLAZERS | OBIETTIVO: MIGLIORARE IL TALENTO | Nonostante una partenza a rilento i playoff sono distanti solo 1.5 partite e i contratti in scadenza di Whiteside (27 milioni) e Bazemore (19 milioni) potrebbero fare comodo, anche se in giro ci sono parecchi contratti di questo tipo e poche squadre che hanno davvero bisogno di uscire dalla luxury tax. I Blazers sono una delle squadre maggiormente accostate a Danilo Gallinari, in attesa che rientri anche Jusuf Nurkic a pieno regime
Neil Olshey ha chiuso quattro accordi durante la stagione dal 2017 a oggi, tra cui quelli per Rodney Hood e Nurkic, e ha la necessità di aumentare il talento complessivo attorno a Damian Lillard e CJ McCollum per agganciare uno dei primi otto posti nella Western Conference. Per riuscirci ha ancora un posto a roster a disposizione, ma è anche 11.3 milioni sopra la luxury tax
SACRAMENTO KINGS | OBIETTIVO: RISOLVERE LA QUESTIONE BOGDANOVIC | Con una classe di free agent piuttosto scarsa, Bogdan Bogdanovic potrebbe essere uno dei giocatori più richiesti sul mercato del 2020 — e con i Kings già impegnati su Buddy Hield in attesa che si possano firmare anche De’Aaron Fox e Marvin Bagley. Il fatto che Bogdanovic sia restricted free agent, poi, potrebbe essere interessante per le squadre intenzionate a scambiarlo per tenerselo in estate
Altri nomi caldi sulla scrivania di Vlade Divac sono Harry Giles e Caleb Swanigan, che non stanno vedendo il campo quest’anno ma potrebbero essere ceduti a poco piuttosto che essere persi a zero in estate. Divac è sempre stato uno dei GM più attivi della NBA (non sempre con grandi risultati), chiudendo cinque scambi durante la regular season di cui quattro con almeno tre giocatori coinvolti
SAN ANTONIO SPURS | OBIETTIVO: RISOLVERE L’INCERTEZZA | Nonostante tutto i playoff sono ancora ampiamente alla portata dei neroargento, ma il momento di dare delle risposte sul futuro di questo gruppo si avvicina sempre di più. Cosa fare con DeMar DeRozan e LaMarcus Aldridge? Che futuro hanno Rudy Gay, Patty Mills e DeMarre Carroll? Verranno ceduti i contratti in scadenza di Marco Belinelli, Bryn Forbes e Jakob Poeltl? E chi farà spazio alle prime scelte raccolte negli ultimi anni?
RC Buford ha tante direzioni diverse in cui potersi muovere, ma storicamente agli Spurs non piace muoversi durante la regular season, visto che l’ultimo scambio risale al febbraio 2014 e in generale dal 2012 a oggi hanno concluso solo sette scambi. L’opzione che rimangano fermi e lascino che DeRozan se ne vada in estate è possibile, ma non avrebbero spazio salariale per poterlo sostituire in maniera analoga
TORONTO RAPTORS | OBIETTIVO: CEDERE LA PRIMA SCELTA? | Masai Ujiri ha a disposizione tante strade diverse, ma questo inizio di stagione sembra suggerire l’idea di mantenere competitiva questa squadra in questa stagione. I contratti buoni da mettere sul mercato non mancano, come l’expiring di Serge Ibaka (23.3 milioni) o quello di Norman Powell (10 milioni nei prossimi tre anni), e i canadesi hanno a disposizione tutte le loro prime scelte per poter arrivare a un giocatore di impatto nella corsa playoff a Est senza toccare il loro nucleo
Lo scorso anno Ujiri ha chiuso lo scambio per Marc Gasol che è valso un pezzetto del titolo poi conquistato a giugno, ma ha meno urgenza rispetto allo scorso anno di fare una “win-now move”. La squadra comunque quando è al completo è un osso duro per chiunque nella conference, ed è posizionata perfettamente per avere ampio spazio salariale nell’estate del 2021 anche considerando il nuovo contratto di VanVleet
UTAH JAZZ | OBIETTIVO: COMPETERE ORA | Non si spendono 70 milioni di dollari su Bogdanovic e non si chiude uno scambio per Mike Conley per rimanere poi a guardare una squadra che rimane in mezzo al guado. Per i Jazz potrebbe essere arrivato il momento di muovere Dante Exum (al netto dei suoi mille problemi di infortuni) e di sfruttare le scelte a disposizione al Draft per aggiungere qualcosa al roster, magari un esterno in grado di marcare i vari LeBron e Kawhi della conference una volta arrivati ai playoff
La dirigenza guidata da Dennis Lindsey negli ultimi anni ha acquisito diversi membri durante la stagione per migliorare la panchina, ma ha sempre mantenuto intatto il nucleo formato da Gobert e Mitchell. Rimarrà così anche quest’anno, ma c’è bisogno di dare una sterzata alla stagione e la pazienza potrebbe essere finita
WASHINGTON WIZARDS | MASSIMIZZARE DAVIS BERTANS | In una stagione compromessa fin dall’inizio gli Wizards si sono improvvisamente trovati in mano due lunghi tiratori in grado di far gola a qualche contender come Davis Bertans e Moritz Wagner. Il primo, in particolare, sta giocando talmente bene da poter valere una prima scelta al Draft, che per un contratto in scadenza da 7 milioni di dollari è oro colato: potrebbe perfino crearsi una mini-asta per poterlo portare a casa
Per il resto, questa sarà la prima deadline da capo della dirigenza per Tommy Sheppard, anche se è all’interno della dirigenza di Washington sin dal 2003. La stagione non ha più molto da offrire in attesa che rientri John Wall e Bradley Beal non può essere scambiato neanche se lo volessero, perciò è improbabile che gli Wizards acquisiscano qualcuno di impatto durante il mercato