NBA, risultati della notte: i Lakers vincono anche a Houston, Boston ko in casa
Altra vittoria pesante in trasferta per i Lakers senza Anthony Davis, con LeBron James da 31 punti e 12 assist nel successo a Houston a cui non bastano i 69 della coppia Westbrook-Harden. Prosegue senza intoppi la marcia di Milwaukee che vince a Brooklyn, Boston cade in casa con Phoenix. Gallinari a riposo nel successo di OKC contro Portland: tutti i risultati e gli highlights delle 11 partite della notte
HOUSTON ROCKETS-LOS ANGELES LAKERS 115-124 | Neanche l’assenza di un giocatore del calibro di Anthony Davis e neanche un avversario come gli Houston Rockets sembrano rallentare la marcia dei Lakers, che tornano subito a vincere dopo il passo falso interno con gli Orlando Magic. Merito di un terzo quarto da 32-17 degli ospiti, guidati ovviamente da LeBron James ma soprattutto accompagnati dai 23 punti di Kyle Kuzma e i 20 a testa di Danny Green e Kentavious Caldwell-Pope
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Se i Lakers hanno vinto però la loro decima partita nelle ultime undici (quattro in fila in trasferta) è grazie ai 31 punti con 12 assist di LeBron James, che ha chiuso con 13/25 dal campo e 2/7 da tre punti pur perdendo sei palloni. Soprattutto, il Re è uscito tra i cori di “M-V-P” del Toyota Center, che come spesso accade quando i Lakers vanno in trasferta è riempito dai tanti tifosi gialloviola sparsi in giro per gli Stati Uniti
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È invece la terza sconfitta consecutiva per i Rockets, pareggiando la loro peggior striscia stagionale: la quarta gara in fila oltre quota 30 di Russell Westbrook (35 punti con 9 rimbalzi e 7 assist) e i 34 di James Harden (che continua a faticare da tre tirando 2/9) non sono serviti per rimanere in scia dei Lakers, pagando anche le 20 palle perse di squadra. Chissà che questa sconfitta interna contro i primi della classe non convinca il GM Daryl Morey che ci sia bisogno di qualche movimento di mercato per salire di livello
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BOSTON CELTICS-PHOENIX SUNS 119-123 | Non è un momento positivo neanche per i Celtics, sconfitti per la terza partita consecutiva e la sesta nelle ultime otto. Bisogna però dare i giusti meriti a Phoenix, capace di vincere quattro delle ultime cinque salendo decisamente di livello, grazie soprattutto ai 26 punti con 15 rimbalzi di Deandre Ayton e i 26 (massimo in carriera) di Mikal Bridges, autore di uno dei canestri decisivi nell’ultimo minuto di gioco per tenere a bada il tentativo di rimonta dei Celtics
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Il dominatore assoluto della partita è stato però Devin Booker, che ha un rapporto speciale con il TD Garden. Dopo i 70 punti segnati tre anni fa, la guardia dei Suns si è “limitata” a 39 sfiorando la prima tripla doppia in carriera con 10 rimbalzi e 9 assist, mettendo così in crisi la difesa di Boston da costringere coach Stevens a rispolverare la box-and-one, peraltro senza successo: “Al mio secondo anno avevamo usato una ‘triangle and 2’ contro Kyrie Irving e LeBron James, ma è stata l’ultima volta. Ma non è servito a nulla, ci ha uccisi comunque” ha ammesso l’allenatore dei biancoverdi
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La super prestazione di Booker e il successo dei Suns hanno finito per oscurare una partita pazzesca di Marcus Smart, capace di firmare il suo massimo in carriera da 37 punti con 11 triple a segno su 22 tentativi. La guardia dei Celtics è diventato così l’11° giocatore nella storia NBA a segnare almeno 11 triple in una partita, provando a sopperire delle assenze di Kemba Walker (problema al ginocchio) e Jaylen Brown (pollice) insieme a un Jayson Tatum da 26 punti e uno Gordon Hayward da 22
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BROOKLYN NETS-MILWAUKEE BUCKS 97-117 | Procede senza intoppi la marcia di Milwaukee, che vince la sesta partita consecutiva grazie ai 29 punti con 12 rimbalzi di Giannis Antetokounmpo e i 20 di Khris Middleton. Proprio due triple di Middleton hanno permesso agli ospiti di trasformare un vantaggio 9 lunghezze in uno di 15 nell’ultimo minuto del primo tempo, controllando il resto della partita per l’ennesima vittoria con 20 punti di scarto con il 50% dal campo, 17 triple a segno e gli avversari tenuti al 33%
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Magari tra un anno — con Kyrie Irving e Kevin Durant a pieno regime — quella tra Nets e Bucks sarà una sfida competitiva, ma per il momento non c’è davvero storia. I 17 punti e 6 assist di Irving sono accompagnati giusto dai 14 del rookie Nic Claxton, perdendo la terza partita consecutiva senza mai mettere davvero in difficoltà gli avversari dopo un rapido vantaggio di 4 lunghezze nel primo quarto, prontamente ripreso dai Bucks con un parziale di 7-0 da cui non si sono più voltati indietro
OKLAHOMA CITY THUNDER-PORTLAND TRAIL BLAZERS 116-103 | Tornano a vincere i Thunder dopo due sconfitte consecutive contro Toronto e Miami, nonostante l’assenza di un Danilo Gallinari tenuto a riposo per evitargli un back-to-back. Con il rientro in campo di Steven Adams i Thunder non hanno avuto grossi problemi a gestire la gara contro degli avversari rimaneggiati, prendendo il controllo della gara sul finire del terzo quarto e gestendo per tutta la frazione finale
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Quattro i giocatori in doppia cifra per i padroni di casa, guidati da uno splendido Chris Paul da 30 punti (massimo stagionale pareggiato) e accompagnato dai 22 di Shai Gilgeous-Alexander e i 15 a testa dalla panchina di Nerlens Noel e Dennis Schröder. I 64 punti realizzati in area contro i 42 degli avversari hanno finito per fare la differenza per i padroni di casa, sempre stabili al settimo posto a Ovest
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Complice l’infortunio alla caviglia di CJ McCollum e soprattutto lo scambio che ha portato Kent Bazemore e Anthony Tolliver a Sacramento per motivi di salary cap, i Blazers si sono ritrovati con soli 8 giocatori a disposizione, chiedendo gli straordinari a un Damian Lillard alle prese con un’infezione alle vie respiratorie. Il numero 0 ha comunque chiuso con 34 punti a referto seguito dai 30 (massimo in carriera) di Gary Trent Jr., ma nessun altro compagno è andato sopra i 12 di Anfernee Simons
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MINNESOTA TIMBERWOLVES-TORONTO RAPTORS 112-122 | Dopo una regular season contrassegnata dagli infortuni, i Toronto Raptors stanno tornando in salute — e si vede. Il rientro in campo di Fred VanVleet dopo cinque partite di assenza ha portato in dote 29 punti con 7/8 da tre punti, a cui si aggiungono i 28 di Kyle Lowry (5/8 da tre, 17 solo nel terzo quarto per cancellare uno svantaggio di 4 lunghezze all’intervallo) e i 20 di Norman Powell dalla panchina. Per i canadesi si tratta della terza vittoria consecutiva, scavalcando Boston al terzo posto nella Eastern Conference
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Ai Timberwolves non è bastata la prima tripla doppia in carriera di Andrew Wiggins, capace di chiudere con 18 punti, 10 rimbalzi e 11 assist (quest’ultimo dato massimo in carriera), e neanche i 26 di Jarrett Culver per evitare la quinta sconfitta in fila. Il parziale di 21-6 subito in apertura di ultimo quarto si è rivelato incolmabile per i padroni di casa, scivolati anche a -22 nell’ultimo quarto prima di lasciare spazio alle riserve nel garbage time. Solo 12 punti per Karl-Anthony Towns alla seconda gara consecutiva dopo le 15 saltate per un infortunio al ginocchio, rimanendo a zero nella ripresa: “Penso dimostri che devo trovare un modo di reinserirmi nell’attacco” ha detto dopo la gara
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UTAH JAZZ-SACRAMENTO KINGS 123-101 | Noto soprattutto per la sua difesa, Rudy Gobert si è regalato una serata di divertimento anche in attacco: contro Sacramento è infatti arrivato il suo massimo stagionale da 28 punti accompagnato da 15 rimbalzi, con i Jazz che hanno dominato a piacimento contro i Kings dopo essere andati in vantaggio di 16 lunghezze nel primo quarto. Insieme a Gobert ci sono i 30 di Bojan Bogdanovic e i 22 di Donovan Mitchell per la 16^ vittoria nelle ultime 18 gare, ritrovando anche Mike Conley dopo quasi 20 partite di assenza (3 punti e 3 assist in 15 minuti)
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I Kings non subivano una sconfitta di 22 punti da quando ne avevano presi 32 proprio contro i Jazz a inizio stagione, a dimostrazione che proprio l’accoppiamento è indigesto. De’Aaron Fox ha fatto in tempo a segnare 21 punti prima di uscire per falli, mentre i 17 di Marvin Bagley e gli 11 del rientrante Bogdan Bogdanovic non sono serviti per evitare la quarta sconfitta in fila: “Ci hanno tolto tutto quello che volevamo fare: abbiamo un certo numero di triple che vogliamo raggiungere, ma non siamo riusciti a crearle perché ci hanno tolto tutte le penetrazioni a canestro” ha detto coach Luke Walton
NEW YORK KNICKS-PHILADELPHIA 76ERS 87-90 | Terzo successo in fila per i Sixers, che si affidano alla loro difesa per avere ragione dei Knicks per tornare a vincere in trasferta dopo sei ko consecutivi. Merito dei 21 punti di Ben Simmons, dei 18 di Josh Richardson e dei 17 di Furkan Korkmaz, trovando la tripla del sorpasso di Tobias Harris a 28 secondi dalla fine e poi aggredendo Julius Randle per forzare il recupero definitivo
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Il parziale di 10-2 con cui i Knicks erano riusciti a riportarsi in vantaggio a 31 secondi dalla fine porta la firma di Marcus Morris, miglior realizzatore dei suoi con 20 punti a referto insieme ai 14+12 di Randle. Non abbastanza per evitare il terzo ko in fila, con il suo buzzer beater da metà campo che non ha trovato fortuna
ATLANTA HAWKS-DETROIT PISTONS 103-136 | Facile successo per i Detroit Pistons, che si godono i 27 punti con 9 assist di un Derrick Rose sempre più in salute e i 25 di Svi Mykhailiuk dalla panchina per la seconda vittoria in fila dopo quella a Boston. L’attacco dei Pistons ha fatto quello che ha voluto contro la morbida difesa degli Hawks, tirando con il 59.3% dal campo (massimo stagionale) con 22 punti di Markieff Morris e la doppia doppia da 16+17 di Andre Drummond, le cui trattative per un suo possibile trasferimento proprio agli Hawks si sono definitivamente arenate
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Dopo la grande vittoria di San Antonio, i giovani Hawks sono subito tornati a perdere sonoramente nonostante la prima partita di Jeff Teague con la nuova-vecchia squadra, segnando 15 punti e distribuendo 7 assist per i compagni. Il migliore per la squadra di coach Pierce è stato John Collins con 20 punti seguito dai 19 di De’Andre Hunter, mentre Trae Young si è fermato a 16 con 16 tiri davanti all’ottima difesa degli avversari su di lui
CHICAGO BULLS-CLEVELAND CAVALIERS 118-116 | Rimonta vincente dei Bulls, che dopo tre quarti terribili chiusi sotto di 15 lunghezze si rifanno in un ultimo quarto da 31-14 vincendo la seconda partita nelle ultime tre. I 17 punti di Lauri Markkanen e le doppie cifre di Luke Kornet, Kris Dunn e Coby White sono state importanti, ma non quanto la difesa che è riuscita a forzare 10 delle 26 palle perse degli avversari nell’ultimo quarto
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Il super protagonista della sfida è però uno Zach LaVine inarrestabile, capace di segnare 21 dei suoi 42 punti finali nel solo ultimo quarto, realizzando la sua decima partita consecutiva sopra quota 20. “Avevamo giocato malissimo fino all’ultimo quarto, ma siamo riusciti a girare la situazione ed è l’unica cosa che conta” ha detto dopo la partita.
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Ai Cavs non sono serviti i 29 punti di Kevin Love e i 26 di Collin Sexton per evitare la quarta sconfitta consecutiva, ancora più dura da digerire visto il modo in cui è arrivata e le diverse occasioni avute dalla squadra di coach Beilein per vincerla comunque nel finale, fallendo il tiro della vittoria con Love a pochi secondi dalla fine dopo che una tripla di Cedi Osman aveva riaperto la partita a 11.4 secondi dalla fine. Decisivo anche un challenge chiamato dalla panchina di Chicago per togliere un fallo a Markkanen contro Love a 20 secondi dalla fine
GOLDEN STATE WARRIORS-ORLANDO MAGIC 109-95 | Si interrompe a dieci la peggior striscia di sconfitte negli ultimi 18 anni dei Golden State Warriors, che si godono un D’Angelo Russell da 26 punti e 12 assist (massimo stagionale), i 21 punti del rookie Jordan Poole e i 20+9 di Eric Paschall dalla panchina
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Per Orlando ci sono invece solo i 23 di Markelle Fultz a rendere meno amara una sconfitta che coach Clifford negli spogliatoi ha sintetizzato dicendo: “Non ce la siamo giocata e siamo stati soft, specialmente i titolari”. Golden State si conferma la bestia nera di Orlando, che contro di loro ha perso le ultime sette partite
NEW ORLEANS PELICANS-L.A. CLIPPERS 130-133 | Poca difesa in campo e attacchi scatenati tra Pelicans e Clippers: Kawhi Leonard ne segna 39 (con 15/28 al tiro), Lou Williams ne aggiunge 32 ma i Pelicans, che pagano le troppe palle perse, escono a testa alta con un Lonzo Ball in tripla doppa e un Derrick Favors perfetto al tiro (10/10). Solo 5 minuti in campo e zero punti per Nicolò Melli
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